mercoledì 27 luglio 2016

Parole: corsa e fatica




Titolo: i sogni 
 
Per lungo, lunghissimo tempo, non mi ero accorta che la mia era stata solo una stupida corsa. Non avevo avuto il tempo di guardarmi indietro, di guardare avanti, o di aprire qualche cassetto…ero solo andata, veloce, come un’onda. Una corsa, non di quelle benefiche per il corpo o quantomeno per la mente, no! Una corsa superflua, inutile, che avrei potuto risparmiare semplicemente sognando… e che mi era per di piu’ costata fatica, mica una corsa surreale senza sudore, no! Una corsa che aveva provocato perdite, dolori, amarezze, ansie, urla. 
Ma… (perché’ c’è quasi sempre un ma)…quella corsa così insulsa mi aveva fiaccata cosi tanto, e lasciata a secco di energie, da costringermi a fermarmi. 
E lì…in quella stanchezza, proprio quando mi ero sentita stupida più di sempre per la pausa, ebbi tempo di riprendere fiato, bere acqua, fare una doccia, cambiarmi d’abito, dormire e quindi…sognare. Nei primi momenti anche i miei sogni furono fiacchi, stanchi, senza voglia, ma poi pian piano, rilassati, ripresero a creare realtà irreali da realizzare e mondi incompresi da comprendere. Fu così che sognai il senso ed iniziai a correre per raggiungerlo, ma con lunghe pause nel mezzo.

Parole gentilmente suggerite da Gennaro Perillo
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