giovedì 31 agosto 2017

Tutto il mondo (amore e città)


Titolo: tutto il mondo

Appoggiai un piede sul pedale, mi guardai intorno per controllare che non ci fossero macchine o persone, e iniziai il mio viaggio.
La bici era diventata l’attrazione delle mie giornate, ma non tanto per la bicicletta in sé fornita dal comune della mia città: leggermente pesante e di un colore fatiscente; né tanto meno per l’idea che amavo della condivisione e dell’assenza di proprietà….
No! Quello che mi emozionava erano le storie, le vite nascoste sotto i sellini o rinchiuse tra i cestini di metallo. 
Chi avevano trasportato? Dove erano andati? Perché? Da quanto tempo? Con chi stavo condividendo un pezzo di vita?
E soprattuto: cosa avevo in comune con le loro storie?
Così, mentre pedalavo cercando di schivare pedoni e automobili, immaginavo un turista che visitava le piazze del centro, un’avvocatessa in completo che si avvicinava al tribunale, un padre che andava a lavoro dopo aver accompagnato i figli a scuola e così via...
"Magari," pensavo, "proprio su questa bicicletta sono salite prima di me le mie paure, i miei dubbi, le mie involontarie discriminazioni, le mie incomprensioni, le mie ignoranze. Persone che non avrei immaginato nella mia vita, persone che ho allontanato o che si sono allontanate da sole..."
...
Ogni giorno su quel tratto di strada che mi accompagnava in ufficio non ero mai sola: ero con tutto il mondo e potevo sentirne chiaramente il profumo e l'amore.

Parole suggerite da Francesca Santagata
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

mercoledì 30 agosto 2017

El ratoncito Perez (coraggio, paura)


Titolo: el ratoncito Perez

"Si sta muovendo!"
"Lo so, sono giorni che si muove!"
"No! No! Ti dico che oggi è il giorno, il momento!"
"Non agitarti! Ti agiti sempre troppo in fretta. Aspettiamo e vediamo cosa succede!"
...
"Vedi? Che ti dicevo: non riesce a dormire, le dá fastidio. Sta per cadere!"
"Stavolta mi sa che hai ragione tu!"
"Guarda! È in bagno con sua madre, sono sicura che adesso cadrà! Preparati!"
"Perché devo andare sempre io?"
"Perché tu sei un topolino, sei svelto e piccolo e nessuno ti vedrà. Io ci andrei volentieri, ma sai bene che una fatina rivestita di purpurina, con bacchetta magica e che vola, darebbe troppo nell’occhio."
"Va bene, va bene, mi preparo."
"Svelto! È caduto ed è ora di dormire: abbiamo poco tempo!"
"Vado vado. Cosa devo portare?"
"Prendi questo inutile cerchio di metallo dorato: a loro sembra piacere molto. Mi raccomando però, non dimenticare il dentino!"
"Sí lo so, figuriamoci se lo dimentico! Come potrei dimenticare questa enorme e inutile collezione che hai incastonato alla parete?"
"Ricordare il tempo e i bambini che sono passati sul nostro pianeta ti sembra inutile? I loro sorrisi al risveglio, l’emozione dello star crescendo, il vedersi diversi, la sicurezza della nostra esistenza, la paura di incontrarci la notte e il coraggio nel cercare di rimanere svegli: ti sembra poco? Colleziono dentini da sempre e per me è come collezionare attimi, speranze, sogni..."
"Se lo dici tu!"
"Perez! Non dimenticare il dentino!"

E al mattino un altro piccolo sorriso illuminò il mondo ancora una volta.

Parole suggerite da Francesca Ungaro
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

lunedì 28 agosto 2017

... (gatto e leggerezza)


Titolo: ...

Le passò di fianco con la sua solita leggerezza. Le sfiorò i capelli con la coda lunga e poi con la zampa le toccò la mano, ripetutamente. 
Dopodiché il gatto scese dal divano e, a suo modo, le chiese di seguirlo. 
E lei lo fece, lo faceva sempre! 
Il gatto attraversò la porta del giardino e affondò le zampine nell’erba: lei uscì dietro di lui. Camminarono a lungo stavolta, fino alla riva del fiume. 
Lì il gatto si sedette e anche lei. 
Osservarono l’acqua scorrere, osservarono gli alberi, una libellula blu. Il gatto rincorse qualche mosca, lei raccolse qualche foglia caduta. 
Ognuno nel suo mondo. 
Quando giunse l’ora di tornare, il gatto richiamò la sua attenzione con un delicato Miao. Le gli sorrise e ancora una volta lo seguì. 
Giunti alla soglia di casa, lei rientrò, sopraffatta dalle immagini; lui si allontanò di nuovo, ma questa stavolta da solo…

Parole suggerite da La gatta
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

domenica 27 agosto 2017

Fluido (passione e lealtà)

Titolo: Fluido

Non riesco a pensare…tutto è confuso…l’aria assente.
Fa freddo! Fa freddo?
O forse è caldo questo nodo alla gola?
Questa sensazione di peso allo stomaco, questo brivido che attraversa la schiena?
Mi alzo, mi siedo.
Dice che è finita: è finita la passione! Dice che non capisce, dice che ci vede distanti, dice che quello che eravamo non esiste più. NON ESISTE PIÙ!
Non esiste più? Come se non sapesse che il mare si trasforma in pioggia e poi in fiume e poi… in mare di nuovo, ma lontano, un mare diverso!
Inizio a respirare. Non è del mare la colpa, né della pioggia, loro sanno di essere…fluidi!

