domenica 4 settembre 2016

Parole: cellulare e succo


Titolo: vita

Quando nacqui non lo ricordo, ricordo solo il mio primo giorno. Sentii un improvviso calore e poi una mano soffice, che sfiorava lo schermo. Inizio’ titubante, ma poi prese confidenza, cosi’ tanta in realta’ che dopo i primi due giorni non mi lascio’ piu’ respirare o riposare. La notte avevo giusto qualche ora tra messaggi, email e what’s up. 
Per fortuna ero in risparmio energetico e potevo andare in stand-by spesso. 
Pero’ che vita! 
Videochiamate, what's up e poi quel programma blu… il piu’ appiccicoso: messaggi, ed in continuazione news e tag. Foto spesso violente e provocatorie: dovevo chiudere gli occhi per non vederle. Non mi lasciava tempo per sognare la vita che stavo vivendo. 
A volte poi, non avevo nemmeno il tempo di fotografare un luogo tra i miei ricordi, perche' la mia mano lo aveva gia’ fatto per me.
La cosa pero' più' bella e' che mi portava con se ovunque, e se mi dimenticava tornava a prendermi. Ero importante, essenziale, il suo cellulare... fino al giorno in cui su quel tavolino, in quel bar, quel succo decise di suicidarsi cadendomi addosso: ricordo l’umido, il freddo e poi…nient’altro. 

Quando riaprii gli occhi, perche’ li riaprii, lei non c’era piu’: inaspettatamente mi aveva dimenticato.

Parole gentilmente suggerite da Eleonora Battiston 
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