venerdì 21 ottobre 2016

Parole: quercia e movimento



Titolo: il presente

Soffiava tra l’edera scomposta. Alcune foglie restavano, resistevano, altre flaccide, soffici e cedevoli, la maggioranza, si lasciavano trasportare dalla sua forza. Era un continuo movimento. Nessuno restava fermo in quell’ansia di pensiero e suono. La calma era stata perduta, il fascino era andato via con lei. L’arte che si creava era scomposta, poco apprezzata. 
L’edera continuava la sua rampicata verso la vetta di un muro non avendo però idea di cosa ci fosse al di là di questo. Speranzosa e forse troppo ottimista mirava in alto dimenticando la bellezza del luogo in cui era gia’: dove era cresciuta, aveva respirato, sognato. 
Intanto il soffio continuava, perturbava come sempre il tutto, ma nessuno si opponeva, come fosse l’unico possibile svolgimento dei fatti. Il tempo, quello reale, quello presente, sembrava non esistesse piu’, la corsa e l’illusione l’avevano appiattito, cancellato, superato. Niente piu’ gioiva dell’essere li’ in quel preciso momento. Tutto fuggiva senza alcuna meta. 

Poi un piccolo seme cadde, e si appoggiò delicato tra foglie morte. Si ricoprì di terra, arrivando nel punto più basso, in cui nessuno avrebbe voluto essere ma…germogliò. Nacque una quercia, pilastro di vita, che iniziò ad opporsi a quel vento, dimostrando tutto intorno come essere nel presente.


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