mercoledì 31 agosto 2016

Parole; romanzo e estate



Titolo; mancanza


Lo chiusi. e lo poggiai sul tavolino
Il solito romanzo: lui con problemi di droga ed alcool, lei estremamente paziente e perbene. I due si incontrano attraverso amici in comune e dopo vari tira e molla trovano finalmente il modo per stare insieme. Solita storia. Scritta molto bene certo, ma quest’estate mi sembra non basti. Mi ci vorrebbe piu’ uno di quei romanzi d’amore nascosto, soffuso, irriconosciuto. Non so una storia in cui qualcuno si innamori di un riflesso per ritrovare in realta’ se stesso. Ho bisogno di coccole e di luci soffuse, non di grida e litigi chiassosi. Di lettere e pensieri sussurrati e non di storie di amore carnale e silenzio. Sara’ che sono in quel momento in cui cerco altro da cio’ che e’ stata la mia vita, sara’ che ho bisogno di andare, e ritrovarmi persa. Eppure queste storie piene di pensieri, preoccupazioni e speranza celata da fatti, non riescono piu’ ad appassionarmi come un tempo. Forse e’ solo passato il tempo per me di leggere…si, sara' cosi’. 
Andro’ al cinema: la vista forse saprà occupare quel vuoto profondo creato dalla tua assenza.

Parole gentilmente suggerite da Maria Melano  
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

martedì 30 agosto 2016

Parole: nespola e occhi



Titolo: uomini e donne

"Io sono un cubo, e tu?"
"Io sono un ovoidale."
"Un ovoiche?"
"Un ovoidale, tipo una nespola."
"Ah, ecco!"
"Non hai occhi?"
"Nemmeno tu."
"No io non vedo posso solo provare emozioni."
"Cioè’?"
"Ogni faccia del mio cubo esprime i miei sentimenti: da questo lato sono triste, mentre da quest’altro sono felice, qui sono spaventato, qui meglio non voltarmi perche’ sono un po’ arrabbiato", e sorrise o meglio si sposto’ sulla faccia della felicita’.
"Io invece ho tutto dentro al mio ovoidale, come mi giri mi giri non puoi sapere come mi sento se non guardando espressioni come il mio colore o la mia velocità’."
"Wow! Dev'essere difficile."
"Un po’, molti faticano a comprendermi…pero’ per te deve essere semplice."
"Si, anche se a volte alcuni pensano che quello che vedono sia troppo semplice e continuano a chiedermi di più’…"
"Alla fine siamo nella stessa barca allora."
"Si pero’ tu rotoli ed io sto fermo", rise, "se per te va bene potremmo uscire insieme, io staro’ fermo e tu mi girerai intorno, ci compenseremo."
"Va bene, ma tu comprenderai le mie emozioni anche se non ho diverse facce?"
"Mmmm,  ti chiedero’ informazioni, mi sembra piu’ semplice."
Ed insieme viaggiarono nello spazio multidimensionale.

lunedì 29 agosto 2016

Parole: sangue e gelato



Titolo: prima prova di esame pratico 

Era il nostro primo appuntamento, o almeno mi piaceva pensarla cosi’. Avevo programmato tutto: passeggiata al parco, gelato e ritorno a casa. Piu’ o meno un paio d’ore: il tempo di prendere le misure, conoscerci, oltre le urla ed i grandi sorrisi. Uscii dall’ufficio e passai a casa a prenderla. Era vestita di bianco: sembrava un batuffolo. La misi a sedere nel passeggino, cosa che le piaceva, e con il cuore in gola, sorrisi a mia moglie dicendole di star tranquilla e godersi quelle ore di riposo. 
Chiusi la porta. 
Ero teso come un ramo carico di frutta. La guardavo in continuazione sperando non piangesse. Per la prima ora fu cosi’. Io non mi fermai mai e lei fece un sonnellino. Quando iniziai a rilassarmi, si sveglio’ con urla strazianti. Corsi, rosso in viso, nel primo bar. La presi in braccio e con una mano cercai di tirar fuori dalla borsa il latte preparato dalla mamma. Tutti mi guardavano, sembravo un fagotto. Il biberon la tranquillizzo’ ed io ripresi a respirare. Ordinai dell’acqua, ma uscimmo. Provai a farla risedere nel passeggino…nessun successo. Arrivai a casa con la piccola in un braccio ed il passeggino nell’altra mano. Distrutto, sudato, senza piu’ sangue, ma salvo ed inconsapevolmente felice.

