giovedì 19 gennaio 2017

Parole: barcaiolo e pranzo


Titolo: la barca

Mio nonno era un barcaiolo…non nel senso comune però.
Lui una barca in realtà non l’aveva mai avuta, né tanto meno condotta, l’aveva desiderata, questo sì, da sempre. Quando la moglie, mia nonna, ci lasciò, avendole lui giurato fedeltà eterna, ci disse che era giunto il momento di comprare una barca: forse per avere una possibilità di innamorarsi di nuovo.
Divenne così un barcaiolo, ma non nel senso reale del termine, bensì come colui che osserva con desiderio le barche, come si definì lui stesso una volta.
Lo fece per anni.
Attese, attese, attese…senza mai scegliere quella giusta. Partì osservando barche a vela, passò poi per quelle a motore e in qualche momento di estrema follia cercò solo barche a remi. Per anni sognò yaught con sala da pranzo e camera da letto, altri periodi invece sembrava che un piccolo gommone fosse quello che stava cercando. Non arrivò mai a comprarne una in realtà.
Per questo, quando morì, pensai fosse la cosa giusta da fare: comprai una piccola barca al posto di una tomba, vi distesi il suo corpo, insieme ad una foto di mia nonna e, come un antico rituale, lo lasciai partire alla volta del mare per il suo ultimo viaggio.

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