domenica 31 luglio 2016

Parole: resilienza e portolano


Titolo: abbracci

"Attenzione per favore, tornate tutte indietro, il livello dell’acqua sta salendo, inizia a diventare pericoloso per la regina e per le uova, dobbiamo creare una zattera…
Tutti ai propri posti, suvvia. 
Ricordate: abbracciatevi forte con braccia e gambe, tutte le gambe, e non lasciate mai la presa, finche’ non toccheremo terra di nuovo. Non abbiate paura, neanche voi lì sul fondo vicino all'acqua: l’aria vi arriverà." 
"E la regina, le uova?" 
"Perfetto, perfetto! Così andiamo benissimo…Non preoccupatevi, la regina ha una resilienza molto più alta della nostra: è sulle nostre schiene e se terremo duro, non si bagnerà…e nemmeno le uova." 
"Ma dove approderemo?"
"E chi lo sa!…si dovrebbe consultare un portolano per saperlo!" 
"Un che?" 
"Niente, niente…cosa importa dove andremo? Noi siamo casa, colonia e famiglia. Se resteremo unite, continueremo ad esserlo ovunque." 
"Quanto ci vorrà?" 
"Chi può dire quanto a lungo dureranno le piogge? Ci vorrà più' o meno il tempo necessario a valutare i nostri abbracci…voi quindi, concentratevi su di essi: al momento, sono la sola cosa che conti…" 

E fu così che, terminata la tempesta, le formiche di fuoco approdarono in un nuovo squarcio della foresta ed insieme, poco a poco, ricostruirono il loro formicaio.

Parole gentilmente suggerite da Gianluca Petrillo
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Parole: amore e passione



Titolo: Le cinque fasi

Il giorno in cui sono morto è stato un giorno normale. Sono andato a lavoro, e dopo qualche ora a pranzo con dei colleghi. 
All’uscita dal ristorante però, nessuno è ritornato in ufficio. Credo ci sia stato un incidente…non so di più, qualcuno, più sensato di noi, ha evitato i dettagli. 
Sono morto.
E basta.
Senza ansie, paure e preoccupazioni.
Un momento prima ero nel qui ed ora, ed il momento dopo nel dove e quando in compagnia di me stesso. 
All’inizio, ho pensato ci fosse stato uno sbaglio…poi invece ho iniziato ad arrabbiarmi: mi sembrava tutto ingiusto. Credo sia per questo che mi abbiano lasciato qui così a lungo. Avevo paura e mi sentivo triste ripensando all’amore, e ripercorrendo i momenti della mia vita: la passione e l’impegno nel costruire castelli, a volte di sabbia, e le fobie e le ansie per problemi esistiti, ma non sempre. Poi improvvisamente, pieno di energia, ho deciso di esplorare qui intorno per cercare una spiegazione, un senso… dopo poco però mi sono sentito di nuovo solo, e mi sono sdraiato accompagnando la mia depressione. 
Da steso però, ho visto che…effettivamente ero morto! 
Davvero. 
Finalmente, sorridendo per questa grande illusione, sono andato via.

Parole gentilmente suggerite da Mario Cappiello
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venerdì 29 luglio 2016

Parole: liberta' e cambiamento


Titolo: liberta'

Sì, sì, esci pure…tanto che tu ci sia o non ci sia poco cambia, sei sempre cosi' impegnato...non pensi mai a me… 
Io? 
Io…mi metterò comodo sul divano a dormire, mangerò, berrò un po’ d’acqua e…mi annoierò come faccio spesso. 
Sì, lo so, lo so “la noia aiuta a cercare in se’ stessi fantasia, sogni e speranze", è inutile che tu continui a ripetermelo. Magari pero' oggi, potrebbe passare nel giardino sotto alla nostra finestra, quel simpaticone del gatto dei vicini. Magari, quindi, spenderò del tempo a discutere con lui sui vantaggi dell’aria condizionata, anche se non sono ancora sicuro, al contrario di te, che davvero ne abbia. Comunque come ti dicevo, va pure, divertiti, incontra gente, rilassati, lavora, fa pure il cavolo che ti pare…io, io resto qui! 
Non dispiacerti se non sarò sveglio ad aspettarti al tuo ritorno…magari, nella noia, qualche altro pisolino sarà saltato fuori, magari la mia fantasia mi avrà portato verso la libertà di essere me stesso…fuori da questa gabbia dorata. Magari sarà l’inizio di un cambiamento, e quando tornerai io sarò in giro con qualche amico, su tutte e quattro le mie zampe, in quel caso…non aspettarmi sveglio, perché’ tornerò, ma farò tardi.

