sabato 24 giugno 2017

Amica (spazio e tempo)



Titolo: amica

“Sono venuta a salutarti. Domani riparto, torno a casa.”
“Non voglio che mi lasci così presto!”
“Non lo farò!”
“Vuoi dire che tornerai?”
“Voglio dire che... La vedi questa corda? Prendine un'estremità e tienila stretta! Qualunque cosa accada non lasciarla mai, mi raccomando!”
“Per quanto tempo?”
“Per tutto il tempo!”
“E poi in che direzione potrò andare?”
“In quella che vorrai!”
“E se mentre camminassi entrassi in qualche spazio chiuso, in qualche casa?”
“Non importa! Tu continua a tenerla stretta: sarà il filo a seguirti e non finirà!”
“Per sempre?”
“Per sempre!” 
“E tu cosa farai intanto?”
“Io?”
“Sì!”
“Farò lo stesso! Prenderò la mia estremità tra le mani e inizierò il mio percorso. In alcuni momenti avremo la sensazione di essere molto lontane, ma non avrà importanza perché sapremo di essere semplicemente l’una all'altro capo dell’altra!”
“Non la lascerai?”
“Mai!”
“Nemmeno io!”

Parole suggerite da Marta Morace

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giovedì 15 giugno 2017

Alla mia pianta (giocare e cantare)


Titolo: Alla mia pianta

La nostra relazione era sempre stata questa: io che non smettevo di cantare e raccontarle storie del passato, e lei che… 
Beh lei semplicemente respirava, ascoltandomi serena sotto i raggi del sole.

O NO?

In realtà non avevo idea di cosa sentisse, ne di cosa provasse!
Mi ero spesso domandato se sapesse che per me quello era il nostro modo di giocare, di comunicare, di essere noi.
Purtroppo molte volte ero sicuro del contrario: quando ad esempio dopo ore di suoni, parole e lievi carezze non vedevo in lei nessun cambiamento.
Tutto restava sempre e solo nella stessa identica posizione!
Io però insistevo, continuando con le mie canzoni, convinto che tutta quella energia, quelle emozioni la coinvolgessero fino al midollo.
La risposta chiara ed evidente alle mie perplessità arrivò in una mattina di primavera, quando un  primo bocciolo apparve per poi aprirsi delicatamente nei giorni successivi in un magnifico fiore: il nostro fiore.
Abbandonai ogni dubbio!
E seppi, che le emozioni le condividiamo proprio tutti su questo pianeta!

Parole suggerite da Luca Rallo
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martedì 13 giugno 2017

Il regalo della distanza



Titolo: il regalo della distanza

Erano lì da sempre: davanti ai miei occhi da anni! Le avevo viste in ogni situazione, in ogni momento. Le avevo viste piangere, ridere, scherzare. Per mesi le avevo anche evitate per ritrovarmele però vicine, proprio nel momento più opportuno e senza rimpianti. 
Per giorni e notti avevano condiviso con me vita e pensieri…
Eppure, non le avevo mai osservate del tutto. Non le avevo mai viste!  
Nel loro insieme intendo! 
Ne conoscevo i frammenti, scomposti e ordinati, che riflettevano le luci diverse dei loro colori: eppure…tutte insieme viste così da vicino mi erano sembrate solo pezzetti di un murale confuso. Difficili da interpretare, da collocare, da comprendere. 
La vita però era stata benigna e mi aveva dato la possibilità di porre la distanza necessaria per poterle ammirare da lontano: quelle tessere scomposte formavano quadri bellissimi, unici e differenti! 
Quando li vidi per la prima volta restai senza battiti: per ore mi fermai a guardarle analizzando gli evidenti particolari sfuggiti nel tempo. 
Erano così diverse...anche se così uguali... Erano loro, ma non come le avevo fotografate. La collettività doveva averle nascoste, o confuse, o semplicemente aveva confuso me, i miei occhi: fui felice nel vederle. 
Le vidi da un'angolazione da cui forse nemmeno loro avrebbero potuto farlo, perché questo è il dono della lontananza: ci pone nuovi occhi dotati di grandangolo.

Alle mie amiche!
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sabato 10 giugno 2017

Una casa disegnata coi sogni (gioia e acqua)



