giovedì 17 novembre 2016

Parole: proiezione e fuga



Titolo: colazione

Iniziò la proiezione. Calò il silenzio. Nessuno, nel buio, tentò la fuga
Una pellicola in bianco e nero, di quelle in cui ancora si sentono piccoli scatti tra una scena e l’altra. Dove le immagini sembrano tremare ed i personaggi sono eticamente cristallizzati, o quasi. Un tuffo in un passato, mai vissuto. Studiato poco su libri di storia non aggiornati. Un tempo che nessuno sente, se sia esistito davvero o sia solo il risultato di un delicato ricamo. Un tempo che porta a sognare in bianco e nero: nell’assenza di colori superflui che disturberebbero i punti chiave, le ombre, i silenzi. 
Ero in quella classe quel giorno, ma non ero li. Ero tra i miei pensieri, ma non ero li. Si appettava il ritorno di un soldato, un bacio. C’erano la galera e altri avvenimenti, c’era anche un gatto: un gatto perso e ritrovato. C’erano una sigaretta e un negozio di gioielleria. C’ero io, dentro a quel personaggio, e c’era un personaggio dentro di me. Mi ri-vidi e ri-persi tra mille sfumature e mille volti. Piansi e risi, ma soprattutto guardai ed ascoltai, attenta, il battito che mi accompagnava tra ombre e riflessi senza colori. 

Quando le luci si accesero fu buio.

Parole suggerite da Simona Lodato
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