Parole gentilmente suggerite da Sara Cappiello
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Parole: castello e prato


Titolo: Il castello

“Amore, lo vedi quel castello laggiù?”
“Dove?” 
“Li, alla fine del prato…” 
“Aspetta un attimo…si, intravedo qualcosa. Vedo… due torri, giusto?” 
“Si, ed un muro basso tutto intorno…” 
“Per proteggere il giardino dal freddo, immagino.” 
“Beh si, certo, altrimenti durante le grandi piogge i conigli non avrebbero un caldo rifugio.” 
“Ovvio. Per essere un castello, non è molto grande…ci saranno al massimo tre o quattro camere.” 
"Si, mi sembra proprio delle dimensioni giuste…a che servirebbe altro spazio? Creerebbe solo distanza…. “ 
“Credo anch’io. Immagino che le camere siano suddivise su due piani in modo che i gatti abbiano modo di giocare.” 
“Si, e nel giardino ci sarà senza dubbio una piccola altalena per permettere ai passeri di dondolarsi.” “Ma certo! Riguardandolo meglio, sembra proprio bellissimo.” 
 … 
“Allora quando andiamo a viverci?” 
“Non appena avremo definito gli altri dettagli che desideriamo, amore mio… poi inizieremo a piantare gli alberi del giardino ed il sogno si avvererà…" 
“Perfetto! Allora concentriamoci ancora un po’, ad esempio: per il colore delle ringhiere, pensavo ad un rosso scuro…” 
“Bello! Ed i pomelli in legno chiaro.” 
“Pensavo lo stesso anch’io.” 
“E” 


Parole gentilmente suggerite da Lucia Della Luna Maggio
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mercoledì 27 luglio 2016

Parole: amore e tesoro


Titolo: i colori

"Cosa rappresenterà?" chiesi dubbioso.
"Secondo me è una scena d’amore."
"E da cosa lo dedurresti?"
"Dalle linee sinuose, i colori delicati, le sfumature…i sussurri del pennello, i tocchi leggeri, gli sguardi rubati. Ci sono poche ombre, ma molta luce: è un momento felice. Inoltre in alcuni punti l’artista ha evidentemente preferito utilizzare le dita ai pennelli….probabilmente per toccare con mano il suo sentito, renderlo più reale, quasi dimensionabile."
"Davvero riesci a vedere così tante cose in questa immagine estremamente astratta, per non dire completamente indefinita?" Chiesi perplesso.
"L’amore è sempre astratto con margini sciolti e consistenza di vapore… come il vento o la luce. Tu come dipingeresti il vento?"
"Non ho idea…forse con delle linee orizzontali?"
"Si, si cerca spesso di definire l’indefinito…a molti non piace l’assenza di confini…anche se è così bella. Per me questo quadro è un tesoro : è raro."
"Mi spiace, ma io non ci trovo nulla di interessante, sarà che non sono un esperto…"
"Non bisogna essere esperti per sentire l’arte…dipende solo dal punto in cui ci troviamo noi ed il punto in cui si trovava l’artista e quanto lontani questi due punti si trovino nell’universo."

Parole gentilmente suggerite da Luigi Capocotta
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Parole: corsa e fatica




Titolo: i sogni 
 
Per lungo, lunghissimo tempo, non mi ero accorta che la mia era stata solo una stupida corsa. Non avevo avuto il tempo di guardarmi indietro, di guardare avanti, o di aprire qualche cassetto…ero solo andata, veloce, come un’onda. Una corsa, non di quelle benefiche per il corpo o quantomeno per la mente, no! Una corsa superflua, inutile, che avrei potuto risparmiare semplicemente sognando… e che mi era per di piu’ costata fatica, mica una corsa surreale senza sudore, no! Una corsa che aveva provocato perdite, dolori, amarezze, ansie, urla. 
Ma… (perché’ c’è quasi sempre un ma)…quella corsa così insulsa mi aveva fiaccata cosi tanto, e lasciata a secco di energie, da costringermi a fermarmi. 
E lì…in quella stanchezza, proprio quando mi ero sentita stupida più di sempre per la pausa, ebbi tempo di riprendere fiato, bere acqua, fare una doccia, cambiarmi d’abito, dormire e quindi…sognare. Nei primi momenti anche i miei sogni furono fiacchi, stanchi, senza voglia, ma poi pian piano, rilassati, ripresero a creare realtà irreali da realizzare e mondi incompresi da comprendere. Fu così che sognai il senso ed iniziai a correre per raggiungerlo, ma con lunghe pause nel mezzo.

