venerdì 17 marzo 2017

Parole: vino e albeggiare




Titolo: il cane

Mi ero persa nel vento della notte. Avevo camminato sola e senza meta, senza fiato e senza sosta…
Probabilmente ero partita perché attratta dalla luna e dai suoi seducenti raggi d’argento; quando però aveva iniziato ad albeggiare mi ero sentita come nel risveglio da sbornia per un pessimo vino: più confusa di prima, con lo stomaco a soqquadro e il tempo dimenticato. 
Mi ero ritrovata così alle prime luci del giorno, senza motivo, tra distese pianure e ricchi campi di grano ma, seppur esausta, avevo sentito la necessità di correre in quello spazio senza confini.
...
Alla fine della corsa stremata mi ero stesa tra l’erba nascondendo il viso tra le mani, per ripararlo dalla forza del sole.
A un certo punto una lingua umida aveva iniziato a leccarmi: avevo scoperto il volto e visto un giovane cane guardarmi un po’ preoccupato. Mi misi a sedere e lui, più rilassato, si lasciò fare una carezza. Poi semplicemente mi chiese di seguirlo, e io, pur non sapendo dove, come o perché fossi lì o cosa stessi cercando, lo feci! 
Smisi di pormi domande e mi lasciai guidare da chi aveva piu risposte.


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