domenica 3 luglio 2016

Parole: castellana e canile



Titolo: il mercante in fiera

“Amore a che ora stasera?”
“Credo la festa inizi alle nove, magari vieni il pomeriggio, cosi ci vestiamo insieme”
“Ok, da cosa ti vesti?”
“Da castellana e tu?”
“Castellana?”
“Una donna che vive in un castello.”
“Ah! Io volevo portare Bach e vestirmi da “volontario di canile.”
“Non esiste un volontario di canile al mercante in fiera.” Scoppiò a ridere. “Hai letto la mail?”
In realtà solo l’oggetto. “Non tutta” aggiunsi, “chi è questo mercante?” Chiesi perplesso.
“E’ un vecchio gioco di carte con su dei personaggi. Devi vestirti come una delle carte.” Continuava a ridere. “Magari potete vestirvi da dalmata tu e Bach, il dalmata è una carta.”

Dovevo vestirmi come una carta…
“Vada per il dalmata” Presi un lenzuolo bianco, lo riempii di macchie e feci dei buchi per la mia faccia e la coda di Bach.
Non avevo mai compreso il fascino di fingersi qualcun altro, a me piaceva essere me’ stesso. Quella sera però passai tutto il tempo a quattro zampe e compresi la prospettiva e le difficoltà dell’essere un cane.
E’ importante indossare i panni degli altri, pensai, ci aiuta a comprenderli e a non giudicarli.
Con un po' di male alle ginocchia andai a dormire sereno.



Parole gentilmente suggerite da Greta Berteselli.
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