Parole gentilmente suggerite da +Luca Merola  
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

sabato 27 agosto 2016

Parole: barca e veleno



Titolo: la fuga

Era inverno a primavera, faceva caldo, ma anche freddo, ero confuso e perso. Cercavo di dimenticare i miei poteri, le mie abilita’. Facendolo, o tentando di farlo, distrattamente trasformai un coriandolo in una libellula, una matita in una capanna, ed un sasso in una barca. Quando pero' non ebbi piu’ spazio per muovermi, capii cio’ che stava succedendo, e compresi che era quello da cui fuggivo, che mi perdeva .. 
Cosi’ presi una decisione: avrei preso il veleno! Quello della dimenticanza, quello che cancella il passato e sbiadisce il presente creando un futuro forte e scintillante. Nervoso, presi la boccetta e bevvi d’un sorso senza più pensare. 
Nulla accadde.
Aspettai secondi e minuti... Niente!
Controllai di nuovo il retro della boccetta: "Potente veleno per trasformare capelli in zucchero filato". 
“Oh no!” gridai gettando a terra la fiala. 
Mi guardai allo specchio, ed incredulo osservai quei “capelli” colorati: "Ho un certo fascino", mi dissi sorridendo. 
Dopo qualche altro istante feci l’unica cosa che in realtà' sapevo fare: presi la bacchetta e ritrasformai  lo zucchero filato in capelli senza nemmeno provarlo, dopotutto ero un mago, inutile continuassi a scappare da me stesso.

Parole gentilmente suggerite da Rosaria Coraggio. 
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

venerdì 26 agosto 2016

Parole: carta e nera


                                           


Titolo: Notte

“Ma abbiamo almeno una mappa?"
“Una mappa? No, certo che no! Che domande! Ti ricordi dove stiamo andando?"
“Non ho idea di dove stiamo andando, so solo che stiamo cercando questa famosa carta.”
“Appunto, come potremmo avere una mappa, se nessuno sa dove si trova quello che stiamo cercando?”
“Ma come faremo a trovarla se non sappiamo dove stiamo andando?”
“Sappiamo cosa stiamo cercando, questo basterà.”
“Stiamo cercando una carta nera nel buio della notte: è come cercare un raggio di luce in un giorno di sole.”
“Se non ci credi, non la troveremo.”
“Ok, va bene la troveremo, ma cosa dovrebbe contenere questa carta?”
“La risposta.”
“A quale domanda?”
“A tutte le domande.”
“Io sono sempre un po’ più confusa.”
“Anche io, lo sono.”
“Continuiamo allora?”
“Certo che continuiamo, la troveremo.”
“Lo so, ma ci potrebbe volere molto tempo.”
“Ci vorrà il tempo esatto, e camminando stai pur certa che troveremo anche la domanda.”
“Mi piace camminare con te nel buio della notte.”
“Anche a me piace camminare con te. Continuiamo a cercare amica mia, solo cercando troveremo.”

Parole gentilmente suggerite da Umberto Turco. 
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.




giovedì 25 agosto 2016

Parole: saluto e galline

Titolo: nonna

"Mi faccia un piacere, mandi un saluto alle galline da parte mia."
"Alle galline? Perche’ dovrei mandare un saluto alle galline?"
"Perche’ mio caro, forse ancora non lo sa, ma le galline sono piu’ intelligenti di lei e sanno che cosa sia la morte, per questo mi saluteranno a loro volta."
"La morte?"
"Si, non vede?"
"Non vedo cosa?"
"Si sta prendendo gioco di me, di una morta, e questo non e’ bello da parte sua."
"E come sarebbe morta? Sono morta…della morte credo, lei invece?"
"Io non sono morto."
"No, certo, non prima di aver salutato le galline da parte mia…ma poi mi raggiungere’?"
"Dovrei?"
"Certo, cosa crede di fare qui, senza di me."
"Vivere?"
"Ah ah ah, sa che e’ davvero spiritoso? Io sono, ero, la sua vita e stia pur certo che lei era la mia. Ora che sono morta non posso far altro che aspettarla. Saluti le galline da parte mia e poi con i suoi tempi, certo, mi raggiunga qui dove i respiri sono profondi ed i sorrisi eterni."

Parole gentilmente dedicate a te che ci guardi da lontano. 
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


martedì 23 agosto 2016

Parole; vela e pagina



Titolo: riciclaggio

Arrivai al lago che era gia' buio. Aprii lo zaino e strappai delicatamente una pagina dal quaderno a quadretti. Giocai due volte a crocetta e pallino: una volta vinsi ed una volta persi. Poi presi il foglio con le sue crocette ed i suoi pallini, lo piegai e ripiegai su se stesso, fino a costruire una barca a vela. Navigai su quel lago di miele per pochi secondi e scesi con un salto sulla riva opposta. Raccolsi la barca e la ritrasformai in foglio, leccando via il dolce. 
Giocai di nuovo a crocetta e pallino, stavolta vinsi e decisi di non tentare la sorte nuovamente. Riposi il foglio nello zaino e mi incamminai alla ricerca della mia tenda. Dopo tre passi trovai l’albero di fiori, piu’ fragile degli altri, ma piu’ profumato. Ripresi il foglio dallo zaino e costruii la tenda, il gioco di crocette aveva procurato un piccolo foro alla pagina, ma fu perfetto perché potetti osservare i pianeti prima di addormentarmi, cullato dal vento sulla carta. Disegnai sogni. 
Quando al mattino mi svegliai trasformai la mia tenda in aereoplanino ed arrivai a scuola in tempo per scrivere lettere tra i pallini della notte. Io amavo la mia penna.

