sabato 24 settembre 2016

Parole: fotografia e melograno


Titolo: fotografo

Avevo una macchina fotografica sempre in mano ed i miei amici ne erano esasperati. Mi chiamavano “il fotografo”, anche se facevo semplicemente delle fotografie: senza tecnica, intuito o innato senso artistico. Nessuno pero’ accettava questa come possibile definizione, e mi comprimevano distrattamente e unanimemente in “fotografo”.
Un giorno quindi decisi di diventarlo: fotografo, dilettante magari, ma fotografo. Siccome però non avevo idea di cosa un fotografo facesse, pensai di dover almeno scegliere alcune delle mie foto preferite per poterle mettere sotto al cuscino prima di addormentarmi.
Aprì quindi il computer e partii con l'osservare la prima fotografia scattata quell’anno: un melograno. Fresco, ma anche profumato: ricordavo ancora le dita rosse e la maglietta sporca per il primo litigio con i suoi chicchi, il sapore dolce e l’atmosfera di amicizia di un pomeriggio in campagna.
Ero solo alla prima immagine e avevo già il cuore a soqquadro: ero diventato fotografo per me stesso.

Parole dedicate ad Adele ed Ernesto
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