giovedì 27 aprile 2017

Dentro (buio e anima)


Titolo: dentro

Mi affacciai appena sveglia sulla punta della mia lingua; entrai silenziosa lungo il canele digerente e feci un giretto all’interno dello stomaco ricco di liquidi. Poi mi sedetti tranquilla aspettando di incontrarla, ma da principio non vidi nessuno. Era buio lì dentro, ma vidi un'aurea chiara davanti ai miei occhi: mi alzai, pensando fosse arrivata, e le andai incontro. Mi trovai però sola e confusa di fronte alla morbida parete del mio stomaco e capii che non si trattava della mia anima, ma solo della luce del sole che, svegliatosi insieme a me, stava dando forza al mio corpo. 
Restai lì, in quella zona umidiccia, ancora per un pò ad aspettare e osservare, ma non la trovai. Annoiata dalla sua mancanza, ripercosi la strada a ritroso e mi ritrovai in breve di nuovo all’esterno tra i miei denti. Feci colazione e mi avviai verso l’ufficio sorseggiando ancora il caffè.

Anche oggi non ero riuscita a incontrarla: erano giorni ormai che la cecavo…"dovevo aver pazienza" mi dissi…era dentro di me, ne ero certa: probabilmente avevo solo sbagliato strada anche oggi.

Parole suggerite da Raffaella Altavilla
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martedì 25 aprile 2017

Dare (redenzione e tentazione)

Titolo: dare

Era una tentazione troppo forte per lui quella di chiedere: chiedere soldi, tempo, attenzioni…
Lui chiedeva costantemente: anche a quel dio a cui poi diceva di non credere, ogni tanto, chiedeva aiuti, consigli, soluzioni.
Come se fosse al mercato a comprare del pane!
Aveva imparato così bene a chiedere che era anche in grado di ricevere qualcosa…non sempre certo, e nulla di importante senza dubbio, ma che lo soddisfaceva giusto il tempo per riprendere a chiedere ancora.
Nessuno gli aveva fatto osservare che chiedendo costantemente, non dava un motivo, né il tempo agli altri di poter dare: tutti si sentivano inadeguati alle sue richieste e restii dal concedere cose senza la volontà di farlo…
Un giorno però l’uomo che chiedeva sempre si fermò davanti a un senzatetto seduto per strada che non chiedeva nulla e vide una donna donargli una moneta…Iniziò in quel momento a pensare e comprese il suo errore: non doveva chiedere, ma aspettare! Fu quello l'inizio della sua redenzione: chiese scusa a tutti per aver chiesto e aspettò a lungo, ma nulla arrivò!

Quando la morte, gentile, lo prese per mano, benevola volle spiegargli che per ricevere bisogna solo dare e senza alcun limite…magari voleva prepararlo per la prossima possibilità...

Parole suggerite da Paola Secondin
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sabato 22 aprile 2017

Lampedusa (vita e felicità)



Titolo: Lampedusa

Gli aprimmo la porta con fare guardingo. 
Stranieri di casa: non sapevamo chi fossero o cosa volessero. I loro volti e le loro espressioni erano simili alle nostre, ma come essere sicuri che nulla ci fosse stato nascosto? 
Accettammo sospettosi di farli entrare, ma solo fino all’ingresso così che non vedessero troppo da vicino la nostra vita…avevamo paura potessero rubarcela… 
Ma come si ruba una vita? 
Le parole iniziarono e i sorrisi: i volti stanchi bisognosi di riposo. 
Ci spostammo in salone perché tutti fossero un pò più a proprio agio, e quando finalmente rilassati mostrammo l’intera casa e li invitammo a restare per cena, loro gentili e cordiali rifiutarno. 
Erano in cerca di comprensione, non di una vita. La loro vita loro la conoscevano e la rivolevano inditreo. Tornarono cosi alla tenda in attesa di poter costruire di nuovo la loro felicità.

Parole suggerite da Paola
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giovedì 20 aprile 2017

Pezzi (asfalto e mente)

Titolo: pezzi

Pezzi d'indistruttibilità distrutti sull'asfalto. Briciole di fortezza; spaccati di insiemi. 
L'integro disintegrato dalla velocità del movimento. 
I passanti coscienti e non, attraversavano quel mare di schegge ignari del loro valore. 
Poi, a un semaforo, il rosso diede paziente il tempo a un viandante, di compiere quella raccolta lenta e scrupolosa, affinché quel vetro rotto, rotto più non fosse, ma solo diviso, come accade al tempo. 
Uno diviso in tanti raccolti in uno. 
Quanti? 
...
Importa? 
...
Attimi.
Si può ricostruire ciò che abbiamo distrutto? 
...
Perché lo abbiamo fatto?
...
Riflessi di luce echeggiavano nella mia mente di osservatore, pezzi staccati che sentivo come uniti, anche se ora molto diversi. Forse era stata solo una disattenzione o forse...
a volte rompersi è ciò di cui si ha bisogno!

