giovedì 30 marzo 2017

Il passaggio (senza parole)


Titolo: il passaggio

Era stato un giorno vuoto, senza suono, senza ritmo. Mi ero svegliata nella nebbia della mente e avevo vagato alla ricerca di domande senza risposta. Ogni passo mi aveva allontanato da me e ogni parola, detta o pensata, mi aveva trascinato ancor più in profondità. 
L’orologio aveva marcato orari differenti, senza nessuna consapevolezza del significato del tempo e,gli attimi in cui tu eri vivo si erano confusi inaspettatamente con quelli in cui eri morto. 
La vita si era mascherata da morte e la morte aveva fatto finta di essere ancora viva. 
Era durato tutto poco, molto poco o forse troppo: il tempo di una ninnananna sussurrata o del profumo intenso dell’amore. Angeli erano apparsi e scomparsi, così come sorrisi e gesti recitati. Nessuna voglia di tornare a casa quando la casa, casa più non era…

Poi il sole aveva illuminato le ombre facendole scappare veloci, e il suo calore aveva sciolto pensieri e sensi di colpa, accompagnandoli in un angolo di mondo nascosto, da cui sarebbero usciti solo quando entrambi saremmo stati pronti ad accoglierli. 
Quando mi nascosi sotto le lenzuola per ripararmi dal pianto, notai che la coperta era immutata, così come la tua immagine... nitida nei miei ricordi.

martedì 28 marzo 2017

Io posso volare (sedia e finestra)



Titolo: Io posso volare

Era tutto pronto: avevo preparato la sedia, aperto la finestra…C’era un po’ di vento quella mattina, ma ero sicura non avrebbe modificato il piano. Mi sedetti tranquilla di fronte ai vetri aperti e pronunciai le parole magiche: “Io posso volare”. La sedia come previsto si sollevò. In principio dovetti trovare l’equilibrio e capire come effettuare giravolte e sterzate, ma dopo un paio di giri all’interno della camera da letto mi sentii pronta per uscire. Volai sui tetti delle case, vidi il gatto della vicina, poi le auto parcheggiate e poi lentamente il vialetto di casa e l’intero quartiere…Mi soffermai a osservare le rose in fiore nei giardini pubblici e l’ombra che lasciavo al mio passaggio: leggera, in movimento, ma nitida. Volai così verso la mia strada: arrivai in cima al monte che guardavo sempre da lontano quando ero bambina. Lì parcheggiai la sedia, non ne avevo piu bisogno. Con calma e fiducia iniziai quindi la discesa, fiera del mio percorso e sicura di chi fossi diventata. 

Parole suggerite da Marina Mammi
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lunedì 27 marzo 2017

Rugiada del mare (rosmarino e spirito)




Titolo: rugiada del mare (ros maris)

Piantavo, piantavo di tutto! Semi, frutti, a volte anche fiori, foglie…pensavo sempre “non si sa mai che da questo nasca…”. Trascorrevo il tempo piantando e aspettando che qualcosa crescesse, che desse speranza, luce. La maggior parte però delle cose che delicatamente seminavo, non produceva alcun germoglio: nutriva la terra, ma non nascondeva radici…forse per colpa del freddo dell’inverno o del caldo dell’estate o del vento dell’autunno o dell’aroma della primavera…
L’unico arbusto che inondava spavaldo il giardino era il rosmarino: era ovunque! Se ne tagliavo un rametto e lo interravo…ecco un nuovo rosmarino nascere e crescere rigoglioso. Un’occupazione!
Iniziai presto a parlargli e a chiedergli il segreto della sua onnipresenza…ma mai mi diede una risposta: il suo spirito era silenzioso! Diffondeva tranquillo, avvolto nel suo profumo. Mentre lui cresceva io piantavo e piantavo e solo quando decisi di farmi da parte e di lasciargli posto, vidi spuntare per la prima volta... il dubbio.



Parole suggerite da Eloe Garner

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giovedì 23 marzo 2017

Parole: giustizia e risposte



Titolo: comunicazione

“Sei di nuovo qui?! ...No! Te l'ho già detto, non ho ricevuto risposte…”

“Che ingiustizia… sicuro lo abbiano letto?”

“Qualche volta ne dubito, ma sì… sono sicuro che lo abbiano ricevuto!”

“Villani! Cosa aspettano?”

“Non prendertela, le manderanno…magari stanno solo scegliendo le parole appropriate…i toni giusti…i colori….Sono cose per cui ci vuole tempo!”

