sabato 13 agosto 2016

Parole: sogno e speranza



Titolo: percezione

Avevo un desiderio, uno solo! Ero stanca di essere l’unica non in grado di farlo: avevo venticinque anni e non avevo mai sognato, neanche un piccolo, triste incubo. 
Niente! 
Sapevo che non dovevo perdere la speranza e decisi che era arrivato il momento di lavorare alla cosa seriamente. 
Andai per una settimana a letto presto: scelsi alcune delle mie musiche preferite e lessi racconti evocativi. Dopo musica e lettura, quando il corpo iniziava orami a rilassarsi, guardavo il soffitto immaginando. Non le pecore salterine, perché’ io una pecora non l’avevo mai vista e non sapevo immaginarla correttamente, no! Delle immagini semplici: il mare, qualche amico, i miei giochi da bambina, le scarpe che avrei voluto comprare, o anche, devo ammetterlo, il principe azzurro col cavallo. Insomma per un’intera settimana ci provai, ma nulla! 
Il sogno continuava a non arrivare. 
Poi qualcuno azzardò “magari sogni, ma non li ricordi”…mi sembrò il commento più assurdo del mondo, ma mi piacque perché’ mi diede speranza. 
Presi una videocamera e mi filmai due notti. La prima nulla, ma la seconda: mi muovevo, parlavo…sognavo!!! 
Non potevo crederci! 
Ero così felice! 
Sognavo…anch’io!! 
Non so cosa, ma cosa importa, per scoprirlo avevo davanti tutta la vita.

Parole gentilmente suggerite da Aldo Mello.
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