Parole gentilmente suggerite da Gennaro Perillo
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martedì 26 luglio 2016

Parole: destra e sinistra


Titolo: l'abbandono

Tra trecento metri girare a destra.
Girare a destra.
Tra cinquanta metri sempre dritto.
Alla rotonda prendere la prima uscita sulla sinistra.
Prendere la prima uscita sulla sinistra.
La destinazione si trova tra dieci metri sulla destra.
Destinazione raggiunta.
"E quindi? Questo sarebbe il luogo dell'incontro? Una villetta abbandonata ed una palazzina con un piccolo bar che però… è chiuso? Meno male che piove a dirotto e fa freddo."
Ricontrollo l’indirizzo, ma scopro subito che è quello corretto…"Arriveranno…spero…e mi porteranno da qualche altra parte, più…viva."
In attesa, all’interno dell’abitacolo, decido di metter su un po’ di musica per riscaldarmi. Il suono riempie lo spazio, rilancia le emozioni, e la pioggia, finalmente, acquista il suo ritmo... ed io mi incanto a guardarla. Dopo quindici minuti li vedo arrivare tutti insieme, non si accorgono che sono in auto, vista la pioggia. Li osservo per un momento, e vedo che si fermano davanti alla villetta abbandonata…e…"Ma che fanno? Entrano? Quel posto potrebbe cadere a pezzi"…Per un attimo, penso di fare retromarcia e andare via, ma… si sa alle nostre passioni solo noi stessi possiamo essere di intralcio…Slaccio così la cintura, prendo la tromba e li raggiungo, magari qualcosa di buono nascerà dalla nostra perseveranza.

Parole gentilmente suggerite da Marta e Alessio
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domenica 24 luglio 2016

Parole: ninja e collana


Titolo: dall'altra parte del velo

"Sono stufa di dormire in questo scantinato…puzza!"
"Non dire così amore, sai che è l’unico modo per sopravvivere al freddo… Siamo fortunati comunque, presto inizierà la primavera e poi arriverà finalmente l’estate: la nostra stagione. Goditi questo riposo invernale e dimentica il cattivo odore, perché’ presto inizierà il lavoro…quello duro."
"Ci odiano!"
"Sì, credo sia per via del ronzio emesso dalle nostre ali…Forse, se sarai silenziosa, rapida ed invisibile come un ninja, e ti focalizzerai sulla parte del collo di quelli che portano la collana, che non fa sentire il tuo peso, non si accorgeranno di te."
"Per fortuna sono lenti... ci odiano così tanto che se fossero meno pesanti e più rapidi saremmo tutti morti."
"Amore, non avere paura, andrà tutto bene… lo sai questo sarà un periodo importante… ricorda: lo fai per i nostri piccoli…"
"Lo so."
"Vorrei tanto venire con te, ma a me quel sangue non serve e non saprei come aiutarti…Stai molto attenta, per favore…"
"Lo farò, non preoccuparti…"

E fu così che dopo aver fatto qualche piccola puntura in una calda notte d’estate, riuscii finalmente a deporre le nostre uova in un bellissimo sottovaso blu...

Parole gentilmente dedicate a Pablo Rusconi
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sabato 23 luglio 2016