Parole gentilmente suggerite da Maria Cannone 
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

lunedì 22 agosto 2016

Parole: sono e poche



Titolo: racconto n91

"Quante sono?'
'155'"
"Sono poche!"
"Davvero?"
"Sì, non ricordi? Devono essere 200 parole."
"Sì, ma 200 al massimo, non come minimo."
"E quindi secondo te quando sarebbero poche?"
"Non so, possiamo dire sotto le 100 parole?"
"Ma perché’ abbiamo deciso debbano essere 200?"
"Non sono sicura, credo sia perché’ così noi possiamo allenare la nostra capacità di sintesi e loro, si i lettori intendo, non debbano subire uno scritto troppo lungo e noioso."
"Bah, dici che sia una buona idea?"
"Forse."
"In tutti i casi cosa hai scritto fino ad ora in 155 parole?"
"Le due parole che ci avevano suggerito oggi erano “sono” e “poche”, quindi ho scritto riguardo al nostro gioco e al nostro blog, dove ogni giorno scriviamo un racconto di 200 parole utilizzando le due suggerite da qualcuno…"
"Secondo me non piacerà questa idea…rasenta la follia…"
"Dici? Ma forse dopo 90 racconti tutte le sere, uno folle ce lo perdoneranno?"
"Speriamo."

Parole gentilmente suggerite da Anna Di Finizio
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

Parole: mare e luna


Titolo: insonnia 

Andai a dormire su una nuvola nera, stanca, senza anima, triste e con poco respiro. Vidi il freddo e respirai il nero. Ascoltai il silenzio ed assaporai l’ansia. Una forza pari a quella di gravità mi compresse il cuore, lo rallentò e la mente si perse nella sua stessa paralisi. Non riuscii a dormire: chiudevo la mente, ed il corpo separatamente si alzava a sedere su quella nuvola oscura. Quando fui sul punto di impazzire, ricordai i colori: il rosso, il verde, il blu, il giallo…e senza accorgermene scesi da quella nuvola, ed iniziai a spostare tutto cio’ che era sulle pareti della mia stanza. Raccolsi i colori ed i pennelli, e cosí armata, dipinsi il mare e la luna sul soffitto. Solo quando ebbi terminato mi accorsi che la nuvola era scomparsa per far posto al mio letto ed al mio sogno. 
Dolcemente soddisfatta mi posai e mi persi nel mio buco nero.



Parole gentilmente suggerite da Marina D'Autilio
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

domenica 21 agosto 2016

Parole: notte e goccia



Titolo: vita

Era notte, l’aria era elettrica. Una di quelle sere in cui il cielo e’ teso, nervoso. Il mare era ancora calmo, ma una leggera brezza si stava alzando pian piano. I pochi gabbiani ancora in volo iniziavano cauti a ritornare verso riva. Il vento lieve increspava la superfice ed aiutava le nuvole, esitanti, ad iniziare la loro rincorsa alla ricerca di una risposta. 
Nessuno però aveva ancora posto la domanda. 
Poi il vento divenne tormenta, le onde si fecero coperta e la forza pervase la calma. Tutto iniziò a mutare lentamente finche’ un’onda non diversa dalle altre e non più speciale delle altre si innalzò producendo un piccolo schizzo, qualche goccia, una goccia, prima di sprofondare di nuovo nell’oceano silenzioso. Fu quella goccia che definì il tempo, il prima ed il dopo, una sola goccia cambiò il momento. Tutto cercava di restare costante, anche la luna non avrebbe voluto cedere di fronte a lei, ma gli sforzi furono vani. 
Nulla era più come prima. Il tempo era cambiato ed il mondo con lui. 

Dopo un attimo di smarrimento e confusione, non appena la goccia toccò il fondo dell’oceano insieme all’oceano, il tempo riprese e tutto fu nuovo.

Parole gentilmente suggerite da Amelie Pojavis
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


sabato 20 agosto 2016

Parole: lupo e scarpa



Titolo: seriamente

"Amore perche’ non fai un bel disegno?" chiesi. Annuí, prese foglio e matite colorate ed inizio’ a tracciare linee con grande passione ed attenzione. Lo osservai in silenzio. Dopo qualche minuto il disegno era terminato. 
Si giro’ verso di me con viso sorridente e disse: “Ti piace?”. 
Presi il foglio e lo osservai con cura. Sembrava una scarpa o forse uno scarpone o forse una papera distorta e quindi con circospezione azzardai: “È molto bello, sembra una scarpa molto colorata”. “Mamma”, mi riprese subito, “non e’ una scarpa, e’ un lupo, non vedi, ha il muso lungo?” 
Ripresi il foglio annuendo: “Adesso che lo dici, in effetti, riesco a vedere il lupo, ma perche’ questo lupo ha una scarpa ad un piede?” Chiesi sorridendo, indicando un punto in basso sul foglio. “Mamma”, riprese serio, “i lupi non portano le scarpe, questo lupo si e’ fatto male una zampa” rispose. 
“Poverino", dissi, “probabilmente adesso vorrebbe la sua mamma vicina”.
Mi guardo’: “si, credo di si” e diventò triste per il lupo. “Allora potresti disegnarla”, suggerii. 
“Si”, mi sorrise, “cosi’ non sara’ solo”. Fiero riprese il suo disegno. 

“Non riuscirò mai ad abituarmi alla meravigliosa serietà dei bambini” pensai con un sorriso.

