venerdì 5 agosto 2016

Parole: bambino e vita



Titolo: rincorriamoci

Caro Matteo, 
come sei cresciuto dall’ultima volta che ti ho visto, quando eri ancora bambino
Ricordo che amavi disegnare: continuavi a mostrarmi, felice, spaventosi dinosauri senza denti. Ricordo anche che osservavi per ore le formiche nel giardino: volevi forse fare il mirmecologo? Più di tutto però quello che ti piaceva era raccontare storie: a volte con draghi e castelli, altre con leoni e giraffe. 
Mio caro bambino, quanto tempo sarà passato da quando saltavi la corda? Quando a nascondino l’armadio era il tuo unico nascondiglio, ma che non avresti cambiato per nulla la mondo… I giorni delle corse in bicicletta e dei gelati sciolti tra le mani. Quel tempo in cui da solo, orgoglioso, andavi sott’acqua “senza naso”, e scrivevi lettere in formato ipovedenti. 
Quello che mi spiace di più è l’incapacità di ricordarci in tutti i dettagli. Nei momenti da solo, cosa ci dicevi? 
Sarebbe cosi utile saperlo nei giorni di tempesta!

Caro Matteo, 
anche se la vita ci ha trasformato, spero che in futuro sarò ancora in grado di ricordare le tue risate per il solletico sotto ai piedi. 
Ti cercherò’ sempre, ma ti troverò sempre perché scrivo per non dimenticarti. 

Il tuo Matteo diventato grande.

Parole gentilmente suggerite da Gianluca Vela.
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