Titolo: una casa disegnata coi sogni

L’avevo costruita così come l’avevo sempre sognata: una casetta piccola, calda e accogliente! All’entrata un acchiappasogni per esser sicura rimanessero con me nelle oscure notti in tempesta. All’interno un piccolo salone rivestito di libri... e legno; un camino grande un'intera parete e un angolo cottura con teiere e tazze di metallo consumate dal lavoro del calcare e del tè. Vicina all’ingresso un’unica camera da letto spoglia, dove solo il sonno sapeva ritrovarsi e ascoltarsi. Poi la parte migliore: una grande finestra che dava accesso al mio amato giardino.
Avevo mantenuto in vita il piccolo laghetto che vi avevo trovato, perché l’acqua scura rallegra i miei pensieri. Intorno: fiori, tanti fiori, gigli, che non lasciano spazio a ripensamenti, rabbia e frustrazioni…Questa parte di casa era per me motivo di pace, motivo d’attesa, di gioia.
In una delle città più care del mondo avevo dovuto attendere anni per trovare la "mia casa con giardino": ma alla fine era arrivata! Da sola. Non perché io avessi trovato molti soldi, o guadagnato di più: no! Era arrivata perché avevo saputo aspettarla: con calma e pazienza.
Ero andata avanti ogni giorno sicura che ci saremmo incontrate: non bisogna correre verso le cose,  mi ero detta, perché si spaventano! Bisogna camminare verso di loro sicuri, ma lentamente, in modo da lasciargli il tempo di fidarsi.

Parole suggerite da Anna Chiariotti
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giovedì 8 giugno 2017

Aver paura di un fiore (rossetto e resistenza)


Titolo: aver paura di un fiore

La vidi, lei mi vide e mi sorrise:  come ogni giorno! Si avvicinò, mi diede un rapido bacio sulla guancia, carico del suo rossetto scuro, e poi, con un dito, ne strofinò via il segno lasciato sulla pelle. 

Come ogni giorno non opposi resistenza: sorrisi di fronte alla sua energia e... al suo corpo, sognando sogni irreali. 
Erano anni che la nostra relazione continuava così: io la immaginavo di notte e le sorridevo di giorno; lei semplicemente mi sorrideva e mi dimenticava, ignara del resto.
Tante volte avrei voluto essere esplicita, come lo ero con le altre, ma…. con lei era diverso! Ci conoscevamo da sempre, vivevamo nello stesso palazzo e sapevo che non avrebbe capito, che non avrebbe neanche tentato di farlo…
A volte però nel dubbio di questa mia certezza, mi chiedevo se il tabù fosse davvero dentro di lei o se  lo dipingessi io sul suo sorriso...
Non volli scoprirlo mai!
Preferii lasciarla lì, tra le domande senza risposte: tra il numero di universi possibili e il senso della vita...lì, esattamente nel mezzo, la distesi, continuando però ad amarla per tutta la vita!


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lunedì 5 giugno 2017

L'arte di scegliere i ricordi (obiettivo e orgoglio)



Titolo: L'arte di scegliere i ricordi

Come posso sceglierne uno senza sbagliare? Macro, grandangolo, tele…In questo negozio c’è un obiettivo per ogni tipo di immagine, di pensiero... 
Una parte di me, quella carica d’orgoglio, si rifiuta di spiegare al negoziante l'immensa ignoranza sull’argomento e la semplice e bambinesca necessità di un mezzo per riportare il mondo così come lo vedo attraverso i miei occhi, su una carta fotografica. 
L’altra parte di me, quella saggia, sa invece che senza chiedere aiuto, non risolverò mai questa difficilissima situazione. 
La fotografia per me è un modo di formare ricordi: quelli che il mio corpo scioccamente si rifiuta di mantenere, ritenere, ricordare…È una cosa di cui ho bisogno: ho bisogno di avere dei ricordi!

Motivato da questo pensiero, mi faccio coraggio. Lascio l’orgoglio in un angusto angolo del momento e, rivolto al commesso, dico: 
“Spesso perdo i miei ricordi…molto spesso! E sa, i ricordi sono importanti! Sarebbe così gentile da aiutarmi affinché questo non accada più in futuro?” 
Il commesso mi osserva seriamente e… 
Non risponde???!!!
Non risponde!
Così... decido di scattargli una foto.

Parole suggerite da Martina Tafuri
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sabato 3 giugno 2017

Luna (eterno e spirito)


Titolo: Luna

Mia cara luna, 
così distante dai miei sogni, ma così vicina... da non poterti toccare. 
Tu che vivi in uno spazio eterno, infinitamente finito o finitamente infinito, e che brilli di luce riflessa fingendo che sia la tua. 
Tu che ti dipingi di ombretti velati regalati dalla forza di un sole ignaro del tuo punto di vista. 

Mia cara, 
tu che hai il lusso di guardare da così lontano e da così vicino la nostra terra, gli oceani e le terre emerse, i voli instancabili degli uccelli migratori e le corse assolate delle lucertole nei deserti del mondo. 
Mia cara, 
ti scrivo perché stanotte i miei occhi non sanno staccarsi da te e non riescono a chiudere in uno scrigno della mente le domande che arrivano incessanti. 
Da lassù, lontana e vicina, sembra anche a te che lo spirito della terra giri in senso contrario? 
Nonostante il sole insistentemente ti abbagli per distrarti dalla confusione dell’uomo, tu, nei momenti di riposo dai tuoi angoli di ombra, almeno tu, riesci a vedere il colore del mondo che cambia? 
Io ne avverto il profumo... Lo senti anche tu? 
A volte ho paura sai?! 
Ma poi ti guardo e penso che finchè tu brilli..possiamo brillare anche noi, in fondo questo sole è amico di entrambi.