Parole gentilmente suggerite da Martina Lazzaroni
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


venerdì 19 agosto 2016

Parole: falena e maledizione



Titolo: invidia

"Guardala, è così colorata e bella: può godersi la luce del sole, e sa ravvivare i paesaggi…" 
"Mia cara, anche tu sei una farfalla", disse la mosca. 
"No, io sono una falena, è diverso. Probabilmente sono frutto di una maledizione: le mie ali sono scure, buie come la notte, ed e’ la luna a farmi da faro, non il sole. Non piaccio a nessuno: neanche mi riconoscono a causa del buio della notte." 
"Non dire così mia cara, che importa del colore delle ali se sai volare? E cosa importa del sole caldo e luminoso che affatica vista e battito, quando hai stelle e luna a guidarti? Tu puoi perderti nella magia dei sogni e vagare tra le lucciole." 
"Si, ma loro sono così belle…" 
"Sei bella anche tu sai? Solo da un’angolazione diversa. Ora va, esplora la notte, incontra gli elfi e parla ai gufi. Domattina racconta a una farfalla le tue scoperte e chiedile dettagli sulle sue, cerca forza nella differenza, non debolezza. 

"…A me piace osservare la luna sparire tra le nuvole e poi riapparire, ed amo il fresco della notte e la rugiada…"

Persa tra i miei pensieri non mi accorsi che la mosca era volata via lasciandomi sola, a parlare con me stessa di me stessa.

Parole gentilmente suggerite da Stefano Moratti
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


mercoledì 17 agosto 2016

Parole: bugia e foglio


Titolo: linee

Presi un foglio bianco, lo cullai dolcemente e lo distesi sulla mia scrivania. 
Dormiva. 
Scelsi una matita e mi assicurai che sua la punta fosse ben arrotondata, perché’ non volevo graffiarlo. Iniziai a massaggiarlo disegnando cerchi concentrici e linee parallele. 
Lui non si svegliò, ma iniziò a sognare. 
L’immagine che si creava fu quella di un universo fermo, in movimento, in attesa. Lentamente iniziai a riempire tutto lo spazio. Cambiai anche matite e colori, sempre stando molto attenta a non svegliarlo e a non ferirlo.
Lui dormiva beato.
Accesi una piccola candela, perché’ così nel buio le linee si sentivano perse, a differenza dei cerchi che erano sempre i più sicuri. 
Fu in quel momento che il foglio si svegliò, fu colpa mia e di quella piccola fiamma. Mi scusai e nel farlo dissi una piccola bugia: dissi che la fiamma aveva voluto accendersi per poter ammirare la nostra amicizia. Non ci credette, ma fu felice, sapeva che il nostro era un amore unico e gentilmente sussurrò: "non interrompere il tuo pensiero, le linee hanno ancora bisogno di una fine, o di un inizio", e si riaddormentò o per lo meno così mi sembrò nel buio della stanza.

Parole gentilmente suggerite da Alisa Pojavis
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

Parole: grigliata e piscina



Titolo: l'uovo

Questo posto mi piace: alberi, piscina e quindi… molti insetti. Il luogo perfetto. 
Oggi però il sole è molto caldo e se non voglio venir grigliata viva, sarà meglio che me ne stia all’ombra fino a sera. 

Andai cosi a nascondermi sotto al tetto di una villa vicina e dolcemente mi addormentai. Strani sogni annebbiarono la mia mente: sentii dei suoni, piccoli pigolii. Quando mi svegliai, sorpresa, vidi alle mie spalle un uovo bianco. Era solo e piccolo. Mi avvicinai, guardai intorno, ma non vidi nessuno…Di chi mai poteva essere? 
Lo osservai per ore, ma nulla accadde. Affamata, scesi rapida vicino alla luce più vicina, mangiai un paio di zanzare ed una mosca. Per prendere quest’ultima dovetti fare un balzo e rischiai di cadere in piscina, per fortuna però sana e salva tornai alla tana… 
L’uovo era ancora lì, e lì rimase per giorni, mesi. Poi una mattina sentii gli stessi pigolii del sogno e l’uovo iniziò a rompersi…
Ebbi paura, scappai e trovai un nuovo rifugio, ma poco distante perché' volevo capire chi vivesse in quell’uovo. Poi vidi un piccolo di geco, che timidamente si affacciava al mondo, solo. 
Mi fece tenerezza era così piccolo, perciò decisi di diventare sua amica e lo raggiunsi.

Parole gentilmente suggerite da Giampiero Rusconi.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


martedì 16 agosto 2016

Parole: arancio e bicicletta



Titolo: 101 desideri 

"Una biciletta arancio? Azzardato… però i cestini di vimini con i fiori gialli hanno un loro fascino devo ammetterlo." 
"E’ stato un regalo." 
"E da parte di chi? Sentiamo un po’…" 
"Di qualcuno che sa che amo le bicilette con i cestini di vimini…"
"Hai uno spasimante quindi." "Forse…" 
"E forse, dove lo avresti conosciuto?" 
"All’aeroporto, in biglietteria, avevamo entrambi avuto un ritardo con il volo ed eravamo a chiedere informazioni, per poi scoprire che nessuno dei due aerei sarebbe partito. Siamo andati così a prendere un caffè insieme, e poi abbiamo optato per una cena e poi…"
"E poi? Nulla mi ha riaccompagnata a casa, e oggi si è presentato il postino con questa ed un piccolo bigliettino: 

 “E’ tempo di iniziare a realizzare i nostri sogni e smettere di lasciarli chiusi nei cassetti.” 

