venerdì 21 ottobre 2016

Parole: odiavo e sola



Titolo: diversità emozionali

Come era difficile capirla. Passavo ore a guardarla, ma non cambiava molto: era nel suo mondo. Un mondo probabilmente magico, pieno di idee, colori, suoni. Un mondo da cui io però ero escluso. 
Mi sentivo in colpa, ogni giorno vedevo la distanza crescere, mentre avrei voluto ridurla. Stavo sbagliando tutto, prima ed anche adesso, ed avrei sbagliato ancora: era un vortice senza fine e ne ero travolto. 
Sua madre non c’era più. Ancora la odiavo per questo: per avermi lasciato solo e senza guida, nemmeno un sottotitolo. Mi arrabbiavo con lei anche, per essere lì, ma non esserci, per non far nulla per rendermi le cose più semplici. Per guardarmi raramente, e con occhi assenti, pur essendoci. La vedevo camminare in punta di piedi, allineare giochi in un ordine eccessivo e perfetto, e sorridere poco…così poco. Era sempre sola, cosa avevo sbagliato? 
Poi una piccola luce, una parola, uno sguardo mi riportavano al presente, ricordandomi l’assenza di colpe: in me, in mia moglie, in mia figlia. Mi avvicinavo quindi dicendole in modo diretto: “Ti Amo”. E la invitavo a vedere quel documentario che tanto ci piaceva sulla vita negli oceani. Seduti distanti su un divano congiunto, a nostro modo vicini, imparavamo a capirci e ci amavamo.

Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

0 commenti :

Posta un commento