Parole suggerite da Giancarlo Esposto
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venerdì 2 giugno 2017

Metamorfosi (farfalla e coccinella)



Titolo: metamorfosi

Mi ero, fino a quel momento, sentita rinchiusa dal mio stesso guscio: schiacciata dal peso del mio corpo che faticava a sollevarsi perché sorretto da ali lunghe ma estremamente sottili. 
Mi ero sentita goffa in un mondo che si mostrava così agile nell’esplorare il vento e la sua forza. Troppe volte mi ero lasciata trasportare da pensieri oscuri che relegavano la mia energia alla punta delle mie antenne. 
Una coccinella più nera che rossa, che volava incerta sui prati del essere. 
Un giorno però il suo tocco, il suo respiro, il suo calore, avevano trasformato questa percezione in leggerezza e il mio battito in ali di farfalla. I suoi sussurri, avevano cancellato l’affanno e la goffaggine e avevano mescolato il suo profumo all’aria del tutto. 
Una trasformazione rapida, spontanea… inevitabile, che mi aveva aiutata a vedere quel punto tra l’io e il noi. 
Divenni farfalla, volai leggera: questa volta però trasportata dal vento.

Parole suggerite da Antonio Giuseppe Pischedda
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giovedì 1 giugno 2017

Pane (profumo e pane)


Titolo: pane

Tutte le mattina sveglia alle cinque: il suono della saracinesca che si solleva, la luce della stanza che si accende e la voce di mia madre che mi ricorda sia giunto il momento di alzarsi e iniziare la giornata. I sacchi di farina già pronti e mio padre già a lavoro controllando che tutte le macchine siano pulite e senza ospiti “inattesi”. Come sempre io scendo lentamente alla panetteria con indosso il pigiama di flanella, per poi cambiarmi nel retrobottega buio. Una volta dentro riconosco subito il canto delle impastatrici che mescolano lievito, farina, acqua in dosi calcolate e controllate da tempo: il loro canto, seppur soave, ha spezzato da tempo i ricordi “artigianali” di mani impastate e sporche di farina.
Quando le prime pagnotte sono ormai pronte per essere infornate, i miei occhi finalmente si svegliano e annusano quel loro profumo inconfondibile di pane così simile a quello delle mattine d’estate quando mio nonno preparava le ciambelle sul grande tavolo della cucina. Le osservo mentre crescono, cambiano colore e consistenza e mi sento felice di far parte di questa trasformazione, di questo divenire, perché in fondo è questo quello che fa la differenza.

Parole suggerite da Fabio Girometta
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martedì 30 maggio 2017

Rompicapo (inganno e paventare)


Titolo: rompicapo 

Era buio, era notte, era freddo…
Notai d’improvviso che due ombre iniziarono a seguirmi, mentre tornavo a casa da sola… 
Ero stanca, affamata e triste, ma queste due ombre sembravano non voler lasciar tempo ai miei pensieri: volevano catturare la mia attenzione. 
Probabilmente, pensai, volevano mettermi fretta, forse paura…terrore… 
Terrore?
Iniziai a irrigidirmi! 
Uno dei due d’improvviso si allontanò dall’altro voltando in una piccola strada laterale: non dovevo paventare un inganno, mi dissi silenziosamente, dovevo restare calma. 
Il mio respiro si fece però affrettato e la vista più acuta, come anche l’udito. L’ombra ormai rimasta sola accelerò il passo e pian piano mi raggiunse… 
“Dove vai?” Mi chiese. 
“Dov’è andato il tuo amico?” Risposi. 
“Non lo so!” Disse. 
“Cosa volete?” Chiesi ormai con un filo di voce. 
“Seguirti!” Rispose sicuro. 
“Perché?” 
Silenzio. 
“Perché?” Domandai di nuovo con voce ormai isterica... ma questa volta la mia ombra non rispose…

Parole suggerite da Simona Lodato
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giovedì 25 maggio 2017

Farfalle e uova (subire e vincere)



