martedì 30 maggio 2017

Rompicapo (inganno e paventare)


Titolo: rompicapo 

Era buio, era notte, era freddo…
Notai d’improvviso che due ombre iniziarono a seguirmi, mentre tornavo a casa da sola… 
Ero stanca, affamata e triste, ma queste due ombre sembravano non voler lasciar tempo ai miei pensieri: volevano catturare la mia attenzione. 
Probabilmente, pensai, volevano mettermi fretta, forse paura…terrore… 
Terrore?
Iniziai a irrigidirmi! 
Uno dei due d’improvviso si allontanò dall’altro voltando in una piccola strada laterale: non dovevo paventare un inganno, mi dissi silenziosamente, dovevo restare calma. 
Il mio respiro si fece però affrettato e la vista più acuta, come anche l’udito. L’ombra ormai rimasta sola accelerò il passo e pian piano mi raggiunse… 
“Dove vai?” Mi chiese. 
“Dov’è andato il tuo amico?” Risposi. 
“Non lo so!” Disse. 
“Cosa volete?” Chiesi ormai con un filo di voce. 
“Seguirti!” Rispose sicuro. 
“Perché?” 
Silenzio. 
“Perché?” Domandai di nuovo con voce ormai isterica... ma questa volta la mia ombra non rispose…

Parole suggerite da Simona Lodato
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giovedì 25 maggio 2017

Farfalle e uova (subire e vincere)



Titolo: farfalle e uova

"Non so cosa fare..."
“Immagina di avere un uovo tra le mani…”
“Un uovo?”
“Sì, un uovo! Se provi a schiacciarlo con due dita dai due poli, cosa succede?”
“Che ti ritrovi con le mani sporche?”
“No mio caro, errato! L’uovo non si rompe!”
“Come non si rompe?”
“O meglio si rompe solo se va a subire una pressione più alta di quella della forza di resistenza del guscio…insomma se si riesce a vincere questa resistenza: se si è estremamente bruti intendo… ottenendo però un uovo distrutto.”
“Sei sicuro?”
“Certo!”
“Ma se il guscio è di un materiale così fragile?…Si rompe con un niente…”
“Questa è l’apparenza amico mio.”
“L’apparenza?”
“Sì, quello che cercavo di dirti è che talvolta anche le cose più fragili se vengo prese per il verso sbagliato oppongono resistenza…Come te adesso che ti opponi al suo cambiamento…”
“Lascia il bruco diventare farfalla! Se lo tieni nel baco… il bruco morirà e la farfalla non verrà mai alla luce.”
“Credo di aver capito, ma di non aver capito…”
“Dalle il suo spazio: rompi l’uovo dal lato corretto, farai meno fatica e salverai la farfalle…”

 Tornai a casa e le comprai quel biglietto…

Parole suggerite da Marco Murtas
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martedì 23 maggio 2017

A mia figlia Alisa (amicizia e fiducia)



Titolo: a mia figlia Alisa

"Facciamo un gioco piccola mia: dammi la mano! Ora chiudi gli occhi e lasciati trasportare…
Ti accompagnerò attraverso il mondo, ma dovrai avere fiducia. Sorpasseremo ponti, fiumi, valli... 
Ci riposeremo su campi soleggiati e berremo acqua di fonte. Io mi prenderò cura di te, e tu cura di me tenendomi per mano. 
Non dovrai aver paura perché la strada sembrerà imprevedibile a occhi chiusi, ma lo sarà anche a occhi aperti, bisogna solo abituarsi. Nel buio imparerai il profumo del tempo e sentirai il calore del suono. Non durerà per sempre amore mio, quindi fidati, stammi vicino! 
Il tempo porrà distanze e trasformerà la nostra amicizia e i nostri giochi in differenze... e similitudini. Tu continua a tenermi per mano, continua... almeno fin quando non aprirai gli occhi e potrai vedere da sola le tue discese e le tue salite. Io ti accompagnerò sempre, ma questo momento è importante, è il momento in cui la mia presa ti darà fiducia nel imparare chi sei. 
Prenditelo, vivilo!
È solo un gioco, ricorda, è come giocare alla corda nel parco: è come noi, come il nostro mondo. Chiudi gli occhi, concentrati sui suoni, suoi tuoi sogni…sí soprattuto sui tuoi sogni e quando ti senti pronta ad aprirli, fallo lentamente cercando di non dimenticare questa meravigliosa sensazione che stai provando adesso, adesso, mentre ci stringiamo la mano."

E quella sera tornammo a casa sorridendo nel buio.

