venerdì 30 dicembre 2016

Parole: metempsicosi e entalpia


Titolo: attimi di libertà

In un istante senza tempo persi il mio corpo, distratto. Calcolai in quel momento l’entalpia della mia vita misurando il calore che avevo prodotto: poca roba! 
Tanti anni vissuti… pochi attimi compressi. 
Non ne ebbi mai paura, ma non ne compresi mai il senso: mi adattai semplicemente, come un pesce che vive in una bolla. Quando chiusi gli occhi terreni però vidi differenti anime passare attraverso differenti corpi in una sorta di metempsicosi generale: cosa volessero raggiungere non lo so, ma erano molto belle. 
Le vidi danzare. Le vidi ridere. Le vidi vivere. 
Distratto il mio corpo non si perse come avevo fatto io: resto lì, imbambolato dall’inaspettato, noioso e lento. Preferii perciò abbandonarlo perché i colori del sole mi sembrarono molto più attraenti, così come il suono della vita e il tocco di altre anime vaganti. Fu un’esperienza meravigliosa…
Quando il tempo mi rinchiuse in un nuovo corpo mi sentii triste…mi mancò subito quella libertà respirata, ma a quel punto compresi un senso che prima invece mi era sempre sfuggito: siamo tutti in attesa di pause di libertà tra attimi vita.


Parole suggerite da bzur music
Se hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

giovedì 29 dicembre 2016

Parole: modulo e inutile


Titolo: visto

Modulo compilato…ora non resta che attendere il verdetto! A volte sembra tutto così inutile…File, richieste, appuntamenti, attese…Il tutto per poter attraversare un confine, una barriera del tutto immaginaria e arbitraria sul pianeta Terra. Chissà se sugli altri pianeti dividono la terra a pezzi, come abbiamo fatto noi…Chissà se parlano lingue diverse, e si guardano con occhi diversi come i concorrenti di uno show televisivo: amici solo davanti ai riflettori.
Venti giorni hanno detto e poi potrò partire…arrivare in una delle altre metà del mondo. Una permanenza da turista, breve e senza vincoli: giusto il tempo di assaporarne odori e colori. Il tempo che gli occhi si abituino ai nuovi toni e a quel punto... già sarò di ritorno. Dovrò essere rapida e respirarne l’aria il più velocemente possibile in modo da portarne indietro con me, tra i polmoni. Dovrò respirare tra il mio e il suo dove il nostro sta soffrendo.

20 giorni dopo


Eccolo qui: il mio visto. La valigia nel mio cuore è pronta da un pezzo ora non posso far altro che riprendere il viaggio.


Parole suggerite da +Luca Merola 

Se hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

Parole: amo (amare) e se


Titolo: riflesso 

“Ti amo,” gli disse.
“Ti amo,” le disse.
“Ti osservo da sempre,” gli disse.
“Ti osservo da sempre,” le disse.
“A volte mi dimentico di te,” gli disse.
“A volte mi dimentico di te,” le disse.
“Ma so che sei nel mio cuore,” gli disse.
“Ma so che sei nel mio cuore,” le disse.
“A volte mi distraggo da te,” gli disse.
“A volte mi distraggo da te,” le disse.
“Ma so quanto sei importante,” gli disse.
“Ma so quanto sei importante,” le disse.
“Dovremmo trascorrere più tempo insieme,” gli disse.
“Dovremmo trascorrere più tempo insieme,” le disse.
Se solo avessimo più tempo per noi,” gli disse.
“Se solo avessimo più tempo per noi,” le disse.
“Lo abbiamo?” Gli disse.
“Lo abbiamo?” Le disse.
“Stai con me oggi?” Gli disse.
“Stai con me oggi?” Le disse.
“Giusto qualche attimo, prima che tutto inizi…” Gli disse.
“Giusto qualche attimo, prima che tutto inizi…” Le disse.
“Magari andiamo a prendere un caffè, a tagliare i capelli…” Gli disse.
“Magari andiamo a prendere un caffè, a tagliare i capelli…” Le disse.
“Sì, preparati, ti aspetto!” Gli disse.
“Sì, preparati, ti aspetto!” Le disse.

Aveva finalmente deciso di dedicarsi…


Parole suggerite da Guglielmo Scarfato
Se hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

mercoledì 28 dicembre 2016

Parole: amo e se


Titolo: incubi

Era domenica notte. Mi alzai come sempre molto prima dell’alba. Preparai silenziosamente l’attrezzatura: un amo dell’uno, quattro del due e uno del tre, della lenza e infine un retino per farfalle. Indossai le solite scarpe sportive e distesi delicatamente le ali. Misi gli occhiali da luna in modo che le stelle non potessero abbagliare, e uscii dal vento lasciandolo cantare solo…
Il primo sogno che vidi volare quella notte fu una bellissima sfera di luce bianca molto intensa…era un sogno di bambino: spensierato. Lo osservai a lungo e lo lascia fluttuare. Dopo poco però iniziò il mio lavoro. Un incubo nero, oscuro, grande ma impacciato saettò nel cielo come impazzito: era un incubo di guerra, di dolore…
Presi veloce il retino e iniziai a inseguirlo: era furbo, ma io più esperto. Finsi di cadere in picchiata come se fossi stato ferito: lui mi vide e rasserenato rallentò. In quel momento, grazie alla spinta della caduta virai deciso e lo catturai.

Fu una notte produttiva: raccolsi 5 incubi prima dell’alba. Quando il sole sorse, li legai agli ami uno ad uno e li portai con me nel luogo del non ricordo, assicurandomi che non potessero tornare più indietro.

Parole suggerite da Guglielmo Scarfato

Se hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

domenica 25 dicembre 2016

Parole: Natale e solitudine


Titolo: nonno

Vagavo nella mia solitudine in cerca di un riparo. Era freddo. Faceva notte. Natale! Camminavo a passo lento… senza luce. Un momento di quelli senza cassetti per ricordi né armadi per sogni. Mi sentivo piccola, mi vedevo piccola… piccola. Come in QUELLA notte di Natale quando il suo odore si era spento…
Mille notti di domande…
Non avevo perdonato. Non avevo compreso. Continuavo a vagare nella mia solitudine.

Ricordavo ogni attimo…non l’ultimo: bloccata da una paura.
Fine.
Cosa aveva detto? Cosa aveva fatto?
Era gelido: io ero lì, lui era lì mentre scartavo quella dannata bambola e poi? Cosa accadde? Il mondo si fermò…
Mi strinse la mano, sì sono sicura mi strinse la mano, ma poi?

Vagavo nella notte a passo lento, senza luce…poi un lampione disegnò fiocchi di neve.
Lo osservai un momento o forse mille…e finalmente lo vidi dopo anni di attesa.
Il suo sorriso.
Mi aveva stretto la mano e mi aveva sorriso. Lui non era arrabbiato!
Salutato. Salutata.
Come avevo fatto a dimenticarlo? Miope nella mia di rabbia avevo perso il suo Natale per me.


Natale divenne sorriso.


Parole suggerite da Laura
Se hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!