Titolo: farfalle e uova

"Non so cosa fare..."
“Immagina di avere un uovo tra le mani…”
“Un uovo?”
“Sì, un uovo! Se provi a schiacciarlo con due dita dai due poli, cosa succede?”
“Che ti ritrovi con le mani sporche?”
“No mio caro, errato! L’uovo non si rompe!”
“Come non si rompe?”
“O meglio si rompe solo se va a subire una pressione più alta di quella della forza di resistenza del guscio…insomma se si riesce a vincere questa resistenza: se si è estremamente bruti intendo… ottenendo però un uovo distrutto.”
“Sei sicuro?”
“Certo!”
“Ma se il guscio è di un materiale così fragile?…Si rompe con un niente…”
“Questa è l’apparenza amico mio.”
“L’apparenza?”
“Sì, quello che cercavo di dirti è che talvolta anche le cose più fragili se vengo prese per il verso sbagliato oppongono resistenza…Come te adesso che ti opponi al suo cambiamento…”
“Lascia il bruco diventare farfalla! Se lo tieni nel baco… il bruco morirà e la farfalla non verrà mai alla luce.”
“Credo di aver capito, ma di non aver capito…”
“Dalle il suo spazio: rompi l’uovo dal lato corretto, farai meno fatica e salverai la farfalle…”

 Tornai a casa e le comprai quel biglietto…

Parole suggerite da Marco Murtas
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martedì 23 maggio 2017

A mia figlia Alisa (amicizia e fiducia)



Titolo: a mia figlia Alisa

"Facciamo un gioco piccola mia: dammi la mano! Ora chiudi gli occhi e lasciati trasportare…
Ti accompagnerò attraverso il mondo, ma dovrai avere fiducia. Sorpasseremo ponti, fiumi, valli... 
Ci riposeremo su campi soleggiati e berremo acqua di fonte. Io mi prenderò cura di te, e tu cura di me tenendomi per mano. 
Non dovrai aver paura perché la strada sembrerà imprevedibile a occhi chiusi, ma lo sarà anche a occhi aperti, bisogna solo abituarsi. Nel buio imparerai il profumo del tempo e sentirai il calore del suono. Non durerà per sempre amore mio, quindi fidati, stammi vicino! 
Il tempo porrà distanze e trasformerà la nostra amicizia e i nostri giochi in differenze... e similitudini. Tu continua a tenermi per mano, continua... almeno fin quando non aprirai gli occhi e potrai vedere da sola le tue discese e le tue salite. Io ti accompagnerò sempre, ma questo momento è importante, è il momento in cui la mia presa ti darà fiducia nel imparare chi sei. 
Prenditelo, vivilo!
È solo un gioco, ricorda, è come giocare alla corda nel parco: è come noi, come il nostro mondo. Chiudi gli occhi, concentrati sui suoni, suoi tuoi sogni…sí soprattuto sui tuoi sogni e quando ti senti pronta ad aprirli, fallo lentamente cercando di non dimenticare questa meravigliosa sensazione che stai provando adesso, adesso, mentre ci stringiamo la mano."

E quella sera tornammo a casa sorridendo nel buio.

Parole suggerite da Nicoletta Esposito
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domenica 21 maggio 2017

Legami (coro e metodo)


Titolo: legami

“Per riconoscere l’unisono ci vuole un metodo!”
“Un metodo? Spiegati meglio!”
“Partiamo ad esempio da due voci distinte: due amiche che parlano tra loro davanti al tavolino di un bar.”
“Ti seguo, continua!”
“Tu ritroverai due tonalità, due diverse vibrazioni che cercano intensamente il loro punto di incontro.”
“Un punto d’incontro…”
“Se le due anime e i loro pensieri si incontreranno, allora sentirai un coro: un suono soave creato da figure diverse… Al contrario se questo non accadesse, ti ritroverai seduta ascoltando il verso di una cornacchia.”
“Quindi secondo te l’amicizia si misura col suono?”
“Certo ma non solo l’amicizia, tutte le relazioni…restano legate a quello che non si vede, ma si ascolta.”
 “E quindi per capire se sono con la persona giusta e se stiamo raggiungendo “l’unisono” il metodo che dovrei utilizzare sarebbe quello di chiudere gli occhi e distinguere tra un coro angelico e il grido di una cornacchia?”
“Proprio cosi!”
Chiusi gli occhi.
“Continua per favore,” gli chiesi, “spiegami meglio…”

Sperando nel silenzio di distinguerci…

Parole suggerite da Simonetta Dilazzaro
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martedì 16 maggio 2017

? (amore, tranquillità)


Titolo: ?

Entrai... 
Mi sedetti… 
Silenzio! 
Sorrisi… 
Cambiai posizione sulla sedia… 

Silenzio! 
La guardai… 
Decisi di iniziare a parlare! 
Dapprima con tono timido, poi con tono conciato… 

Piansi, per un po’…piansi! 
Poi ripresi a parlare. 
Parlai ancora e ancora: di tutto, di tutto! Di me, di te, di noi, di voi, delle persone, del mondo, della famiglia, dei pensieri, dei racconti, dell’amore…. 
Risi, per un po’…risi! 
… 

Silenzio! 
Immagini, ricordi, visioni... altre immagini, altri ricordi, altre visioni… Un lungo viaggio in cui attraversai anni in secondi, storie in parentesi ed emozioni in sguardi fugaci. 
Tutta la mia vita durò qualche manciata di lancette… 
Parole, parole e poi altre parole, finchè all’improvviso in questo fiume incantato, lei con assoluta dolcezza mi indicò che il tempo fosse finito… 
Le parole tornarono all’interno e si persero nel silenzio. 

