lunedì 29 agosto 2016

Parole: sangue e gelato



Titolo: prima prova di esame pratico 

Era il nostro primo appuntamento, o almeno mi piaceva pensarla cosi’. Avevo programmato tutto: passeggiata al parco, gelato e ritorno a casa. Piu’ o meno un paio d’ore: il tempo di prendere le misure, conoscerci, oltre le urla ed i grandi sorrisi. Uscii dall’ufficio e passai a casa a prenderla. Era vestita di bianco: sembrava un batuffolo. La misi a sedere nel passeggino, cosa che le piaceva, e con il cuore in gola, sorrisi a mia moglie dicendole di star tranquilla e godersi quelle ore di riposo. 
Chiusi la porta. 
Ero teso come un ramo carico di frutta. La guardavo in continuazione sperando non piangesse. Per la prima ora fu cosi’. Io non mi fermai mai e lei fece un sonnellino. Quando iniziai a rilassarmi, si sveglio’ con urla strazianti. Corsi, rosso in viso, nel primo bar. La presi in braccio e con una mano cercai di tirar fuori dalla borsa il latte preparato dalla mamma. Tutti mi guardavano, sembravo un fagotto. Il biberon la tranquillizzo’ ed io ripresi a respirare. Ordinai dell’acqua, ma uscimmo. Provai a farla risedere nel passeggino…nessun successo. Arrivai a casa con la piccola in un braccio ed il passeggino nell’altra mano. Distrutto, sudato, senza piu’ sangue, ma salvo ed inconsapevolmente felice.

Parole gentilmente suggerite da +Luca Merola  
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