domenica 25 settembre 2016

Parole: telefono e morte



Titolo: malinconia

Caro filo del telefono,
ho appena appreso la devastante notizia della tua morte. Erano anni che predicevo un simile evento, ma si sa, finche’ le cose non accadono, inconsciamente andiamo avanti, fingendo non accadranno.
Oggi invece di punto in bianco ci hai lasciati, abbandonati ad ore di conversazioni senza valvola di sfogo, senza quell’attorcigliamento a bloccare dita e pensieri in momenti romantici, nervosi… o, soprattutto, durante i silenzi.
Avevamo condiviso amici, amori, e parenti, ed avevo trascorso con te tempi lunghissimi per ridarti quella forma a spirale, quando ti avevo stropicciato un po' troppo (senza mai riuscirci pero’: un anello era sempre capovolto).
Egoisticamente non mi domando quale sara’ la tua fine e quale mare o terreno inquinato andrai a ricoprire, poco importa quando si tratta di sentimenti, non credi? Quello che mi chiedo è con chi condividerò le lunghe chiacchierate, quando saprò che anche cercandoti non ti trovero’. Sì, certo, in realtà' faccio gia’ a meno di te da tempo, ma e’ il sapere che non ci sei piu’ che destabilizza: la malinconia si crea nell’impossibilità’, non nella possibilità.

Fa buon viaggio amico mio, grazie per esserci stato.
Ti cerchero’, finche’ possibile, tra i citofoni di tutto il mondo.

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