mercoledì 14 settembre 2016

Parole: bianco e fosforo




Titolo: il fuoco

Presi in mano il fiammifero: un oggetto cosi affascinante. Lo osservai a lungo fin quando sentii che era giunto il momento di scatenare il suo cuore e la sua danza. Volevo vederlo brillare nella sua luce bianca, anzi azzurra visto che si trattava di un germoglio di fosforo surriscaldato. 
Scesi in giardino, mi sedetti sulla vecchia catasta di legno riservata al lungo inverno che stava per iniziare. 
Mi guardai intorno ed ascoltai il silenzio: era così rumoroso quando il cuore era in subbuglio. 
Guardai la confezione e l’esatto punto in cui avrei dovuto sfregare quella soffice testina: nessun disegno, solo un giallo acceso. Rividi ogni gesto nella mia mente, riguardai per l’ultima volta il mio intorno, compresi i pensieri, e poi…iniziai a sfregare lentamente. L’azzurro fece la sua apparizione ed il legno prese fuoco rapidamente. 
Una piccola fiamma danzò davanti ai miei occhi. Bruciava veloce ed il vento l’aiutava, scendeva energica verso le mie dita e quando fui sul punto di bruciarmi e di bruciare… 
Soffiai forte e la feci addormentare: fu il mio bacio della buonanotte. 

Giunse così il tempo di alzarsi e rimettere in ordine i pezzi rotti del vaso per riprendere a piantare gigli nella mia veranda.


Parole gentilmente suggerite da Ernesto Llosa
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