Mi aveva chiesto di dirgli qualcuno dei miei desideri, e la bici era nella top 10, ma per un motivo o un altro non l’avevo mai presa." 
"Wow, il ragazzo mi piace. Lo rivedrai?" 
"Per forza l’ho inserito nella lista, ed ho capito che realizzare i miei desideri è ciò che mi rende felice."

Parole gentilmente suggerite da Giuseppe Lodato.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

domenica 14 agosto 2016

Parole: panorama e chiave



Titolo: il mare

Quel giorno ero a casa di mia nonna, la mia casa preferita. Ogni cosa li’ era magica, di cristallo: il pavimento, quando camminavi, rispondeva con dolci scricchiolii, ed i bambolotti, avevano piedi di maialini. 
Ero dietro al balcone, le cui finestre erano chiuse, come sempre, per via delle spine: sì, per le spine di quelle piante grassottelle che riempivano il balcone. Ferma, dietro ai vetri, guardando quel bellissimo panorama con il mare, sentii una voce chiedermi: 
“Perché’ non apri il balcone?" 
“Non ho le chiavi, e ci sono le spine,” risposi. 
“Io ho la chiave”, disse. 
Girandomi vidi un bimbo riccioluto con in mano delle chiavi colorate: ne mise una nella serratura e il balcone si aprì. Lo spettacolo fu incredibile: il mare sembrava più vicino. 
All’improvviso una scala apparve, diretta alla spiaggia. 
“Andiamo,” disse. 
“Ma le spine?” Chiesi. 
“Non ti pungeranno”, ed inizio' a correre. 
Lo seguii. 
Dopo poco ci trovammo sulla sabbia davanti a quel mare che avevo sempre visto solo attraverso i vetri.
“Togliti le scarpe, senti come è fredda”, esortò. 
Toccai l’acqua: era freddissima. 
La annusai a fondo chiudendo gli occhi, quando li riaprii, ero di nuovo sola, dietro alla finestra, sognando da lontano quel mare freddo e profumato.

Parole gentilmente suggerite da Giovanna Cappiello.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

sabato 13 agosto 2016

Parole: sogno e speranza



Titolo: percezione

Avevo un desiderio, uno solo! Ero stanca di essere l’unica non in grado di farlo: avevo venticinque anni e non avevo mai sognato, neanche un piccolo, triste incubo. 
Niente! 
Sapevo che non dovevo perdere la speranza e decisi che era arrivato il momento di lavorare alla cosa seriamente. 
Andai per una settimana a letto presto: scelsi alcune delle mie musiche preferite e lessi racconti evocativi. Dopo musica e lettura, quando il corpo iniziava orami a rilassarsi, guardavo il soffitto immaginando. Non le pecore salterine, perché’ io una pecora non l’avevo mai vista e non sapevo immaginarla correttamente, no! Delle immagini semplici: il mare, qualche amico, i miei giochi da bambina, le scarpe che avrei voluto comprare, o anche, devo ammetterlo, il principe azzurro col cavallo. Insomma per un’intera settimana ci provai, ma nulla! 
Il sogno continuava a non arrivare. 
Poi qualcuno azzardò “magari sogni, ma non li ricordi”…mi sembrò il commento più assurdo del mondo, ma mi piacque perché’ mi diede speranza. 
Presi una videocamera e mi filmai due notti. La prima nulla, ma la seconda: mi muovevo, parlavo…sognavo!!! 
Non potevo crederci! 
Ero così felice! 
Sognavo…anch’io!! 
Non so cosa, ma cosa importa, per scoprirlo avevo davanti tutta la vita.

Parole gentilmente suggerite da Aldo Mello.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


Parole: pepe e carisma



Titolo: il momento

"Ho preso la pentola, l’ho riempita con 450 ml di acqua, ho adagiato sul fondo 70 grammi di riso, ho portato ad ebollizione e dopo 15 minuti il riso era ben cotto. Ho scolato l’acqua e riposto il riso in una ciotola di vetro presa in precedenza. Nel frattempo ho tagliato a rondelle di circa 4 millimetri una zucchina, ho deposto un cucchiaino di olio in una padella calda, lasciato cadere le zucchine nella padella, facendo in modo che tutte fossero correttamente distese e che la padella non avesse spazi liberi. Dopo 5 minuti ho rigirato tutte le zucchine e dopo 10 queste erano perfettamente dorate. Ho unito le zucchine al riso, mescolando lentamente per non maltrattare chicchi e rondelle, anche se queste ultime avevano già perso la loro forma. Ho aggiunto un cucchiaino di soia, per insaporire e dare un po’ di carisma, e poi…" 
Silenzio. 
"E poi?" Chiesi.
Senza più guardarmi rispose: "E poi mi sono bloccata!" 
Aspettai un momento, ma visto che non continuava le chiesi: "In che senso?" 
"Il pepe, non che a me piaccia, ma.." disse, "il pepe non era al suo posto, dove avrebbe dovuto essere, dove lui lo avrebbe messo… Il suo pepe era sparito!" 

