sabato 27 agosto 2016

Parole: barca e veleno



Titolo: la fuga

Era inverno a primavera, faceva caldo, ma anche freddo, ero confuso e perso. Cercavo di dimenticare i miei poteri, le mie abilita’. Facendolo, o tentando di farlo, distrattamente trasformai un coriandolo in una libellula, una matita in una capanna, ed un sasso in una barca. Quando pero' non ebbi piu’ spazio per muovermi, capii cio’ che stava succedendo, e compresi che era quello da cui fuggivo, che mi perdeva .. 
Cosi’ presi una decisione: avrei preso il veleno! Quello della dimenticanza, quello che cancella il passato e sbiadisce il presente creando un futuro forte e scintillante. Nervoso, presi la boccetta e bevvi d’un sorso senza più pensare. 
Nulla accadde.
Aspettai secondi e minuti... Niente!
Controllai di nuovo il retro della boccetta: "Potente veleno per trasformare capelli in zucchero filato". 
“Oh no!” gridai gettando a terra la fiala. 
Mi guardai allo specchio, ed incredulo osservai quei “capelli” colorati: "Ho un certo fascino", mi dissi sorridendo. 
Dopo qualche altro istante feci l’unica cosa che in realtà' sapevo fare: presi la bacchetta e ritrasformai  lo zucchero filato in capelli senza nemmeno provarlo, dopotutto ero un mago, inutile continuassi a scappare da me stesso.

Parole gentilmente suggerite da Rosaria Coraggio. 
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