mercoledì 17 agosto 2016

Parole: bugia e foglio


Titolo: linee

Presi un foglio bianco, lo cullai dolcemente e lo distesi sulla mia scrivania. 
Dormiva. 
Scelsi una matita e mi assicurai che sua la punta fosse ben arrotondata, perché’ non volevo graffiarlo. Iniziai a massaggiarlo disegnando cerchi concentrici e linee parallele. 
Lui non si svegliò, ma iniziò a sognare. 
L’immagine che si creava fu quella di un universo fermo, in movimento, in attesa. Lentamente iniziai a riempire tutto lo spazio. Cambiai anche matite e colori, sempre stando molto attenta a non svegliarlo e a non ferirlo.
Lui dormiva beato.
Accesi una piccola candela, perché’ così nel buio le linee si sentivano perse, a differenza dei cerchi che erano sempre i più sicuri. 
Fu in quel momento che il foglio si svegliò, fu colpa mia e di quella piccola fiamma. Mi scusai e nel farlo dissi una piccola bugia: dissi che la fiamma aveva voluto accendersi per poter ammirare la nostra amicizia. Non ci credette, ma fu felice, sapeva che il nostro era un amore unico e gentilmente sussurrò: "non interrompere il tuo pensiero, le linee hanno ancora bisogno di una fine, o di un inizio", e si riaddormentò o per lo meno così mi sembrò nel buio della stanza.

Parole gentilmente suggerite da Alisa Pojavis
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