La lealtà è verso noi stessi… Respiro, non fa più caldo, non fa più freddo! Non penso, fluidamente scorro…

Parole suggerite da Simona Riccio Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

sabato 26 agosto 2017

Abbiamo un cuore




Titolo: Abbiamo un cuore 

Vide un getto d’acqua scorrere violento contro il volto di un adulto confuso e ripensò a quando da bambino giocava nel giardino dei nonni inseguendo l’acqua degli irrigatori che innaffiavano il prato. Alla fine era sempre tutto bagnato, ma felice per essere riuscito ad “acciuffare” il getto. Poi vide poliziotti schierati in assetto anti-sommossa e ripensò ai suoi compagni di suola che si ricoprivano di distintivi di plastica e caschi da pattinaggio per poter “salvare” innocenti, insieme a Superman. Poi vide fotografi, e passanti con cellulari, riprendere immagini irreali, e ripensò a quando con sua madre riguardava l’album di fotografie dei nonni: a quando una foto non era solo una testimonianza, ma portava con sé un carico affettivo, emozionale, un’intimità…Quello che non vide però furono abbracci, mani sollevate, persone, passanti…umani! Non vide il cuore e gli sembrò che molti lo avessero dimenticato. E pensò! Pensò a come si possa vivere in un mondo in cui le persone abbiano dimenticato il loro cuore? E pensò ancora! Pensò che l’unico modo fosse quello di ricordarlo a tutti. “Abbiamo un cuore” scrisse sulla sua maglietta e se andò passeggiando per le strade.

La dedico al Dalai Lama e a questa sua frase
You may control people physically by force, but you won't change their hearts and minds - that requires trust and friendship.
Puoi controllare le persone fisicamente con la forza, ma non cambierai i loro cuori e le loro menti - questo richiede fiducia e amicizia.




mercoledì 23 agosto 2017

Ischia (mare e terremoto)



Titolo: Ischia 

Stanotte guardo stupita il tuo volto, scosso dal pianto, e non riesco a scappare dai ricordi e dal tempo. Non ero lì, ma ho tremato insieme a te, ammirando la forza delle radici dei tuoi alberi rigogliosi, contrastare quella spinta del vento. Io che tra le tue notti sono cresciuta, cullata dal profumo dei pini e dal brillio delle stelle, non posso che osservarti stupita quest'oggi, sicura che la tua bellezza non si sarà persa nemmeno nel pianto. 
I tuoi colori, i tuoi sapori, i tuoi suoni saranno rimasti intrecciati tra le tue strade, le spiagge, il mare: non importa chi abbia scosso il tuo sonno! Io sto passeggiando con te tra le stradine del centro, mi sto sedendo a riposare nel tuo giardino dell'Eden e sto nuotando tra le tue acque ricoperta dall’ombra delle tue rocce. 
Mi stai sorridendo, anche adesso da lontano, come hai sempre fatto, e ti sorrido anch'io mia dolce e accogliente isola verde!

Quel terremoto portó via con sé la paura, lasciando solo la meraviglia...


Parole suggerite da Paola Sabbatucci
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

giovedì 10 agosto 2017

Terzo anniversario (tre e matrimonio)



Titolo: anniversario

Mi presentai a quel matrimonio senza essere stata invitata e senza conoscere nessuno.
Certo ero lì per mio fratello, il quale mi aveva “gentilmente” chiesto di accompagnarlo... 
Come dirgli di no?! 
Entrai in chiesa e mi sedetti lontana dall'altare in disparte. Dopo poco però fui colpita dal fatto che al suono della marcia entrassero lungo la navata tre donne vestite di bianco! Non una: tre! Mi avvicinai curiosa per guardare meglio: non c’era nessun uomo! Chiusi gli occhi e li riaprii per capire se si trattasse della mia immaginazione, ma era tutto vero. Le tre donne apparivano così simili…quasi identiche! 
Le osservai incantata. 
Quando il prete celebrando il rito disse i loro nomi, ripeté tre volte lo stesso nome. Mi girai sconcertata a cercare mio fratello ma mi accorsi improvvisamente che la chiesa era vuota: tutti erano fuori ad aspettare la sposa.. le spose. Una delle tre abbracciando le altre due si avviò verso l’uscita e io la seguii.
All'esterno un gruppo di persone accerchiava un uomo. Lui quando la vide sorrise, e la accolse teneramente tra le sue braccia. Quello che si udii fu solo un: “Adesso sono pronta!” 
I due restarono in quell’abbraccio un tempo indefinito e poi tra pianti e sorrisi si allontanarono tenendosi per mano.

