sabato 9 luglio 2016

Parole: candela e sbaglio


Titolo: la cena

Entrando, spensi la luce per sbaglio, ma non ebbi alcun desiderio di riaccenderla. Rimasi, invece, al buio, un istante, ad osservare le ombre sui muri: qualcuno danzava. 
Vidi Blu sul nostro divano rosso, ma il buio non aiuta la vista, così, pigro, accesi una candela. Tutto divenne romanticamente seppia e, nonostante non ci fossero piu’ tracce di Blu sul divano arancione, notai la tavola ordinatamente apparecchiata. 
Due piatti, due bicchieri, due forchette, due coltelli e due tovaglioli. 
Immaginai l’ospite che non mi aveva invitato ed il suo sorriso avvolgente. Mi sedetti al tavolo, composto, dopo aver ben disteso la giacca sul pavimento. 
Quando lei entrò nella stanza sussultò di felicità. Le sorrisi con gli occhi, lei rispose coi suoi. Quando a un passo l’una dall’altro, spegnemmo la fiamma. 
A che serve la luce quando il buio già brilla? 
Iniziammo a ballare al ritmo di una musica silenziosa: respirammo i nostri sorrisi, abbracciamo i nostri pensieri, e baciammo il nostro tempo. Dimenticammo le sequenze e camminammo al contrario. I piedi galleggiarono, ma nessuno si preoccupò di riportarli per terra. Non dicemmo nulla, ma ci ascoltammo profondamente, e fu cosi' per sempre.


Parole gentilmente suggerite da Roberto Vela.
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