lunedì 31 ottobre 2016

Il matto (giacca e vetrina)



Titolo: il matto

Indossavo una borsa che sembrava una giacca e una giacca che assomigliava a una scarpa. Portavo un calzino come cappello e guanti attorno ai piedi. Usavo due ciondoli come occhiali da sole, ma per quelli da vista avvolgevo gli occhi in un foulard, così tutto diventava più chiaro. Camminavo spesso all'indietro e pensavo solo al passato. Sorridevo per le tristezze, ma mi corrucciavo per le gioie. Ero un bambino di settantatré anni che gattonava su due piedi. Qualcuno mi disse che ero strano, qualcuno che ero matto. Nessuno accettò il mio essere come fatto, tranne me stesso: l'unico probabilmente a cui interessasse qualcosa. 
Solo, mi rallegravo osservando la follia del sole che sorge, della pioggia che cade e del vento che soffia. Mi stupivo del freddo della neve e della sofficità della sabbia. Buffo che per molti queste cose fossero normali, ci prestavano poca attenzione, mentre erano estremamente attratti dal mio modo di vestire e di essere.
Un giorno quindi mi vestii copiando l'immagine in una vetrina…smisero di osservarmi, persino di vedermi e di darmi del matto, ma continuarono comunque a non prestare attenzione alle cose intorno a loro e così capii…erano diventati ciechi per via dei riflessi del mare.

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