Parole: buio e fagiolino


Titolo: Le prove

Scusate? Ahem! Per favore, non ci distraiamo! Abbiamo pochi giorni.
Rileggiamo di nuovo il copione. Partiremo con una scena di buio, poi la luce si accendera' su di te, Giuliana, stesa al suolo, rannicchiata come un fagiolino. Non ti muoverai fino all’inizio della musica ed alla parola “Vivo”. A questo punto ripeterai i tuoi passi come se nuotassi, ma, cosa più importante, ricorderai di non sollevare dal pavimento nemmeno una piccola parte del tuo corpo. 
Suvvia voi altri, non fate quelle facce! Lo so che proviamo questa scena per la quarta volta, ma nel teatro e’ cosi’ ci vogliono ripetizioni, la nostra e’ finzione trasformata in realta’ e la finzione per essere reale deve essere perfetta, non dimentichiamolo.
Dicevo…quando la luce, dopo una pausa, tornera’ su di te Giuliana, inizierai prima a gattonare e poi a camminare danzando… 
Qui tutto nasce con una nascita, e’ un momento importante: il punto di partenza. Siamo fortunati perche’ senza inizio che storia avremmo mai potuto pensare di raccontare? 
Ora, per favore, proviamola di nuovo e voi altri sedetevi pure tra gli spalti, avrete un’impressione piu’ veritiera. 
Spegnete le luci… ai vostri posti… uno, due, tre, in scena.

Parole gentilmente dedicate a Anna Fusco
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venerdì 22 luglio 2016

Parole: volonta' e passione


Titolo: il peso

“Abbiamo seguito le sue volontà, provveduto alla cremazione ed al cospargimento delle ceneri in mare: la sua passione. Il resto lo troverà in questa lettera.” 
Aspettarmi? Nonostante le corse ed i treni presi per arrivare, loro avevano già fatto tutto… 
Così aprii la lettera: 

“Caro nipote, 
ho gran stima per te, non arrabbiarti quindi se lascio gli incarichi relativi al mio corpo ad altri, non sono la parte importante. Allo stesso modo non prendertela se quei pochi soldi che ho, li lascio al figlio del vicino che ha perso il lavoro. Tu hai un lavoro ed una casa: i soldi non danno la felicità, e se troppi creano solo confusione. In compenso ho un regalo per te, che è un ricordo ed anche la risposta ad una delle domande che mi hai posto l’ultima volta in cui ci siamo visti. Lo troverai a casa tua.”

Tornai dopo tre giorni di lacrime e ricordi, e quello che trovai fu la sua antica bilancia con i pesi in ottone: era bellissima. Quanto tempo avevo speso giocandoci, incantato dal fatto che un oggetto piccolissimo potesse pesare più di uno grandissimo? 
Vicino un messaggio: “Questo è stato il significato della mia vita. Con affetto, tuo nonno.”

Parole gentilmente dedicate a Nicola Forte
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giovedì 21 luglio 2016

Parole: quaranta e rock



Titolo: i soldatini

"Cosa vedi?"
"Aspetta un attimo…" 
"Allora?... Cosa sta facendo?" 
"Sembra stia giocando con.." 
"Con?" 
"Prima di tutto per favore abbassa la radio, non sapevo amassi il rock… a me fa venire mal di testa…" 
"Che noiosa… va bene. Con che cosa sta giocando?" 
"Credo siano soldatini…" 
"Soldatini? Cosa fa, si prepara alla guerra?" 
"Non essere sciocca…vedo delle file…quattro file da dieci…" 
"Quaranta." 
"Si, ce ne sono almeno quaranta." 
"Beh, io pensavo fosse strano, ma cosa c’entrano i soldatini?" 
"Il fatto che sia una persona carina, non vuol dire essere strani te l'ho gia' detto…anche se non capisco perché' giochi alla guerra…aspetta un momento, ma che fa?" 
"Che fa?...dai fammi vedere." 
"Un attimo…ha girato tutti i soldatini in direzione della nostra finestra…" 
"Ci ha viste?" 
"Forse, ma adesso non c’è più…" 
In quello stesso momento sentiamo suonare alla porta, nostra madre aprirla e poi chiamarci. Scendiamo come due fulmini e la troviamo da sola con in mano un mazzolino di fiori di campo: "Il figlio dei vicini è venuto a portare questi per voi…" 
Senza parole e rosse in viso risaliamo in camera. 
"E adesso cosa fa?" 
"I soldatini ora sono stesi tra i fiori, sembra formino una parola…" 
"Quale?" 
"Pace."