“Sì, pero potevano almeno dare un’indicazione, un profumo…Attendere e attendere come se fosse il verdetto di una causa importante su cui dover riflettere a lungo… Non so come tu possa essere così tranquillo?!”

“Non sono tranquillo, aspetto senza pensarci! E soprattutto intanto…vado avanti e dovresti farlo anche tu…È inutile fermarsi a un semaforo quando è verde…Le strade possono sempre rincontrarsi più avanti se necessario, non pensi?”


“Chiamami se ti rispondono!”



Sorrisi.


Parole suggerite da Massimiliano Vellini

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martedì 21 marzo 2017

Parole: violino e alba



Titolo: Australian coral reef

Aprii delicatamente la custodia: erano anni che non lo suonavo più. Quel giorno, quel momento mi sembrarono però quelli adatti. Presi il violino tra le mani e iniziai a coccolarlo, ad annusare il suo profumo. Lo taccai lievemente e subito la memoria riaffiorò sola: le mani iniziarono a muoversi e un flebile suono riempì l’aria.
Felice lo riposai nel suo letto e lo portai con me.
Era l’alba e per strada solo pochi passanti.
Arrivai in spiaggia mentre un dolce caldo mi accompagnava. Quando fui vicino all’acqua presi il violino facendo attenzione a non bagnare la sua custodia, e iniziai a suonare. Era una canzone triste perché è importante esprimere la propria tristezza.
Quello era il mio modo per essere presente a quel cambiamento che cambiava anche me: che cambiava tutto. Non suonavo ai motivi alle ragioni, alle cause, alle colpe, alle speranze, suonavo a tutto quello che era stato fino ad ora e che non sarebbe stato più.
Suonavo, triste, in attesa di una nuova bellezza.


Parole suggerite da Cristina Biolcati 
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sabato 18 marzo 2017

Parole: tempo e morte



Titolo: imprevisto

Avvenne tutto rapidamente una mattina di luglio, in un momento inaspettato. Il tempo, da noi amato, temuto, sognato, contato…improvvisamente morì. Nessuno comprese come fosse stato possibile ma tutto si fermò, anzi si immobilizzò, nell’adesso e nell’ora. Qualcuno inizialmente ne fu felice perché vide allontanarsi la morte, qualcun altro fu triste perché vide sparire speranze, progetti, futuro. Nessuno si mosse, ma nessuno seppe dire per quanto tempo in mancanza di tempo: quella morte ci inchiodò con i piedi per terra.
Mi sentii confuso: l’euforia iniziale scomparse immediatamente e anche quando ripresi a muovermi ero sempre nello stesso momento, non si andava nè avanti nè indietro.

Quel giorno ero in casa e se rifacevo il letto e poi cambiavo camera, quando tornavo il letto era disfatto. Potevo andare avanti e indietro solo di pochi attimi: fui preso dal panico! Per questo decisi di stendermi e iniziare a respirare lentamente contando i respiri: uno, due, tre…
Arrivai a mille senza mai fermarmi e il tempo benigno... mi lasciò fare tornando in vita. 
Furono i miei respiri quindi che riportarono in vita la vita.. 
Con il cuore pieno di emozioni iniziai a godermi il prima, il dopo, gli attimi e le lancette…


Parole suggerite da Maria Clausi
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venerdì 17 marzo 2017

Parole: vino e albeggiare




Titolo: il cane

Mi ero persa nel vento della notte. Avevo camminato sola e senza meta, senza fiato e senza sosta…
Probabilmente ero partita perché attratta dalla luna e dai suoi seducenti raggi d’argento; quando però aveva iniziato ad albeggiare mi ero sentita come nel risveglio da sbornia per un pessimo vino: più confusa di prima, con lo stomaco a soqquadro e il tempo dimenticato. 
Mi ero ritrovata così alle prime luci del giorno, senza motivo, tra distese pianure e ricchi campi di grano ma, seppur esausta, avevo sentito la necessità di correre in quello spazio senza confini.
...
Alla fine della corsa stremata mi ero stesa tra l’erba nascondendo il viso tra le mani, per ripararlo dalla forza del sole.
A un certo punto una lingua umida aveva iniziato a leccarmi: avevo scoperto il volto e visto un giovane cane guardarmi un po’ preoccupato. Mi misi a sedere e lui, più rilassato, si lasciò fare una carezza. Poi semplicemente mi chiese di seguirlo, e io, pur non sapendo dove, come o perché fossi lì o cosa stessi cercando, lo feci! 
Smisi di pormi domande e mi lasciai guidare da chi aveva piu risposte.


Parole suggerite da Veronica
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