lunedì 24 luglio 2017

Il ladro (libertà e amicizia)

Il ladro

Quello che aveva perso in quella notte di Luglio non erano stati i soldi, non la libertà di comportarsi, non i pensieri puliti, né l’amicizia di quello che aveva creduto essere un caro amico. Quello che aveva perso quella notte, tra le strade deserte di una Parigi assonnata, erano stati i dubbi, i presentimenti, i fragili pensieri che aveva avuto in precedenza e che avevano tentato di avvisarlo di quella fine prevedibile. Perché Gerard aveva sempre preferito guardarsi dal di fuori invece che dal di dentro: lui amava pensare bene degli altri e non vedere mai le cose per come erano nella realtà. Non che fossero poi cosí diverse, ma di certo se avesse ascoltato i racconti del suo “amico” che andava in giro a rubare bicilette per rivenderle di seconda mano e sfilava portafogli senza esser visto, avrebbe di certo pensato che quel comportamento non fosse rivolto solo agli estranei, e non si sarebbe sentito così stupito sulla riva della Senna. Quel che però Gerard trovò in quella stessa notte d’estate, furono la speranza e la convinzione che tutto possa cambiare, anche ciò che il contorno dimostra non cambierà. Così fu infatti, quando sul sedile della sua auto ritrovò il portafogli perduto, lontano dal suo amico che restava però pur sempre un ladro. 

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