E finalmente, dopo mesi di dolore, pianse.

Parole gentilmente suggerite da Serena Campanile.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

venerdì 12 agosto 2016

Parole: seppia e doloroso



Titolo: selfie

Il primo selfie che mi sono scattata risale a quando avevo 5 anni. I colori della foto erano estremamente intensi: ero su un'altalena con la mia migliore amica, sorridevo e guardavo il cielo.
Il secondo selfie l’ho scattato all’età di vent’anni: ero con il mio primo fidanzato ed eravamo in vacanza in una vecchia cittadina medievale. I colori della foto erano caldi: io sorridevo e guardavo dritta di fronte a me.
Il terzo selfie l’ho scattato a quarant’anni: ero con mia figlia al parco, stavolta era lei ad esser appena scesa da un'altalena. La foto era color seppia: io sorridevo e guardavo verso di lei.
Il quarto selfie l’ho fatto a sessant’anni: ero al ristorante con dei colleghi per il mio ultimo giorno di lavoro. La foto era molto bella, in bianco e nero, io sorridevo e guardavo verso l’uscita.
L’ultimo selfie l’ho scattato ieri, ad ottant’anni: ero in camera nel mio letto in compagnia dei miei cari. La foto purtroppo era un po' sfocata: io sorridevo, anche se di un sorriso leggermente piu’ doloroso rispetto ai precedenti, ed i miei occhi erano chiusi...stavo sognando!


Parole gentilmente suggerite da Paolo Merola.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

giovedì 11 agosto 2016

Parole: doloroso, seppia



Titolo: perseveranza

Caro diario,
inseguo una seppia da due mesi. DUE MESI.
Lei mi sfugge, non ha voglia di farsi raggiungere. Ho provato di tutto: ho cambiato angolazione, vocabolario, velocità, ma nulla…continua a rifugiarsi nelle profondità, lontano quanto più possibile dalla mia presenza. Tutto quello che ottengo, ogni volta che provo ad avvicinarmi, sono solo nuvole nere di paura, come se non sentisse il mio amore…come questo è mai possibile? L’amore non dovrebbe trasparire chiaro come bolle nell’acqua? 
Io l’amo: da quando l’ho vista non riesco a pensare ad altro…nella mia mente solo vivide immagini di lunghe nuotate insieme.
Inizia ad essere doloroso.
Ogg, quindi, proverò l’ultima strategia che viene in mente ad una seppia testarda come me: mi fingerò femmina cambiando colore, e mi avvicinerò a lei come fossi una sua amica, rivelandole poi con calma la mia vera identità…
Potrebbe prendermi per un villano, un bugiardo, ma se non tento, avrò perso la mia unica ed ultima possibilità… Spero il suo cuore riesca a vedere oltre le rocce.

Fu così che una seppia conquisto' la sua amata, mostrandole il suono della perseveranza.

Parole gentilmente suggerite da Paolo Merola.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.


mercoledì 10 agosto 2016

Parole: febbre e Salento



Titolo: strade

“Sono in Salento, sono venuto a trovare degli amici che insistevano con la storia del mare meraviglioso…"
...
"Come hai detto? No, non ho voglia di venire in Emilia… e poi lo sai che tra qualche giorno devo riprendere a lavorare…"
...
"Dai mamma, non insistere: l’estate è il momento degli amici…"
...
"Certo che combino guai, ma ricordi che ho trentadue anni?"
...
"No, stasera restiamo in casa perché’ Eugenio ha la febbre, o una qualche forma intestinale…"
...
"Si, certo che lo conosci, è quel mio collega che hai incontrato al cinema quella sera che sei venuta a Parma a trovarmi…"
...
"No, vediamo domani come va, magari facciamo un giro in paese ed al mare andiamo il giorno dopo…"
...
"Si, divertitevi anche voi…un abbraccio a papà.”


“Siamo ancora nel silenzio, vedo”…dice rattristato
“sai come sono…arriverà il momento giusto…”
“esiste un unico momento giusto: quello in cui tu sei te stesso. Perche’ pensi che la tua vita possa influenzare quella degli altri?”
“loro non sono “gli altri”, sono la mia famiglia…”
“appunto perché vuoi che amino qualcuno che non conoscono?…dagli una possibilità o per lo meno dalla a te stesso”


“Mamma? Volevo dirti che ho cambiato idea, ho voglia di tornare qualche giorno a casa ci vediamo venerdì…”


Parole gentilmente suggerite da Luca Merola.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

lunedì 8 agosto 2016

Parole: gatto e viaggio



Titolo: il fiore

Addio mia piccola stella, 
unica luce in grado di illuminare persino le parti oscure del mio animo. 
Addio dolce musa indiscreta, 
abile come un gatto a bilanciarti tra le corde del cuore. Il nostro è stato un incontro di una vita, quella vita che adesso sembra improvvisamente breve per non averci dato tempo di essere un po’ più a lungo: perché lungo non e' mai abbastanza.
Il tempo fa strani rumori, ed ha incomprensibili colori e deviazioni. Ti ho amata nell’unico modo che conoscevo, con l’unico cuore che possedevo e non ho alcun rimpianto: ho respirato con te nel respiro, e camminato con te nelle gambe. 
Grazie! 
Grazie per essere venuta a questo mondo proprio quando lo abitavo anch’io, che perfetto tempismo il tuo. Un miracolo, il nostro, lungo anni e vite meravigliose. 
Ti saluto con il cuore, rinnovandoti la mia promessa: dall’altare all’altare le nostre vite saranno allacciate. 
Adesso però non voltarti ed inizia pure il tuo viaggio. Se ti sentirai sola, ricorda che sola non sarai mai: io ti camminerò di fianco aspettando di riabbracciarti lungo la linea dell'infinito. 
Buon cammino.


