mercoledì 8 marzo 2017

Parole: giardino e nascosto



Titolo: educazione

Non riusciva a comprendere quella continua necessità di difesa, di sicurezza, di tranquillità, e quindi di paura…La stavano preparando per crescere in un mondo mostruoso: persone di cui diffidare, sorrisi da evitare e parole da non usare, come fossero tabu, come se non fosse possibile spiegare i fraintesi, come se il dialogo non fosse una forma sufficiente di confronto e come se il sorriso potesse avere un valore diverso dall’intenzione di chi lo emetteva.
Iniziava ad avere paura davvero!
Lei non voleva combattere per sapersi difendere, non voleva diffidare di persone che nemmeno conosceva e poi il sorriso…anche quello gli era negato.
Così all’età di sette anni si rifugiò nel suo giardino: un luogo nascosto e riparato da quel mondo che le dipingevano come assurdo. Rimase lí un lungo tempo finché sola, crescendo, iniziò a dubitare dell'avere davvero un motivo per avere paura: 
“Si sbagliano!” si disse.

Decise così di partire alla ricerca del mondo e lentamente, come per tutti, ne divenne parte: fu in quel momento che comprese di aver avuto ragione. Non aveva bisogno di combattere, diffidare o smettere di sorridere, scoprì infatti che conoscendo poteva semplicemente essere.

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