lunedì 30 gennaio 2017

Parole: anima e calore



Titolo: il tocco

Eravamo seduti vicini, molto vicini, ma non ancora così vicini…
Sollevai un sopracciglio per dirgli che l’amavo, lui cambiò il ritmo del respiro per rispondere che mi amava a sua volta. Il mio naso emozionato cambiò di colore e le mani, dapprima fredde, ritrovarono il loro calore
Il mignolo del mio piede si avvicinò silenzioso al suo, ed il suono delle nostre palpebre che si chiudevano, iniziò ad andare all’unisono…Vidi la sua anima attraverso la pelle delle sue labbra e lui ascoltò la mia attraverso il suono delle mie parole. 
In una mattina senza stelle e di nuvole rosa osservammo vicini, molto vicini, ma non ancora così vicini, il tempo passare, l’acqua galleggiare sul mondo e le foglie volare lontane. Respirammo il vento invernale e cantammo la pioggia cadente. 
Quando un sole pallido uscì per salutare, ci prendemmo per mano e iniziammo a passeggiare…

Parole suggerite da Fausta
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Parole: figli e vaccinazioni


Titolo: distacco

Era tutto pronto: valige, documenti, vaccinazioni e carta geografica nello zaino. La destinazione alquanto vaga, ma allo stesso tempo molto precisa: andare, senza paura di farlo, ovunque fosse stato possibile. Eravamo stati figli molto a lungo, coccolati tra colazioni e coperte morbide, ora era tempo di allontanarsi dal nido, di esplorare: era il tempo di scoprire chi fossimo e dove saremmo voluti arrivare.  Il primo giorno ci accompagnò l’entusiasmo, il secondo la curiosità, il terzo fummo spinti dalla scoperta, il quarto ci sentimmo stanchi…iniziammo dubitare della nostra scelta. Il quinto la solitudine venne a trovarci e la paura iniziò ad abbracciarci. Fu un giorno buio. Il sesto giorno il sole ci accolse timido, rilevando un raggio di speranza. Terminata la prima settimana smettemmo di porci domande sul passato e finalmente iniziammo a guardare avanti: fu in quel momento che trovammo la indicazioni corrette per raggiungere noi stessi…

Quando tornammo a casa era mattino presto. Preparammo la colazione e la portammo a letto a mamma e papà. 
Piansero…ma poi sorrisero.
Ci abbracciammo!

Parole suggerite da Emanuela Nicoloro
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domenica 29 gennaio 2017

Parole: vita e morte




Titolo: un interpretato ricordo di Phelippe Petit

Avevo iniziato da bambino. Non ero nato in un circo come gli altri: semplicemente amavo fare acrobazie. Quando andavo al mare da piccolo, c’era sempre qualcuno che portava delle funi in spiaggia e spesso mi lasciavano provare…Avevo così iniziato a “camminare sospeso” all’età di tredici anni: a diciassette ero ormai in grado di esibirmi da qualsiasi altezza e distanza.
Il primo passo di ogni esecuzione era sempre il più importante, da questo dipendeva l’intera sequenza. Perciò, prima di iniziare, volgevo lo sguardo prima verso sinistra, dove avevo posizionato la vita, e poi verso destra, dove invece raffiguravo la morte. Solo dopo averle salutate entrambe, posizionavo il piede sulla fune e concentrandomi sul peso del mio suono e la forza del mio movimento, arrivavo lentamente dall’altro lato.

In tutta la mia vita da funambolo non caddi mai: nè da un lato nè dall’altro, semplicemente camminai per il tempo del mio essere: con passo cauto, ma deciso. In quel bilico ritrovai il mio equilibrio, vita e morte divennero mie amiche e compresi la direzione da percorrere: proseguire. 


Parole suggerite da Jessica Vaghi
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venerdì 27 gennaio 2017

Parole: composto e elusivo



Titolo: dietro la porta

Se ne stava seduto lì composto: in silenzio. Sguardo elusivo: nascondeva qualcosa…
Cosa????
Avvicinai la mia sedia alla sua con aria indifferente: non mi degnò di uno sguardo. Concentrò invece l’attenzione sulla zuppa di legumi che aveva preparato, e iniziò lentamente la cena…
Lo imitai.
La zuppa era buonissima, ma non lo diedi a vedere: sapeva che era la mia preferita e questo era un altro chiaro indizio del fatto che stesse progettando qualcosa a mia insaputa cercando di distrarmi con il cibo…
A cosa stava pensando?
Attesi silenziosa che terminasse la cena, ma poi esausta dal suo silenzio, appena si alzò per riordinare le stoviglie, opposi una pacifica resistenza restando seduta. Lui, invece di chiedere un aiuto, mi sorrise. Mi sorrise!!!!
A quel punto, decisa, mi alzai, e mi diressi alla camera: a quel punto però lui mi fermò: disse che avevano suonato alla porta, e mi chiese gentilmente di aprire…
Innervosita arrivai all’ingresso, ma subito riconobbi la voce di mio nipote…

“Erano lì! Mi avevano fatto una sorpresa…ma certo…e lui aveva tentato di nasconderlo…” 
Aprii la porta e fu subito festa!


Parole suggerite da Simona Lodato
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mercoledì 25 gennaio 2017

Parole: grande e enigmi


Titolo: consapevolezza

Ero diventato grande…uno degli enigmi più difficili da comprendere! Non sapevo esattamente cosa significasse, ma tutti continuavano a ripeterlo: non sei più un ragazzino, né un bambino… sei cresciuto ormai!
Mi osservai perciò allo specchio e in effetti qualcosa era cambiato: dapprima la statura, poi il peso, la lunghezza dei capelli e lo spessore della barba…Lentamente era cambiato il modo di vestire, i colori scelti ogni giorno erano sbiaditi: nero scuro e rosso fuoco avevano lasciato spazio a grigio e corallo…Erano cambiati anche i pensieri, le idee, i desideri…
In effetti erano cambiati persino gli amici, non tutti certo; e poi erano apparse fidanzate, che però erano quasi sempre anche scomparse…Come dimenticare inoltre che erano arrivati gli occhiali, qualche lieve solco sul viso e qualche carie ai denti?! A guardare bene in quello specchio, notai persino che i poster sullo sfondo avevano lasciato spazio a qualche quadro, e la libreria, dapprima piena di riviste musicali, si era riempita di libri di vario genere…Anche lo spazio era diverso!
Che strano! Nonostante non me ne fossi quasi accorto, avevano ragione loro: ero cresciuto…


Per questo motivo da uomo adulto, adesso sicuro e consapevole, uscii di casa, ripresi per mano i miei sogni e proseguii per la mia strada.


Parole prese in prestito da lipogiro
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