Parole gentilmente suggerite da Irene Di Martino.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

domenica 7 agosto 2016

Parole: rosso e oceano


Titolo: volando

"Cosa c’e’ sul fondo?"
"Un corallo." 
"Sul fondo dell’oceano un corallo? E di che colore e’?"
"Rosso." 
"Io non lo vedo:  e’ solo?"
"Sí" 
"E cosa fa?"
"Ascolta." 
"Che cosa?"
"Le onde." 
"Ma sono lontane!"
"Nell’oceano c’e’ continuazione, niente e’ lontano." 
"E tu come lo sai?"
"Lo so." 
"Lo hai visto?"
"Cosa, il corallo?"
"Sì"
"No." 
"E allora?"
"Lo sono stato." 
"Sei stato un corallo?"
"Si, o più' probabilmente un polpo e lo sei stato anche tu, solo che non lo ricordi." 
"Ed ascoltavi le onde?"
"A volte, a volte guardavo il buio." 
"E poi?"
"Non lo ricordo." 
"Non ricordi cosa sia successo dopo?"
"Chi dice che sia stato dopo?" 
"Allora e’ stato prima?"
"Prima di cosa?" 
"Prima che fossi corallo?"
"Non sono mai stato un corallo, io sono una Parula, io viaggio, io volo sull’oceano per ore, per giorni, chi dice io sia stato un corallo che viveva solo sul fondo dell’oceano?" 
"Aspetta, aspetta c’e’ davvero qualcosa di rosso li’ sul fondo."
"Chissà’ cosa e'?" 
"Magari e’ un corallo che ascolta le onde."
"Sì, o solo la nostra immaginazione."

Parole gentilmente suggerite da Fiorella Caccavale.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

sabato 6 agosto 2016

Parole: gioia e serenita'





Titolo: il cerchio

Non lo avevo mai fatto, ma mi feci coraggio: lo presi e lo portai con me, avvolto in un panno umido. Era mattino presto, l’ora perfetta, ma la strada era lunga, ci sarebbe voluto tempo per trovare il luogo adatto. Attraversai le strade della mia città, perche’ sapevo che quello non era il posto che stavo cercando. Uscii cosi dal centro cittadino e continuai il mio cammino. Il sole era ormai sorto ed il cielo iniziava dolcemente a riscaldarmi. 
Fu un momento di estrema serenità’: quel momento in cui tutto è fermo, ma sta per cominciare e tutto è ancora possibile. 
Un’ora dopo arrivai in quella splendida radura, posai lo zaino sul terreno, presi la pala e scavai. Feci un buco circolare, largo lo spazio delle sue radici, e lo piantai. Tornai a casa con il cuore leggero, pieno di gioia
Per un intero anno, ogni giorno, ripetei il mio rituale. Piantai trecentosessantacinque alberi ad un’ora di distanza da casa camminando in ogni direzione. Creai così un cerchio alberato attorno al mio cuore. 
Dopo un anno tornai nel primo luogo e ripercorsi il cerchio, alcuni non ce l’avevano fatta, ma molti erano lì forti e sicuri a proteggere il mio spirito.



Parole gentilmente suggerite da Laura Papoff.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

venerdì 5 agosto 2016

Parole: bambino e vita



Titolo: rincorriamoci

Caro Matteo, 
come sei cresciuto dall’ultima volta che ti ho visto, quando eri ancora bambino
Ricordo che amavi disegnare: continuavi a mostrarmi, felice, spaventosi dinosauri senza denti. Ricordo anche che osservavi per ore le formiche nel giardino: volevi forse fare il mirmecologo? Più di tutto però quello che ti piaceva era raccontare storie: a volte con draghi e castelli, altre con leoni e giraffe. 
Mio caro bambino, quanto tempo sarà passato da quando saltavi la corda? Quando a nascondino l’armadio era il tuo unico nascondiglio, ma che non avresti cambiato per nulla la mondo… I giorni delle corse in bicicletta e dei gelati sciolti tra le mani. Quel tempo in cui da solo, orgoglioso, andavi sott’acqua “senza naso”, e scrivevi lettere in formato ipovedenti. 
Quello che mi spiace di più è l’incapacità di ricordarci in tutti i dettagli. Nei momenti da solo, cosa ci dicevi? 
Sarebbe cosi utile saperlo nei giorni di tempesta!

