giovedì 24 novembre 2016

Parole: inverno e dottori



Titolo: notte in pronto-soccorso

Era freddo in una calda notte d’inverno. Mi affacciai sul tuo comodino per spegnere le stelle e avvolgermi nella nostra coperta di luna, portandocela fin sotto le orecchie. Vidi però del buio accendersi vicino ai tuoi piedi: sembrava un respiro. Spaventato da quella luce riflessa, saltai dal letto irritando le molle. Il tremore aumentò, e la tranquillità dissipò, mangiata dalla forza della curiosità. Ti sollevai come petalo di girasole e uscimmo nella tempesta, in silenzio. Tu ti appoggiasti a me e io a te, come ancore arroccate sulla prua, in un caldo rassicurante e un profumo dal passato. Aspettammo solo pochi istanti quel positivo verdetto dal cassetto e poi, persa la paura, pian piano riavvolgemmo la strada per tornare sereni a sognare di dottori e infermiere sorridenti, ricoperti da figurine di pensieri. Fu un’istante o furono mille giorni? Nel dubbio del freddo della notte ci abbracciammo senza febbre e riprendemmo a contare le stelle da dove le avevamo lasciate, saltando solo quelle molto lontane. Quando arrivammo a centouno non lo notammo.

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