giovedì 12 gennaio 2017

Parole: solo e farfalla



Titolo: il bambino farfalla

Non ero solo…non ero triste…ma la mia pelle era nata diversa, io ero nato diverso. Mi chiamavano il bambino farfalla, anche se non potevo volare e non ero colorato. La mia pelle però era sottile, fragile come l’ala di una farfalla. 
Ero nato così, ero sempre stato così e non sapevo cosa volesse dire essere in nessun altro modo e ne ero felice. I dottori però facevano sempre molte domande e la mia famiglia cercava sempre molte risposte…Io perciò mi sentivo solo non per la mia pelle, ma perché pochi restavano con me nel silenzio, semplicemente sorridendo e raccontandomi storie di pirati. Io adoro le storie dei pirati perché loro viaggiano per mari e oceani e conoscono mondi lontani…
Io invece il mondo lo avevo visto sempre aiutato da qualcuno altro, attraverso una barriera psicologica, e anche se questa era la mia barriera e mi piaceva, era bello anche immaginarsi in luoghi lontani, alla ricerca di tesori perduti.
Così per il mio quinto compleanno mio padre e mia madre mi regalarono una caccia al tesoro ad angoli smussati…quando trovai ed aprii lo scrigno, vidi il regalo più bello del mondo: un libro, un racconto di un pirata che girava il mondo…quel pirata ero io, e le parole di quel libro mi portarono via con loro alla ricerca del tesoro, sulla mia nuvola…


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