mercoledì 19 aprile 2017

Illuminando: Lunedì e felicità



Titolo: illuminando

"Ci siamo quasi…" 
"Sei sicuro?" 
"Sì, sì certo! Guarda il cielo dalla finestra, vedi? È notte, di nuovo! Significa che domani sarà… lunedì, ne sono certo!" 
"Quante notti hai detto che devono essere passate?" 
"Due. Credo le chiamino Fine e Settimana." 
"Meno male…è così buio qui e così vuoto…non mi piace aspettare il lunedì…" 
"Nemmeno a me!" 
"Ma secondo te dove vanno tutti in questi due giorni?" 
"Non lo so! Me lo chiedo spesso… Magari vanno a spegnersi da qualche parte…" 
"Ma secondo te perché prima di Fine e Settimana ci spengono?" 
"Forse perché non vogliono farci stancare, sanno che saremo da sole e preferiscono farci riposare…." "Ah ecco! Sì magari è così." 
"Adesso però non preoccuparti del perché o del per come, aspettiamo insieme domattina guardando le luci delle stelle…quelle sì che non si spengono mai…magari sono tutti fuori e avendo le stelle non hanno bisogno di noi…" 
"Sì questo mi sembra più sensato! Aspettiamo insieme quindi?" 
"Certo, cantiamo una canzone?" 
"Questo farebbe la mia felicità in questa notte così buia…" 

E... un dolce ronzio elettrico iniziò in quell’ufficio a riposo, tra lampadine spente.

Parole suggerite da Roberto Bonfanti
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lunedì 17 aprile 2017

Semplice (sogno e costanza)


Titolo: semplice

“Entri pure.”
“Grazie mille.”
“Mi dica.”
“Ho un problema…”
“Che tipo di problema?”
“Con i sogni”
“Mi spieghi meglio per favore”
Sogno…molto.”

“Sogno con una certa costanza…diciamo che sogno sempre.”
“Cosa intende per sempre?”
“Intendo che sogno quando dormo, quando sono sveglio, quando sto per addormentarmi e quando sto per sognarmi… Oh! Mi scusi intendevo svegliarmi…”
“E cosa sogna?”
“Dipende! Faccio sogni molto diversi: a volte sogno cose realizzabili; altre cose assolutamente impossibili…In alcuni sogni ci sono pezzetti di cioccolata, in altri strade asfaltate. A volte sento il profumo del mare, altre invece trovo un foglio e una penna…”
“Molto interessante e…cosa la preoccupa nello specifico?”
“Tutti mi dicono che dovrei essere più spesso nel presente e smettere di sognare così tanto, che dovrei darmi da fare e concentrarmi sul mondo attorno in modo da ridurre le distrazioni, ma…”
“Ma?”
“Ma non so come fare…”
“Capisco…Credo pero che questa situazione sia facilmente migliorabile.”
“Davvero?”
“Certo! Per iniziare mi racconti cosa sta sognando in questo momento…”
“Ah! Va bene, ma non dovrei sognar meno?”
“Io questo non l’ho mai detto!”


Parole suggerite da Pia Borsa
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sabato 15 aprile 2017

Legami (messaggio e amico)


Titolo: legami

Ricevetti il suo messaggio appena sveglio. Diceva cose confuse, c’erano pensieri interrotti e silenzi creati con lunghe punteggiature. All’inizio non compresi quasi nulla. Dovetti rileggerlo almeno mille volte per iniziare a sentire il dolore, la solitudine e la tristezza nascosta in quei caratteri. Qualcosa di importante era successo, era successo a lui e…aveva bisogno di un amico.
Questo era quanto!
Mi vestii quindi, preparai rapido un tè e un panino, per non partire a stomaco vuoto, e mi misi in auto. Era tempo che non facevo quella strada, era tempo che noi due non ci parlavamo più perché divisi da sciocchi accadimenti…era tempo che non mi lasciavo andare semplicemente cercandolo.
Stavolta però il messaggio era chiaro: lui mi voleva ancora bene e io ne volevo a lui. Eravamo forse stati sciocchi a lasciare al mondo e ai silenzi la capacità di dividerci, ma questa era forse un’opportunità per ritrovarci: quello che nostra madre ci aveva sempre detto e che noi avevamo tentato di dimenticare.