Era il momento di uscire! 
Camminai verso casa notando una tranquillità inaspettata…probabilmente mi ero svuotata, o forse no, ma che importa? 
Fu così: a suo modo e al mio!

Parole suggerite da Paola Rinchetti
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lunedì 15 maggio 2017

Noi (principessa e meretrice)



Titolo: noi

Lei è una persona fatta così: cammina con l'andamento e l'eleganza di una principessa, ma discute e  fa valere le sue ragioni con la foga di una meretrice!
Io ho imparato a conoscerla nel tempo, ho imparato a prevenirne le ire e a supportarne le debolezze. Quando la incontrai non avevo idea del suo mondo sommerso, non immaginavo le ombre e le luci del suo essere. Colpito dalla sua gentilezza non avevo compreso che in realtà fosse la sua forza ad attirarmi...
Ingannato! Spesso mi ero sentito ingannato dal suo essere una, due e molte altre donne, ma il tempo mi aveva svelato e spiegato il segreto: nessuno ha una sola angolazione, ce ne sono sempre almeno mille diverse e solo l'amore è in grado di accoglierle e amarle tutte allo stesso modo!
Compreso questo il nostro fu un amore eterno!
Ci incontrammo e ci accogliemmo in ogni luogo e in ogni momento.
I miei angoli si rappacificarono sempre con i suoi e la sua forza fece coraggio alla mia. Fummo due colonne che conoscevano le ombre l’una dell’altra. Il nostro amore fu così: chiaro, oscuro e forte.

Parole suggerite da Silvia Fina
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mercoledì 10 maggio 2017

Stupisce esserci (stupisce e esserci)


Titolo: stupisce esserci

Il tendone del palcoscenico si aprì e una donna vestita di rosso vi si affacciò come se fosse vicina a una finestra: 
“Stupisce esserci! Dico davvero! A volte uno si concentra sul fare tante altre cose da dimenticare se stesso. 
Se stesso, sì, quell’individuo pedante, noioso, irritabile…
No no, scusate vi siete confusi, non parlo certo di me stessa, ma… di voi: dormienti di questo tempo spento. 
Dove andate? 
Cosa aspettate? 
Pensate che il tempo stia lì per voi? 
Non sapete che presto tutto tornerà come prima: nel vuoto? 
Non vi capisco: dite una cosa e ne fate un’altra, vivete vite infelici sapendo non siano le vostre e senza cambiar nulla, fate meccanicamente cose richieste da altri, pur ben sapendo che non abbiano alcun sentito….
Ma dico: siete forse privi di vita, anima e sentimenti? 
Svegliatevi amici miei, seguite solo la vostra corrente, rompete quegli schemi preparati da altri: ritrovatevi e per favore”, sussurò girandosi di spalle e andando via, “ritrovate anche me!”

Parole suggerite da Paolo Pinto
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lunedì 8 maggio 2017

Ricerca (Platone e amore)



Titolo: ricerca

Mio caro Platone
dico io:…non sarebbe stato più semplice cercare qualcos’altro? Che so, un fiore, un intero albero, un gattino perduto? 
No! Sempre cose difficili! 
....
Mio caro filosofo, non ti sei forse accorto di quanto questo mondo sia grande? Non hai notato che una mela, una volta tagliata, possa perdere l’altra metà in uno spazio da considerare quasi infinito? Dove credi che potrei trovarla? 
Non è certo mancanza di volontà la mia, ma dico:…una cosa più semplice? 
Dover viaggiare, scoprire, provare, prima di poter trovare quello che dovrebbe essere alla portata di tutti? 
....
Certo, certo che parlo dell’amore, di cos’altro se no? 
Tu, astuto filosofo, lo avevi trovato? Questo punto mi sfugge, non lo ricordo…o magari non lo trovasti? Motivo per cui decidesti di rovinare la vita a noi povere mele… 
....
Certo, certo che continuerò la mia ricerca non esser sciocco!…Non posso mica accontentarmi di una mezza arancia o di una pera…però che fatica! Spero solo ne valga la pena… 

E fu così che una mezza mela continuò il suo lungo viaggio alla ricerca della perfetta metà…

Parole suggerite da Antonio Maoggi
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giovedì 4 maggio 2017

Onde (lontananza e vicinanza)

Titolo: Onde

Giocavamo a quel gioco da sempre: lontananzavicinanza
A volte ero io che la rincorrevo, altre volte era lei a rincorrermi. Arrivavamo anche a raggiungerci... rare volte, ma la forza del vento e delle correnti tornava a portarci lontane... e poi vicine, in una danza infinita. Era questo il nostro modo: sempre alla ricerca l’una dell’altra. 
Le distanze a volte si facevano enormi, altre piccolissime, ma l’acqua era ciò che ci univa; insieme al vento, al sole, alla sabbia, al sale… 
In realtà ci vedevamo divise, ma non lo eravamo davvero: eravamo parte di un uno molto più grande di noi, delle nostre spume, solo che spesso ce ne dimenticavamo. 
Eravamo nate così. 
Avremmo sempre vissuto così: inseguendo qualcosa che era già insieme a noi, dentro di noi.