Parole suggerite da Nicoletta Esposito
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domenica 21 maggio 2017

Legami (coro e metodo)


Titolo: legami

“Per riconoscere l’unisono ci vuole un metodo!”
“Un metodo? Spiegati meglio!”
“Partiamo ad esempio da due voci distinte: due amiche che parlano tra loro davanti al tavolino di un bar.”
“Ti seguo, continua!”
“Tu ritroverai due tonalità, due diverse vibrazioni che cercano intensamente il loro punto di incontro.”
“Un punto d’incontro…”
“Se le due anime e i loro pensieri si incontreranno, allora sentirai un coro: un suono soave creato da figure diverse… Al contrario se questo non accadesse, ti ritroverai seduta ascoltando il verso di una cornacchia.”
“Quindi secondo te l’amicizia si misura col suono?”
“Certo ma non solo l’amicizia, tutte le relazioni…restano legate a quello che non si vede, ma si ascolta.”
 “E quindi per capire se sono con la persona giusta e se stiamo raggiungendo “l’unisono” il metodo che dovrei utilizzare sarebbe quello di chiudere gli occhi e distinguere tra un coro angelico e il grido di una cornacchia?”
“Proprio cosi!”
Chiusi gli occhi.
“Continua per favore,” gli chiesi, “spiegami meglio…”

Sperando nel silenzio di distinguerci…

Parole suggerite da Simonetta Dilazzaro
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martedì 16 maggio 2017

? (amore, tranquillità)


Titolo: ?

Entrai... 
Mi sedetti… 
Silenzio! 
Sorrisi… 
Cambiai posizione sulla sedia… 

Silenzio! 
La guardai… 
Decisi di iniziare a parlare! 
Dapprima con tono timido, poi con tono conciato… 

Piansi, per un po’…piansi! 
Poi ripresi a parlare. 
Parlai ancora e ancora: di tutto, di tutto! Di me, di te, di noi, di voi, delle persone, del mondo, della famiglia, dei pensieri, dei racconti, dell’amore…. 
Risi, per un po’…risi! 
… 

Silenzio! 
Immagini, ricordi, visioni... altre immagini, altri ricordi, altre visioni… Un lungo viaggio in cui attraversai anni in secondi, storie in parentesi ed emozioni in sguardi fugaci. 
Tutta la mia vita durò qualche manciata di lancette… 
Parole, parole e poi altre parole, finchè all’improvviso in questo fiume incantato, lei con assoluta dolcezza mi indicò che il tempo fosse finito… 
Le parole tornarono all’interno e si persero nel silenzio. 

Era il momento di uscire! 
Camminai verso casa notando una tranquillità inaspettata…probabilmente mi ero svuotata, o forse no, ma che importa? 
Fu così: a suo modo e al mio!

Parole suggerite da Paola Rinchetti
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lunedì 15 maggio 2017

Noi (principessa e meretrice)



Titolo: noi

Lei è una persona fatta così: cammina con l'andamento e l'eleganza di una principessa, ma discute e  fa valere le sue ragioni con la foga di una meretrice!
Io ho imparato a conoscerla nel tempo, ho imparato a prevenirne le ire e a supportarne le debolezze. Quando la incontrai non avevo idea del suo mondo sommerso, non immaginavo le ombre e le luci del suo essere. Colpito dalla sua gentilezza non avevo compreso che in realtà fosse la sua forza ad attirarmi...
Ingannato! Spesso mi ero sentito ingannato dal suo essere una, due e molte altre donne, ma il tempo mi aveva svelato e spiegato il segreto: nessuno ha una sola angolazione, ce ne sono sempre almeno mille diverse e solo l'amore è in grado di accoglierle e amarle tutte allo stesso modo!
Compreso questo il nostro fu un amore eterno!
Ci incontrammo e ci accogliemmo in ogni luogo e in ogni momento.
I miei angoli si rappacificarono sempre con i suoi e la sua forza fece coraggio alla mia. Fummo due colonne che conoscevano le ombre l’una dell’altra. Il nostro amore fu così: chiaro, oscuro e forte.