Parole suggerite da Edizioni Open 
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mercoledì 12 aprile 2017

La leggenda


Titolo: la leggenda

Racconta la leggenda che, in un tempo ormai molto lontano, il sole con una delle sue mani infuocate avesse piantato un piccolo seme sulla terra. Da questo seme nacquero fiori, piante, alberi e tutti gli altri esseri viventi. Lui se ne prese cura riscaldandoli e donando loro luce e buio: “perché quando si pianta qualcosa”, pensò, “è importante restargli vicino…” 
Nessuno seppe mai con certezza se questa leggenda fosse veritiera o solo fondata sulla fantasia dei cantastorie, ma ogni giorno ogni creatura di questo pianeta appena sveglia si alzava e, guardando il cielo, lo ringraziava per la sua presenza… 

Ancora oggi a distanza di ere, scoperte e incredibili teorie quando ci si sente soli, tristi o anche troppo felici e si guarda in alto, il sole è lì, presente, che ci abbraccia tra i suoi raggi infuocati…

A braccia aperte (sirena e segreto)


Titolo: a braccia aperte

Sentii il suono di una sirena avvicinarsi…sapevo fossero vicini…
Ebbi paura!
Il cuore iniziò a battere forte, così forte che credetti di diventar sorda… poi il silenzio! Osservai la strada attraverso i vetri delle finestre e, lenta, mi avvicinai allo spioncino: non vidi nulla. Eppure ero sicura che presto sarebbero arrivati per rubare il mio segreto, il nostro segreto. Avrebbero fatto di tutto: costruito armi diaboliche, nuovi culti e culture, avrebbero cercato nuovi suoni e dato un nome diverso a tutte le cose pensando di aggiungere valore. Avrebbero distrutto tutto quello che non portava a me, a noi…al segreto…corsi per questo a nascondermi sotto al letto. Mi avvolsi nel piumone e iniziai a leggere uno libro ….
Fu allora che mi risvegliai: perché tentavo di nasconderlo?
Di cosa avevo paura?
L’amore non va contenuto, va mostrato.
Aprii le porte e aspettai che arrivassero per abbracciarli.


Parole suggerite da Dafne
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domenica 9 aprile 2017

Lo scrittore (volanti e sillabe)


Titolo: lo scrittore

Quel giorno saltellai leggiadro su cupole di ombrelli volanti, accompagnai fiumi fino alle loro sorgenti fin quando stanco, mi distesi a testa in giù sulle fronde di un baobab senza foglie…
Dormii a lungo a occhi aperti e una volta sveglio mi ritrovai cieco a esplorare il mondo viaggiando senza meta, incoraggiato solo dal volo di una libellula. Camminai su laghi piccolissimi e nuotai in pozzanghere enormi…Incontrai draghi parlanti e rane sputa-fuoco.
Fu un percorso bellissimo… ma anche spaventosissimo, soprattutto quando mi fermai troppo a lungo per mancanza di parole, su di uno di quegli spaventosissimi fogli bianchi!

Quando fui sazio del mio pellegrinare di sillabe, mi sedetti un momento alla scrivania e posai la penna accanto alla storia. Poi…mi alzai, aprii il balcone, uscii di casa e…ripresi il racconto da dove lo avevo lasciato...

martedì 4 aprile 2017

Le mie mani (mano e suono)


Titolo: le mie mani

Vidi una mano spezzare un ramo da un albero di aranci…
vidi una mano gettare rifiuti per strada…
vidi una mano scrivere parole di odio…
vidi una mano spingere animali in una gabbia…
vidi una mano costruire cemento su un prato fiorito…
vidi una mano premere un grilletto contro un volto…
sentii il suono del loro dolore…
piansi, piansi a lungo, piansi osservando le mie mani…
poi…
vidi una mano stringerne un’altra per aiutarla a rialzarsi…
vidi una mano ricucire una ferita profonda…
vidi una mano piantare un piccolo seme…
vidi una mano costruire un riparo per uccelli…
vidi una mano dipingere un paesaggio…
sentii il suono della loro forza,

sorrisi, sorrisi a lungo, sorrisi osservando le mie mani…


Parole non suggerita da nessuno...era un momento così :)

lunedì 3 aprile 2017

Prede e predatori (pioggia e ventre)




Titolo: prede e predatori

Eravamo lì nel ventre della montagna, guardandoci con fare misterioso. 
Io avevo paura di lui, ma ero sicura che anche lui ne avesse di me. La pioggia non riusciva a raccontarci tutti i dettagli ma, nonostante la paura, vedevo chiaramente che la distanza tra noi si stava accorciando…ci avvicinavamo l’un l’altro insicuri e aggressivi! 
Tutto avveniva lentamente e in circolo…Gli occhi però non si perdevano mai di vista: si controllavano. 
Quando a pochi palmi l’uno dall’altro iniziai a respirare il suo respiro, a sentire il suono dei suoi battiti e il profumo del suo mantello. 
Mi sembrò per qualche istante di essere lui e non me… mi sentii così diversa che irrazionalmente, senza pensarci, mi fermai e chiusi gli occhi. 
Aspettai in questa posizione per qualche lunghissimo istante dandogli inconsciamente il tempo per attaccare per primo... 
ma non lo fece. 
Quando aprii gli occhi era sempre lì difronte a me, ma ci resto soló il tempo di rincontrare il mio sguardo, poi se ne andò... 
e io…col cuore a mille, tornai a passo deciso nella mia tana.


Parole suggerite da +I racconti erotici di Ladylu 
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