Parole suggerite da Antonio Giuseppe Pischedda
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martedì 2 maggio 2017

Cima (serenità e dono)



Titolo: cima 

Arrivammo sulla vetta della montagna dopo una lunga scalata. L’aria era fresca e il cielo sereno: le corde avevano aiutato il percorso e le mani erano stanche per il lavoro compiuto. Lassù, su quella che ci sembrò la cima del mondo, calma e serenità aleggiavano come sempre. Eravamo nel punto di arrivo: quello dove il rumore lascia posto al silenzio e l’oscurità si scontra con la luce. 
Non si sa mai cosa aspettarsi su di una cima: a volte un’aquila orgogliosa che mostra le sue ali, altre volte una cascata che risuona la sua melodia; talvolta dei fiori che si ancorano forti alla roccia per non perdersi, o altre l’orizzonte che sorride con la dolcezza della sua linea curva. 
Quella volta la cima però ci regalò qualcosa di magico: ci mostrò chiaro il percorso compiuto con i punti difficili e quelli facili, con le arrese, e i combattimenti. Ci donò il valore del percorso, ci mostrò la forza nascosta dentro di noi: ci fece guardare indietro invece che avanti, cosicché non avessimo più paura di proseguire, rientrando.

Parole suggerite da Sebastiano Sicali
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giovedì 27 aprile 2017

Dentro (buio e anima)


Titolo: dentro

Mi affacciai appena sveglia sulla punta della mia lingua; entrai silenziosa lungo il canele digerente e feci un giretto all’interno dello stomaco ricco di liquidi. Poi mi sedetti tranquilla aspettando di incontrarla, ma da principio non vidi nessuno. Era buio lì dentro, ma vidi un'aurea chiara davanti ai miei occhi: mi alzai, pensando fosse arrivata, e le andai incontro. Mi trovai però sola e confusa di fronte alla morbida parete del mio stomaco e capii che non si trattava della mia anima, ma solo della luce del sole che, svegliatosi insieme a me, stava dando forza al mio corpo. 
Restai lì, in quella zona umidiccia, ancora per un pò ad aspettare e osservare, ma non la trovai. Annoiata dalla sua mancanza, ripercosi la strada a ritroso e mi ritrovai in breve di nuovo all’esterno tra i miei denti. Feci colazione e mi avviai verso l’ufficio sorseggiando ancora il caffè.

Anche oggi non ero riuscita a incontrarla: erano giorni ormai che la cecavo…"dovevo aver pazienza" mi dissi…era dentro di me, ne ero certa: probabilmente avevo solo sbagliato strada anche oggi.

Parole suggerite da Raffaella Altavilla
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martedì 25 aprile 2017

Dare (redenzione e tentazione)

Titolo: dare

Era una tentazione troppo forte per lui quella di chiedere: chiedere soldi, tempo, attenzioni…
Lui chiedeva costantemente: anche a quel dio a cui poi diceva di non credere, ogni tanto, chiedeva aiuti, consigli, soluzioni.
Come se fosse al mercato a comprare del pane!
Aveva imparato così bene a chiedere che era anche in grado di ricevere qualcosa…non sempre certo, e nulla di importante senza dubbio, ma che lo soddisfaceva giusto il tempo per riprendere a chiedere ancora.
Nessuno gli aveva fatto osservare che chiedendo costantemente, non dava un motivo, né il tempo agli altri di poter dare: tutti si sentivano inadeguati alle sue richieste e restii dal concedere cose senza la volontà di farlo…
Un giorno però l’uomo che chiedeva sempre si fermò davanti a un senzatetto seduto per strada che non chiedeva nulla e vide una donna donargli una moneta…Iniziò in quel momento a pensare e comprese il suo errore: non doveva chiedere, ma aspettare! Fu quello l'inizio della sua redenzione: chiese scusa a tutti per aver chiesto e aspettò a lungo, ma nulla arrivò!

Quando la morte, gentile, lo prese per mano, benevola volle spiegargli che per ricevere bisogna solo dare e senza alcun limite…magari voleva prepararlo per la prossima possibilità...

