lunedì 12 dicembre 2016

Parole: cacao e martello


Titolo: Babbo Natale


“C’era un forte profumo…”
“Di cosa?”
“Di… cacao. E poi un suono che disturbava, come… un martello.”
“Qualcuno appendeva quadri?”
“No, era notte! Avevo fame e stavo per alzarmi dal letto e… l’ho visto…”
“Ma com’era? Per favore ripetilo… sembra impossibile!”
“Alto, e sorridente…con un completo di lana e una barba bianca…”
“E cosa faceva?”
“Mi osservava dalla poltroncina ai piedi del letto.”
“E perché?”
“È quello che ho chiesto. Ha detto che non avevo fatto richieste e voleva capire cosa mi piacesse…” “E tu cosa hai detto?”
“Che non volevo nulla.”
“Nulla? E lui?”
“Ha detto che lo aveva capito dal modo in cui tiravo le coperte fin sopra le orecchie, come se volessi racchiudere tutto un mondo nel letto insieme a me.”
“E poi?”
“Ha detto che un regalo doveva pur farmelo… è il suo lavoro…”
“E tu?” “Ho detto che non volevo nulla…che non mi serviva niente…”
“E lui?”
“Ha lasciato questo…”

“Sicura non fosse un sogno?”
“E questo chi me lo avrebbe dato?”
“Questa storia ha dell’incredibile…o sei completamente pazza, o qualcuno mente da quando avevo 7 anni…E dire che prima di allora non dubitavo della sua esistenza. Però non capisco perché lasciarti un seme di giglio e non una pianta, un fiore?”
“Non lo so…ma è stato bello.”


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