Caro Matteo, 
anche se la vita ci ha trasformato, spero che in futuro sarò ancora in grado di ricordare le tue risate per il solletico sotto ai piedi. 
Ti cercherò’ sempre, ma ti troverò sempre perché scrivo per non dimenticarti. 

Il tuo Matteo diventato grande.

Parole gentilmente suggerite da Gianluca Vela.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

giovedì 4 agosto 2016

Parole: gatto e figlio




Titolo: Futuro

Tornai a visitarlo come tutti i pomeriggi.
"Ho un figlio!" Mi disse. 
"Davvero?"
"Si, certo, che domande." 
"E come si chiama?"
"Il sole non tramonta mai prima del tramonto!" 
"Un nome un po’ lungo non crede?"
"No, scusa pensavo ad alta voce, si chiama Futuro." 
"Un bel nome…credo."
"E tu?" 
"Io sono un gatto."
"Si, certo, che risposte. Tu non hai una famiglia?" 
"Io? Non lo ricordo…credo di averla persa…Mi spiace…non lo so."
"L’alba non sorge mai prima che il sole sorga. Scusa, pensavo ancora ad alta voce." 
"E dove si trova adesso Futuro?"
"Lontano." 
"E non ha voglia di raggiungerlo?"
"Non troppo in fretta, sono sicuro che arriverà da me prima o poi." 
"Io al posto suo sarei preoccupato."
"Che sciocchezza! E di che cosa saresti preoccupato?" 
"Non so, che si perdesse, che non trovasse la strada di casa…"
"La paura porta indietro amico mio, non avanti, e non è la direzione che avevo voglia di intraprendere. Mi accompagni?" 
"Dove andiamo?"
"Dalla tua famiglia." 

E così il gatto si incamminò in cerca della sua famiglia perduta, insieme ad una tartaruga che aspettava pazientemente di rincontrare il suo Futuro.

Parole gentilmente suggerite da Marialuisa Diamante.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.










mercoledì 3 agosto 2016

Parole: estate e amici



Titolo: Bianco

"Facciamo un gioco?"
"Si."
"Io dico una parola e tu dici il primo colore che ti viene in mente quando la senti, hai voglia?"
"Va bene."
"Albero?"
"Verde come le sue foglie."
"Estate?"
"Giallo come la sabbia."
"Casa?"
"Marrone come il legno."
"Famiglia? Bianco come il foglio su cui dovrei disegnarla… anche se ancora non so come sara’…"
...
"Amici?"
"Nero, come il colore della nostra pelle…il colore che mi mancherà’."
"Viaggio?"
"Blu, come il cielo...andremo in aereo sa?"
"Si, lo so. Fratelli?"
"Rosa, come il colore dei loro sorrisi."
"Scuola?"
"Rosso, come il quaderno degli esercizi."
"Pallone da calcio?"
"Azzurro come il gol che ho segnato alla finale."
"Tu?"

"Se non hai voglia non devi rispondere…"
"E’ che io…non vedo solo un colore, ne vedo tanti…e’ piu’ un arcobaleno… e non so quale scegliere…"
"Direi che l’arcobaleno va benissimo come risposta, anzi e’ semplicemente perfetto."
"A me piacciono molto gli arcobaleni."
"Anche a me."
Sorrisi e sorrise anche lui.
"Hai paura?"
"Un po’…"
"Anche io a volte ne ho, ma andrà' tutto bene."


Parole gentilmente suggerite da Valentina De Fazio.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.

martedì 2 agosto 2016

Parole: sole e serenita'



Titolo: ti voglio bene

"Ogni volta che se ne vanno, ho come la sensazione che restiamo piu’ sole."
"Non c’è più sole?" 
"HO DETTO QUANDO VANNO VIA RESTIAMO SOLE."
"Ah! Pensavo parlassi del tempo." 
"Solo io, te ed il nostro giardino…"
"Vuoi adottare un cagnolino?" 
"Ma quale cagnolino…HO DETTO CHE RESTIAMO IO, TE ED IL NOSTRO GIARDINO."
"Ah! Mi sembrava strano volessi un cagnolino… E questo non ti da’ serenità?" 
"Non è questo: è questa storia del tempo, delle persone, degli affetti…"
"Io ti voglio bene." 
"Lo so, anche io ti voglio bene."
"Perché’ ce lo stiamo dicendo?" 
"Non lo so…"
"Ah, si, perché’ tu dici che restiamo sole anche se siamo insieme." 
"Eh già!"
"E poi nessuno è mai davvero solo…a meno che non voglia esserlo, ma in quel caso e' una scelta. Non essere triste…c’è ancora il sole fuori…" 
"Ma se non ci vedi…"
"Ci vedo, ci vedo. Vedo…il necessario, risparmiandomi inutili dettagli…”disse sorridendo. 
"Allora visto che c’è ancora luce, che ne dici di andare in giardino per un bel te' con dei biscotti?"
"Il te' va bene, ma non ho voglia di ascoltare Pavarotti." 
"Pavarotti? Ah! ED HAI VOGLIA DI BISCOTTI?"
"Si, di quelli al cioccolato per favore…" 
"Vado."

Parole gentilmente suggerite da Lucia Ambrosio.
Se anche tu hai voglia di inviare le tue due parole Clicca qui!.