mercoledì 28 dicembre 2016

Parole: amo e se


Titolo: incubi

Era domenica notte. Mi alzai come sempre molto prima dell’alba. Preparai silenziosamente l’attrezzatura: un amo dell’uno, quattro del due e uno del tre, della lenza e infine un retino per farfalle. Indossai le solite scarpe sportive e distesi delicatamente le ali. Misi gli occhiali da luna in modo che le stelle non potessero abbagliare, e uscii dal vento lasciandolo cantare solo…
Il primo sogno che vidi volare quella notte fu una bellissima sfera di luce bianca molto intensa…era un sogno di bambino: spensierato. Lo osservai a lungo e lo lascia fluttuare. Dopo poco però iniziò il mio lavoro. Un incubo nero, oscuro, grande ma impacciato saettò nel cielo come impazzito: era un incubo di guerra, di dolore…
Presi veloce il retino e iniziai a inseguirlo: era furbo, ma io più esperto. Finsi di cadere in picchiata come se fossi stato ferito: lui mi vide e rasserenato rallentò. In quel momento, grazie alla spinta della caduta virai deciso e lo catturai.

Fu una notte produttiva: raccolsi 5 incubi prima dell’alba. Quando il sole sorse, li legai agli ami uno ad uno e li portai con me nel luogo del non ricordo, assicurandomi che non potessero tornare più indietro.

Parole suggerite da Guglielmo Scarfato

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