Parole gentilmente dedicate a +Luca Merola 
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Parole: limone (albero) e teorico


Titolo: il sogno

"Ho sognato un albero di limoni, era pieno di frutti, erano grandi, lucidi…ma non riuscivo ad avvicinarmi, potevo solo guardarlo, ammirarlo, ma non muovermi o toccarlo…" 
"Era tutto molto teorico quindi…e come si sentiva?" 
"Ero nervoso, e pensavo tutto il tempo a come fare per poterlo raggiungere: cercavo la soluzione." "Capisco... e poi? Cos’è successo?" 
"E’ arrivato un gatto, ha fatto un gran balzo ed è andato a raggomitolarsi su uno dei suoi rami…" 
"E lei come si è sentito?" 
"Avrei voluto esser gatto anch’io, ma poi, magicamente, per il peso del gatto sul ramo, un limone è caduto al suolo ed è rotolato proprio vicino a me. Improvvisamente potevo di nuovo muovere le braccia, così ho raccolto il limone." 
"Quindi il gatto l’ha aiutata ad ottenere quello che voleva?" 
"Non lo so perché’ poi ho annusato l’agrume, ne ho provato il sapore ma…non mi piaceva, non mi interessava più…così mi sono voltato e sono andato via…" 
"Capisco…e come si è sentito in quel momento?" 
"Quando mi sono svegliato, ero sereno."

Parole gentilmente suggerite da Jill Kruchensky.
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mercoledì 20 luglio 2016

Parole: cammino e sole




Titolo: Il giglio

"Ciao."
"Chi ha parlato?" 
"Sono qui, alle tue spalle."
"Non ti vedo." 
"Voltati e mi vedrai."
"Avvicinanti tu, è più semplice." 
"Io non cammino."
"Non cammini?" 
"No, io non cammino, sono sempre nello stesso posto."
"Davvero? Ma parli, come è possibile che non cammini?" 
"Non tutti quelli che parlano camminano, non lo sapevi?"
"Beh, io non…ah eccoti, in effetti non lo sapevo." 
"E sapevi che non tutti quelli che cammino parlano?"
"Mi stai confondendo… ma se non cammini, cosa fai durante il giorno?" 
"Di giorno guardo il sole."
"Tutto il giorno? E non hai caldo?" 
"Qualche volta."
"E di notte?" 
"Beh, di notte guardo la luna."
"E non hai freddo?" 
"Qualche volta."
"E com’è la vita da fermi?" 
"Beh, io mi domando il contrario: dove andate tutti sempre in movimento, quando sole, pioggia, vento, e neve arrivano comunque?"
"Beh, io… cerco da mangiare, e poi… torno a casa dalla mia famiglia." 
"Io sono già a casa, ho già quello di cui mi nutro, e spesso passano a farmi visita. Vorrà dire che si può camminare tanto, anche restando fermi… Continua pure il tuo viaggio, ora sappiamo entrambi che non verrò con te perché’ il mio è un viaggio differente. A presto."

Parole gentilmente suggerite da Amelia Wanderlingh.
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martedì 19 luglio 2016

Parole: dvd e targa


Titolo: Il silenzio 

Era andata via da due anni, ed erano stati molto difficili. Avevo vagato alla ricerca di una motivazione per mesi, senza risultati. Quel giorno però decisi di riaprire lo scatolone in cui avevo gettato i nostri ricordi. Ritrovai la targa con i nostri cognomi per la porta di casa, le nostre tazze preferite, il dvd del nostro primo pomeriggio insieme, gli anelli che, non potendo sposarci nel nostro paese, avevamo deciso di scambiarci in segno di unione, e la lettera…quella con cui una mattina di inverno se ne era andata, lasciandomi sola. Un messaggio in codice, senza spiegazioni. La rilessi ad alta voce: 
“Il tempo si è concluso, la strada era spezzata e non ho avuto la forza di continuarla. Nessun motivo unico, tanti motivi sparsi. Non ero felice e quindi non potevo farti felice. Ti porto nel cuore, mi spiace.” 
Ed in quel momento fu chiaro: era la forza che era venuta meno, la pazienza, la costanza, la tenacia, la fantasia, l’amore, la perseveranza, i ricordi, i battiti. Si era arresa, aveva preferito la fuga all’impegno…era scappata e... cosa importavano i motivi?…non era quello di cui avevo bisogno, io avevo bisogno di una persona che durante la tempesta restasse vicina per ripararmi dal vento.

