lunedì 28 novembre 2016

Parole: Natale e Greco




Titolo: imperfezione

Era la vigilia di Natale: la notte peggiore dell’anno. Erano venticinque anni infatti che il 24 notte facevo sempre lo stesso incubo: “Suonava la sveglia, mi alzavo, sceglievo con cura cosa indossare e arrivavo a scuola con dieci minuti di anticipo come sempre. Una volta in aula, in prima fila, pronto per il compito di Greco, con il foglio già disteso sul banco e la penna al suo fianco…aprivo lo zaino e il vocabolario era sparito! 
Scomparso, volatilizzato! 
Preso dal panico da inesattezza, uscivo di corsa dalla classe e poi dalla scuola e non superavo l’esame”. Un incubo che mi perseguitava da anni, anche se a scuola andavo benissimo. 

Passeggiavo tra questi pensieri, tra negozi chiusi e preparativi da cenone, quando tra le sporcizie di una spazzatura stracolma vidi proprio lui: un vocabolario di Greco. Non potevo crederci, sembrava mi  stesse aspettando: lercio e rovinato, con la copertina spaccata e le pagine consumate.
Lo osservai a lungo impietrito. Quando trovai la forza di raccoglierlo, seppur senza guanti, e di portarlo in casa ancora sotto shock, mi sentii più rilassato. 

Quella notte lo posai sul comodino: non feci nessun incubo e riuscii anche a sentire il tintinnio delle renne.

Parole suggerite da Tina Russo
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