lunedì 12 dicembre 2016

Parole: sabbia e aceto


Titolo: mondo

Vidi granelli di sabbia attraversare il restringimento di una clessidra…una goccia d’aceto bagnare le foglie di ulivo…una corda muoversi all’impazzata al suono di una musica da lei non prodotta.
Vagai, confusa e persa nei meandri del sorriso. Lo cercai disperatamente ma non lo incontrai, se non su bocche altrui. Decisi che il mondo fosse un posto orribile e me ne convinsi. Piansi vicino a mani di fata e sospesi il tempo tra alberi secolari.
La mia anima era scossa: sentii il vibrato del vento ma non riuscii ad eguagliarlo. Rinchiusa in una gabbia opprimente che nessuno aveva costruito, vidi la speranza perdersi tra le file degli ulivi. Il tempo, a tempo, vinse su di me.
Stetti così rannicchiata in un angolo di non-mondo in attesa di un cambiamento. Attesi, anni, giorni, ore…nulla accadde. Attesi ancora minuti, secondi, decenni…Niente. Annoiata dalla mia stessa paura e dalla mia stessa delusione di non-accaduto mi alzai. Avevo male ai gomiti, ma mi alzai e sentii. Affondai il dito nel cioccolato e piansi per tre giorni…forse quattro o mille…Quando riaprii gli occhi, vidi il sole, lo respirai e compresi che era il mondo ad attendermi e non il contrario.

Parole suggerite da Lorenzo Morandotti
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