Parole gentilmente suggerite da Vincenzo Mello.
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lunedì 18 luglio 2016

Parole: amore e lontananza


Titolo: i numeri

In lontananza, vidi il treno arrivare al solito binario: il numero tre. 
Era in orario! 
Dalla nostra carrozza, la numero sei, scesero sette persone e ne salirono quattro: due donne e due uomini, me compreso. Dodici posti erano liberi: ne scelsi uno vicino al finestrino, cosi’ come una delle due donne salita insieme a me. 
Lei, mi si sedette di fronte, ed inizio’ a leggere un romanzo intitolato: “L’amore in un chicco di riso”. Era bellissima, visibilmente in stato interessante, e gentilmente stanca per il suo meraviglioso lavoro di scrigno. 
“Quante pagine ha questo libro?”, le chiesi, mentre a mente facevo una stima di circa 215 pagine. 
Lei cerco’ il numero sull’ultima pagina e rispose rapida “207” 
“E quante ore mancano al parto?” continuai. 
“253, come ben sai amore” rispose. 
“Pensavo leggessi un libro di 253 pagine” sorrisi. 
Lei sorrise di rimando e disse: “Presto saremo genitori”. 
“Si,” risposi “in 253 ore, anche se il dottore ha detto che "questa e’ solo una stima molto, molto approssimativa, le cose potrebbero andare diversamente, ma non esiste un modo esatto per sapere cosa accadrà’"”. 
“Andra’ tutto bene” rispose lei. 
“Certamente” le dissi.


Parole gentilmente suggerite da Anna Scandurra.
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domenica 17 luglio 2016

Parole: adozione e attaccamento


Titolo: la lettera

Caro fratello, 
qualunque sia la tua lingua, il tuo colore, la tua religione, qualunque sia il tuo sorriso, il tuo profumo, la tua sensazione. Vorrei ci stringessimo le mani, e che tu mi spiegassi le nostre differenze e poi ascoltassi le nostre differenze. Vorrei che riuscissimo a creare un’adozione tra i nostri pensieri. Vorrei che il legame, l’attaccamento a questo mondo, a questa vita, diventassero così forti da spezzare retroscena, burattini e burattinai. Vorrei che il mio sole sorgesse per te ed il tuo sole sorgesse per me. Vorrei imparare dalle nostre esperienze, lasciando insieme cadere queste inutili monete. 
Cosa importa chi vola più in alto, o chi arriva per primo? E’ forse più viva un’aquila rispetto ad una farfalla? o forse più morto un leone rispetto ad una gazzella? 
Chi possiede e non sa, dove va? Cosa faremo quando avremo, ma non saremo? 
Sorridiamoci quindi, rispettosamente, e intrecciamo speranze, vite, e destini, mescolando sentieri, odori e dissapori in uno scambio delicato d’amore.
Sto venendo a trovarti.
Ci vedremo presto. 

Presi il mio zaino e parti' per il mio cammino, senza più' paura.


Parole gentilmente suggerite da Simona Cao.
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venerdì 15 luglio 2016

Parole: stupidita' ed umiliazione



Titolo: Con un battito d'ali

"Oh! Smettila di chiedere: e quindi?, e quindi?. E quindi se n’è andata!"
"Come se n’è andata?"
"Si, ha spiccato il volo: è andata via. Secondo me ha dimostrato…"
"Stupidità?"
"No, stavo per dire coraggio. Non si è fatta spaventare dalle opinioni degli altri, e non ha avuto paura di sé stessa. Ha accettato il cambiamento. Tutto qui."
"Pensa quando gli altri l’anno vista... che umiliazione!"
"Ma quale umiliazione. Cosa avrebbe dovuto fare? Era diversa, non era più come noi, e poi secondo me era molto più bella."
"Bella? Così magra che sembrava non mangiasse da mesi, e poi tutti quei colori, non sai che solo il nero è elegante?"
"Pensa pure quello che vuoi, intanto lei adesso è chissà dove a vedere cose che noi non abbiamo mai neanche immaginato, e soprattutto e' libera di essere se' stessa. Sai che ti dico? E’ stata fortunata a poter cambiare, ad essere diversa. A te non piacerebbe volare?"
"Sei matta, io volare? Piuttosto mi nascondo sotto una foglia. A me piace stare con i piedi per terra, girare per il giardino, restare con ciò che conosco… Ora scusa, ma ho più sonno del solito. Vado a rannicchiarmi nel mio baco. A domani."
"Buonanotte."
"Buonanotte."

