giovedì 15 settembre 2016

Parole: medusa e mattino



Titolo: meduse

La tormentata tempesta mi aveva fatto addormentare dolcemente abbracciata al mio cuscino. I tuoni ed i lampi avevano cullato i sogni ed il vento aveva cantato una ninna nanna. Era stata una notte intensa piena di immagini e suggestioni, ma molto serena. 
Di mattino presto, appena sveglia, decisi di passeggiare lungo la riva, per salutare il mare e respirarlo. Uscii scalza, come ogni giorno: la fortuna di vivere a due passi dal sale, in un luogo piccolo ma con grandi respiri. 
Non appena il fresco dell’acqua accarezzò i miei piedi, qualcosa di diverso però attirò la mia attenzione: un riflesso, più luminoso del mare, poco lontano sul bagnasciuga. 
Lenta, mi avvicinai immaginando scenari luminosi. Quello che vidi, invece, fu una triste perdita: una medusa, molto grande, trasparente e con un meraviglioso merletto violaceo, lanciava i suoi ultimi riflessi al mondo. La tempesta aveva rotto la sua anima, adagiando quella danzatrice leggiadra spezzata sulla sabbia soffice. Una lacrima coprì l’ombrella di quella giovane suggestione. Nella mia mente la tempesta cambiò colore e divenne più scura. 
Chiusi gli occhi e rividi il mio letto ed i miei sogni, ma tutto cambiò: anche il sale cambiò gusto e si trasformò in un saluto.

Parole dedicate alla meravigliosa creatura che ieri ho incontrato sulla spiaggia.
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