Parole suggerite da Paola Secondin
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sabato 22 aprile 2017

Lampedusa (vita e felicità)



Titolo: Lampedusa

Gli aprimmo la porta con fare guardingo. 
Stranieri di casa: non sapevamo chi fossero o cosa volessero. I loro volti e le loro espressioni erano simili alle nostre, ma come essere sicuri che nulla ci fosse stato nascosto? 
Accettammo sospettosi di farli entrare, ma solo fino all’ingresso così che non vedessero troppo da vicino la nostra vita…avevamo paura potessero rubarcela… 
Ma come si ruba una vita? 
Le parole iniziarono e i sorrisi: i volti stanchi bisognosi di riposo. 
Ci spostammo in salone perché tutti fossero un pò più a proprio agio, e quando finalmente rilassati mostrammo l’intera casa e li invitammo a restare per cena, loro gentili e cordiali rifiutarno. 
Erano in cerca di comprensione, non di una vita. La loro vita loro la conoscevano e la rivolevano inditreo. Tornarono cosi alla tenda in attesa di poter costruire di nuovo la loro felicità.

Parole suggerite da Paola
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giovedì 20 aprile 2017

Pezzi (asfalto e mente)

Titolo: pezzi

Pezzi d'indistruttibilità distrutti sull'asfalto. Briciole di fortezza; spaccati di insiemi. 
L'integro disintegrato dalla velocità del movimento. 
I passanti coscienti e non, attraversavano quel mare di schegge ignari del loro valore. 
Poi, a un semaforo, il rosso diede paziente il tempo a un viandante, di compiere quella raccolta lenta e scrupolosa, affinché quel vetro rotto, rotto più non fosse, ma solo diviso, come accade al tempo. 
Uno diviso in tanti raccolti in uno. 
Quanti? 
...
Importa? 
...
Attimi.
Si può ricostruire ciò che abbiamo distrutto? 
...
Perché lo abbiamo fatto?
...
Riflessi di luce echeggiavano nella mia mente di osservatore, pezzi staccati che sentivo come uniti, anche se ora molto diversi. Forse era stata solo una disattenzione o forse...
a volte rompersi è ciò di cui si ha bisogno!

mercoledì 19 aprile 2017

Illuminando: Lunedì e felicità



Titolo: illuminando

"Ci siamo quasi…" 
"Sei sicuro?" 
"Sì, sì certo! Guarda il cielo dalla finestra, vedi? È notte, di nuovo! Significa che domani sarà… lunedì, ne sono certo!" 
"Quante notti hai detto che devono essere passate?" 
"Due. Credo le chiamino Fine e Settimana." 
"Meno male…è così buio qui e così vuoto…non mi piace aspettare il lunedì…" 
"Nemmeno a me!" 
"Ma secondo te dove vanno tutti in questi due giorni?" 
"Non lo so! Me lo chiedo spesso… Magari vanno a spegnersi da qualche parte…" 
"Ma secondo te perché prima di Fine e Settimana ci spengono?" 
"Forse perché non vogliono farci stancare, sanno che saremo da sole e preferiscono farci riposare…." "Ah ecco! Sì magari è così." 
"Adesso però non preoccuparti del perché o del per come, aspettiamo insieme domattina guardando le luci delle stelle…quelle sì che non si spengono mai…magari sono tutti fuori e avendo le stelle non hanno bisogno di noi…" 
"Sì questo mi sembra più sensato! Aspettiamo insieme quindi?" 
"Certo, cantiamo una canzone?" 
"Questo farebbe la mia felicità in questa notte così buia…" 

E... un dolce ronzio elettrico iniziò in quell’ufficio a riposo, tra lampadine spente.

Parole suggerite da Roberto Bonfanti
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lunedì 17 aprile 2017

Semplice (sogno e costanza)


Titolo: semplice

“Entri pure.”
“Grazie mille.”
“Mi dica.”
“Ho un problema…”
“Che tipo di problema?”
“Con i sogni”
“Mi spieghi meglio per favore”
Sogno…molto.”

“Sogno con una certa costanza…diciamo che sogno sempre.”
“Cosa intende per sempre?”
“Intendo che sogno quando dormo, quando sono sveglio, quando sto per addormentarmi e quando sto per sognarmi… Oh! Mi scusi intendevo svegliarmi…”
“E cosa sogna?”
“Dipende! Faccio sogni molto diversi: a volte sogno cose realizzabili; altre cose assolutamente impossibili…In alcuni sogni ci sono pezzetti di cioccolata, in altri strade asfaltate. A volte sento il profumo del mare, altre invece trovo un foglio e una penna…”
“Molto interessante e…cosa la preoccupa nello specifico?”
“Tutti mi dicono che dovrei essere più spesso nel presente e smettere di sognare così tanto, che dovrei darmi da fare e concentrarmi sul mondo attorno in modo da ridurre le distrazioni, ma…”
“Ma?”
“Ma non so come fare…”
“Capisco…Credo pero che questa situazione sia facilmente migliorabile.”
“Davvero?”
“Certo! Per iniziare mi racconti cosa sta sognando in questo momento…”
“Ah! Va bene, ma non dovrei sognar meno?”
“Io questo non l’ho mai detto!”