Parole suggerite da Silvia Fina
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mercoledì 10 maggio 2017

Stupisce esserci (stupisce e esserci)


Titolo: stupisce esserci

Il tendone del palcoscenico si aprì e una donna vestita di rosso vi si affacciò come se fosse vicina a una finestra: 
“Stupisce esserci! Dico davvero! A volte uno si concentra sul fare tante altre cose da dimenticare se stesso. 
Se stesso, sì, quell’individuo pedante, noioso, irritabile…
No no, scusate vi siete confusi, non parlo certo di me stessa, ma… di voi: dormienti di questo tempo spento. 
Dove andate? 
Cosa aspettate? 
Pensate che il tempo stia lì per voi? 
Non sapete che presto tutto tornerà come prima: nel vuoto? 
Non vi capisco: dite una cosa e ne fate un’altra, vivete vite infelici sapendo non siano le vostre e senza cambiar nulla, fate meccanicamente cose richieste da altri, pur ben sapendo che non abbiano alcun sentito….
Ma dico: siete forse privi di vita, anima e sentimenti? 
Svegliatevi amici miei, seguite solo la vostra corrente, rompete quegli schemi preparati da altri: ritrovatevi e per favore”, sussurò girandosi di spalle e andando via, “ritrovate anche me!”

Parole suggerite da Paolo Pinto
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lunedì 8 maggio 2017

Ricerca (Platone e amore)



Titolo: ricerca

Mio caro Platone
dico io:…non sarebbe stato più semplice cercare qualcos’altro? Che so, un fiore, un intero albero, un gattino perduto? 
No! Sempre cose difficili! 
....
Mio caro filosofo, non ti sei forse accorto di quanto questo mondo sia grande? Non hai notato che una mela, una volta tagliata, possa perdere l’altra metà in uno spazio da considerare quasi infinito? Dove credi che potrei trovarla? 
Non è certo mancanza di volontà la mia, ma dico:…una cosa più semplice? 
Dover viaggiare, scoprire, provare, prima di poter trovare quello che dovrebbe essere alla portata di tutti? 
....
Certo, certo che parlo dell’amore, di cos’altro se no? 
Tu, astuto filosofo, lo avevi trovato? Questo punto mi sfugge, non lo ricordo…o magari non lo trovasti? Motivo per cui decidesti di rovinare la vita a noi povere mele… 
....
Certo, certo che continuerò la mia ricerca non esser sciocco!…Non posso mica accontentarmi di una mezza arancia o di una pera…però che fatica! Spero solo ne valga la pena… 

E fu così che una mezza mela continuò il suo lungo viaggio alla ricerca della perfetta metà…

Parole suggerite da Antonio Maoggi
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giovedì 4 maggio 2017

Onde (lontananza e vicinanza)

Titolo: Onde

Giocavamo a quel gioco da sempre: lontananzavicinanza
A volte ero io che la rincorrevo, altre volte era lei a rincorrermi. Arrivavamo anche a raggiungerci... rare volte, ma la forza del vento e delle correnti tornava a portarci lontane... e poi vicine, in una danza infinita. Era questo il nostro modo: sempre alla ricerca l’una dell’altra. 
Le distanze a volte si facevano enormi, altre piccolissime, ma l’acqua era ciò che ci univa; insieme al vento, al sole, alla sabbia, al sale… 
In realtà ci vedevamo divise, ma non lo eravamo davvero: eravamo parte di un uno molto più grande di noi e delle nostre spume... solo che spesso ce ne dimenticavamo. 
Eravamo nate così. 
Avremmo sempre vissuto così: inseguendo qualcosa che era già insieme a noi, dentro di noi.

Parole suggerite da Antonio Giuseppe Pischedda
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martedì 2 maggio 2017

Cima (serenità e dono)



Titolo: cima 

Arrivammo sulla vetta della montagna dopo una lunga scalata. L’aria era fresca e il cielo sereno: le corde avevano aiutato il percorso e le mani erano stanche per il lavoro compiuto. Lassù, su quella che ci sembrò la cima del mondo, calma e serenità aleggiavano come sempre. Eravamo nel punto di arrivo: quello dove il rumore lascia posto al silenzio e l’oscurità si scontra con la luce. 
Non si sa mai cosa aspettarsi su di una cima: a volte un’aquila orgogliosa che mostra le sue ali, altre volte una cascata che risuona la sua melodia; talvolta dei fiori che si ancorano forti alla roccia per non perdersi, o altre l’orizzonte che sorride con la dolcezza della sua linea curva. 
Quella volta la cima però ci regalò qualcosa di magico: ci mostrò chiaro il percorso compiuto con i punti difficili e quelli facili, con le arrese, e i combattimenti. Ci donò il valore del percorso, ci mostrò la forza nascosta dentro di noi: ci fece guardare indietro invece che avanti, cosicché non avessimo più paura di proseguire, rientrando.

Parole suggerite da Sebastiano Sicali
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