domenica 25 dicembre 2016

Parole: Natale e solitudine


Titolo: nonno

Vagavo nella mia solitudine in cerca di un riparo. Era freddo. Faceva notte. Natale! Camminavo a passo lento… senza luce. Un momento di quelli senza cassetti per ricordi né armadi per sogni. Mi sentivo piccola, mi vedevo piccola… piccola. Come in QUELLA notte di Natale quando il suo odore si era spento…
Mille notti di domande…
Non avevo perdonato. Non avevo compreso. Continuavo a vagare nella mia solitudine.

Ricordavo ogni attimo…non l’ultimo: bloccata da una paura.
Fine.
Cosa aveva detto? Cosa aveva fatto?
Era gelido: io ero lì, lui era lì mentre scartavo quella dannata bambola e poi? Cosa accadde? Il mondo si fermò…
Mi strinse la mano, sì sono sicura mi strinse la mano, ma poi?

Vagavo nella notte a passo lento, senza luce…poi un lampione disegnò fiocchi di neve.
Lo osservai un momento o forse mille…e finalmente lo vidi dopo anni di attesa.
Il suo sorriso.
Mi aveva stretto la mano e mi aveva sorriso. Lui non era arrabbiato!
Salutato. Salutata.
Come avevo fatto a dimenticarlo? Miope nella mia di rabbia avevo perso il suo Natale per me.


Natale divenne sorriso.


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