giovedì 30 marzo 2017

Il passaggio (senza parole)

Titolo: il passaggio

Era stato un giorno vuoto, senza suono, senza ritmo. Mi ero svegliata nella nebbia della mente e avevo vagato alla ricerca di domande senza risposta. Ogni passo mi aveva allontanato da me e ogni parola, detta o pensata, mi aveva trascinato ancora più in profondità. 
L’orologio aveva marcato orari differenti senza nessuna consapevolezza del significato del tempo e, gli attimi in cui tu eri vivo si erano confusi inaspettatamente con quelli in cui eri morto. 
La vita si era mascherata da morte e la morte aveva fatto finta di essere ancora viva. 
Era durato tutto poco, molto poco o forse troppo: il tempo di una ninnananna sussurrata o del profumo intenso dell’amore. Angeli erano apparsi e scomparsi, sorrisi e gesti recitati. Nessuna voglia di tornare a casa quando la casa, casa più non era…

Poi il sole aveva illuminato le ombre facendole scappare veloci e il suo calore aveva sciolto pensieri e sensi di colpa, accompagnandoli in un angolo di mondo nascosto, da cui sarebbero usciti solo quando entrambi saremmo stati pronti ad accoglierli. 
Quando mi nascosi sotto le lenzuola per ripararmi dal pianto, notai che la coperta era rimasta immutata, così come la tua immagine... nitida nei miei ricordi.

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