lunedì 19 settembre 2016

Parole: patate e finestra



Titolo: vicina

Presi la pentola e la riempii d’acqua fredda. Sbucciai le patate e le posi al suo interno, aspettando che l’acqua iniziasse a bollire. Quando le prime nuvole di vapore salirono, restai incantato ad osservarle adagiarsi teneramente sulla finestra lasciando quel mero ricordo di se’. Non ero bravo in cucina, mi incantava il processo, poco il risultato ed ogni volta che avevo un ospite, per non agitarmi, ripetevo la stessa ricetta che mia nonna mi aveva mostrato: bollivo le patate, sbattevo le uova non dimenticando di aggiungere il sale, e mescolavo. Dopo aver messo un filo d’olio nella padella ponevo al suo interno il miscuglio e lasciavo il tutto a fuoco lento. 
Quando suonò il campanello erano le 12 e 58, perché’ gli anziani amano essere puntuali ed hanno anche poche scuse per non esserlo. Era vestita con un abito elegante, indossava orecchini di perle e una spilla in corallo. 
“La ringrazio per avermi invitato” disse,
“La ringrazio per aver accettato l'invito, e’ bello dare un volto ed un suono alla mia vicina. Non so come si possa vivere vicini ma distanti. Si accomodi dove preferisce, ho preparato una frittata di patate seguendo la ricetta della mia nonna paterna…”

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