Parole suggerite da Pia Borsa
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sabato 15 aprile 2017

Legami (messaggio e amico)


Titolo: legami

Ricevetti il suo messaggio appena sveglio. Diceva cose confuse, c’erano pensieri interrotti e silenzi creati con lunghe punteggiature. All’inizio non compresi quasi nulla. Dovetti rileggerlo almeno mille volte per iniziare a sentire il dolore, la solitudine e la tristezza nascosta in quei caratteri. Qualcosa di importante era successo, era successo a lui e…aveva bisogno di un amico.
Questo era quanto!
Mi vestii quindi, preparai rapido un tè e un panino, per non partire a stomaco vuoto, e mi misi in auto. Era tempo che non facevo quella strada, era tempo che noi due non ci parlavamo più perché divisi da sciocchi accadimenti…era tempo che non mi lasciavo andare semplicemente cercandolo.
Stavolta però il messaggio era chiaro: lui mi voleva ancora bene e io ne volevo a lui. Eravamo forse stati sciocchi a lasciare al mondo e ai silenzi la capacità di dividerci, ma questa era forse un’opportunità per ritrovarci: quello che nostra madre ci aveva sempre detto e che noi avevamo tentato di dimenticare.

Parole suggerite da Edizioni Open 
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mercoledì 12 aprile 2017

La leggenda


Titolo: la leggenda

Racconta la leggenda che, in un tempo ormai molto lontano, il sole con una delle sue mani infuocate avesse piantato un piccolo seme sulla terra. Da questo seme nacquero fiori, piante, alberi e tutti gli altri esseri viventi. Lui se ne prese cura riscaldandoli e donando loro luce e buio: “perché quando si pianta qualcosa”, pensò, “è importante restargli vicino…” 
Nessuno seppe mai con certezza se questa leggenda fosse veritiera o solo fondata sulla fantasia dei cantastorie, ma ogni giorno ogni creatura di questo pianeta appena sveglia si alzava e, guardando il cielo, lo ringraziava per la sua presenza… 

Ancora oggi a distanza di ere, scoperte e incredibili teorie quando ci si sente soli, tristi o anche troppo felici e si guarda in alto, il sole è lì, presente, che ci abbraccia tra i suoi raggi infuocati…

A braccia aperte (sirena e segreto)


Titolo: a braccia aperte

Sentii il suono di una sirena avvicinarsi…sapevo fossero vicini…
Ebbi paura!
Il cuore iniziò a battere forte, così forte che credetti di diventar sorda… poi il silenzio! Osservai la strada attraverso i vetri delle finestre e, lenta, mi avvicinai allo spioncino: non vidi nulla. Eppure ero sicura che presto sarebbero arrivati per rubare il mio segreto, il nostro segreto. Avrebbero fatto di tutto: costruito armi diaboliche, nuovi culti e culture, avrebbero cercato nuovi suoni e dato un nome diverso a tutte le cose pensando di aggiungere valore. Avrebbero distrutto tutto quello che non portava a me, a noi…al segreto…corsi per questo a nascondermi sotto al letto. Mi avvolsi nel piumone e iniziai a leggere uno libro ….
Fu allora che mi risvegliai: perché tentavo di nasconderlo?
Di cosa avevo paura?
L’amore non va contenuto, va mostrato.
Aprii le porte e aspettai che arrivassero per abbracciarli.


Parole suggerite da Dafne
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domenica 9 aprile 2017

Lo scrittore (volanti e sillabe)


Titolo: lo scrittore

Quel giorno saltellai leggiadro su cupole di ombrelli volanti, accompagnai fiumi fino alle loro sorgenti fin quando stanco, mi distesi a testa in giù sulle fronde di un baobab senza foglie…
Dormii a lungo a occhi aperti e una volta sveglio mi ritrovai cieco a esplorare il mondo viaggiando senza meta, incoraggiato solo dal volo di una libellula. Camminai su laghi piccolissimi e nuotai in pozzanghere enormi…Incontrai draghi parlanti e rane sputa-fuoco.
Fu un percorso bellissimo… ma anche spaventosissimo, soprattutto quando mi fermai troppo a lungo per mancanza di parole, su di uno di quegli spaventosissimi fogli bianchi!

Quando fui sazio del mio pellegrinare di sillabe, mi sedetti un momento alla scrivania e posai la penna accanto alla storia. Poi…mi alzai, aprii il balcone, uscii di casa e…ripresi il racconto da dove lo avevo lasciato...