lunedì 3 ottobre 2016

Parole: occhi, cioccolato


Titolo: zucchero filato.

Aveva gli occhi di cioccolato ed il sorriso alla vaniglia. Le mancavano due denti, ma questo non faceva alcuna differenza sulla luce al miele attorno alle sue mani. Ed i capelli…i suoi capelli erano soffici come zucchero filato e ricci come l’abbraccio di un orsacchiotto. Me ne innamorai all’istante. Mi sentivo come al cinema a vedere per la terza volta Toys story, con una confezione gigante di pop-corn. La maestra la fece sedere proprio al mio tavolo, al posto di Marco il bambino che aveva dovuto cambiare citta’, insieme al mio amico Vector e ad Ambra la bambina antipatica. Durante il primo giorno lei non parlo’ mai, non mi guardo’ mai, nemmeno un sorriso. Il secondo giorno decisi di invitarla a giocare alle costruzioni e le insegnai la mia canzone preferita: quella dell’ape Maya. Lei non parlava molto, ma sorrideva sempre. Poi un giorno mi rispose, ma io non capii nulla di quello che aveva detto, pero’ compresi che le piaceva giocare con me. Da quel momento fummo inseparabili, le chiesi se fosse innamorata di me, lei mi disse di no, ma stava mentendo ne ero sicuro.

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