Parole dedicate a mio marito +
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!


mercoledì 9 agosto 2017

La Comune (fratellanza e appartenenza)


Titolo: la Comune

Prendemmo una decisione radicale. Sentivamo troppe mancanze! Soffrivamo della difficoltà di integrazione in un sistema complesso fatto di regole non modificabili e rigide. Eravamo stanchi di relazioni forzate, finte, in assenza di movimenti comuni, dove tutti erano per se stessi e…
Avevamo bisogno di risentire quell’appartenenza alla specie, di sentirci a casa in qualsiasi momento, di dimenticare le indagini di mercato e di guardare gli orti fiorire, e sfiorire. Cercavamo un luogo, un rifugio, un’utopia dove incontrare altre anime come le nostre, e costruire una fratellanza reale, onesta… 

Entrammo in quella Comune in un giorno d’Agosto fu un momento di vera esaltazione. Vivemmo insieme per qualche anno: insieme agli altri, insieme all’orto, insieme al tempo… fin quando l’altra parte di noi violentemente ci richiamò. 
Uscimmo da quella Comune in un giorno d’Agosto fu un momento triste, lasciammo l’orto, il tempo e gli amici, non trovammo mai più un luogo come quello, ma iniziammo a viaggiare e trovammo altri luoghi e altre prospettive. C’era sempre cosi tanto da scoprire…

Parole suggerite da Paola Ciccarelli
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

martedì 8 agosto 2017

Piatto (mare, coccinella)


Titolo: piatto 

Il ronzio del ventilatore cerca di rinfrescare quest'area ferma, morta. La vista di un mare stanco, sporco, da una finestra vecchia e usurata dal tempo. Un tavolo di legno senza cibo ricoperto con fogli e penne abbandonati. Odore acre, respiro lento. Solo il gatto si muove ancora in cerca di qualcosa in questo tempo caldo. Si muove forse con la speranza di rincontrare quella piccola mosca cui aveva dato la caccia tutta la mattina. Con lui, la lampada oscilla lievemente sospinta dall’aria prodotta da quelle pale meccaniche, che inconsapevoli, sospingono il tempo un passo più in la. Tutto è paralizzato: i pensieri, i ricordi, le parole, i discorsi. Nella mente poco ossigeno. 

D'improvviso il gatto inizia a saltare, a correre: sta rincorrendo qualcosa, qualcosa almeno per lui si muove! Mi alzo, lento e placido da questo sofà scolorito, e lo seguo: voglio sapere a chi stia dando la caccia. E la vedo: rossa, viva, accesa. Vola rapida verso l’alto e si rifugia su una parete. Faccio giusto in tempo a raccogliere quella piccola coccinella tra le mie mani, che il mio gatto salta, e quasi ci raggiunge. La tengo stretta, non mollo la presa e mi dirigo sicuro verso il balcone. Il sole è coperto, ma brilla attraverso. Apro le mani…il desiderio si è avverato prima che potessi esprimerlo!

Parole suggerite da Sara Mariottini
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

mercoledì 2 agosto 2017

Eolo (libertà e fiducia)


Titolo: Eolo 

Il vento iniziò a sfiorarlo lieve, soffice: sembrava volesse fargli una carezza. 
Lui non si mosse! Lo osservò intimidito, opponendosi, senza lasciarsi spettinare. 
Lentamente però la corrente d’aria iniziò ad aumentare e lui decise finalmente di lasciarsi travolgere. Diede fiducia al vento, lasciandosi cullare, spingere e cambiare: fu il suo primo atto di libertà. Lasciandosi andare iniziò la sua danza: volteggiò nel cielo descrivendo circoli regolari a velocità diverse. 
Era bellissimo: lo si sarebbe potuto ammirare per ore senza annoiarsi. 
Aveva tre pale ma a quella velocità non era possibile distinguerle: un unico cerchio bianco decorava il cielo insieme alle nuvole. Senza costrizioni e giocando col vento si sentì finalmente se stesso, e non fu il solo: erano in tanti inttorno a lui a percorrere quello stesso destino. 
Il vento voleva trasformare la sua veemenza e la sua eleganza in energia: una modificazione che nascondeva in sé forza e magia, e lui decise di far parte di questo intenso percorso. Era incantato da questa possibilità: la poteva sentire a ogni giro, quando, riscaldato dal sole, osservava questo meraviglioso mondo dall’alto.

Parole suggerite da Cri Bragano 
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!