Parole gentilmente suggerite da Paola Marengo.
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giovedì 14 luglio 2016

Parole: infinito e perseveranza


Titolo: L'orizzonte

"Dove finisce il mondo?"
"Il mondo non finisce." 
"Come è possibile, tutto finisce. E’ infinto?"
"No, il mondo non è infinto, è tondo, più o meno." 
"E allora dove finisce?"
"Negli attimi senza suono, nell’aria senza ossigeno, nel tempo in cui la luce arriva." 
"Ah!... Non ho capito." 
"Perché’ mi chiedi dove finisce il mondo?" 
"Perché’ vorrei vedere questo luogo, se mi dici dove si trova, io ci vado." 
"Se avrai perseveranza, credo lo troverai." 
"Ma in che direzione devo andare, almeno questo lo sai?" 
"Devi seguire l’orizzonte della speranza, sperando che non finisca mai." 
"L’orizzonte?" 
"No la speranza." 
"Ah!... Non ho capito." 
"Cosa stai cercando?" 
"La felicità." 
"La cerchi dove finisce il mondo?" 
"Si, perché’ nel mondo non riesco a trovarla." 
Rise.
"Non hai cercato molto allora:  non sei stato perseverante. Prova a riprendere il cerchio al contrario, e ad aprire bene gli occhi. Ti suggerisco pero' di non guardare solo fuori, distrae." 
"Ah!... Non ho capito." 
"Buon ricerca, amico mio."

Parole gentilmente suggerite da Flavia Ventriglia.
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Parole: sonno e viaggio


Titolo: il viaggio

Partii di mattino presto, quando il sole non era ancora sveglio e la luna si stava preparando. Avevo un po’ di sonno, ma la bellezza del cielo stellato mi riportò alla meraviglia della realtà, se la si compara ai sogni. Ero partita da sola, nessuno aveva voluto accompagnarmi, erano tutti troppo pigri, poco curiosi: sapevano gia’ tutto, ma io no. Io sapevo solo che oltre la foresta ed il fiume doveva esserci qualcosa di incredibile. Tutte le notti infatti da quel punto, si vedeva un fascio di luce nel cielo che girava e girava tutto intorno. I miei amici dicevano fossero lucciole che danzavano. Io non ci credevo  e non riuscivo più’ a restare ferma ad osservare, volevo sapere. Non portai nulla con me, la natura e’  cosi' generosa, ed iniziai il mio viaggio. Ci misi due giorni per arrivare al fiume, abbi paura tre volte, e mi meravigliai una. Conobbi due farfalle e tre formiche e con alcuni camminammo insieme per qualche metro. Ci vollero altri due giorni per attraversare l’acqua ed arrivare sulla riva opposta. Arrivai di giorno ed aspettai la notte: ed alla fine lo vidi.
Non erano lucciole, come gli altri credevano, ma angeli riuniti in una danza.

Parole gentilmente suggerite da Adele Donato.
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mercoledì 13 luglio 2016

Parole: naso e occhio


Titolo: Un tenero sorriso

La parte piu’ difficile e’ il contorno dell’occhio. I due occhi devono essere simmetrici, altrimenti si perde tutto l’effetto. Devo esser buffo. Le maschere sono una cosa seria, ma difficile da realizzare, ci vuole attenzione, pazienza. Se si sbaglia si diventa una caricatura di sé stessi, il peggio che possa capitare. 
Il naso per fortuna essendo in plastica, non richiede molto lavoro. Scomodo, questo si, senza dubbio, ma almeno rende metà del personaggio. Scelsi l’abito blu con le bretelle rosse e la parrucca con i capelli ricci. Quando fui pronto, trattenni il respiro un momento e poi, attraversando il lungo corridoio, entrai nel luogo che non dovrebbe esistere ed in cui nessuno dovrebbe mai essere. Sorrisi, osservai i gesti di rimando, dimenticai il resto e divenni pagliaccio. Feci giochi allegri, caddi un paio di volte e suonai la mia tromba in bilico su un monociclo. Molti sguardi si concentrarono su di me: un ottimo segno. Trasformai il tempo in zucchero filato, il dolore in pausa, la felicità in abbracci, e la tristezza in musica: fu una bellissima giornata.

Parole gentilmente suggerite da Sergio Catello.
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martedì 12 luglio 2016

Parole: infinita e storia


Titolo: nessuno


Vidi un piccolo elfo del bosco saltellare tra i rami di un bellissimo abete: l'elfo era cosi buffo che non riuscii a smettere di guardalo. Quando iniziò ad allontanarsi feci per avvicinarmi e senza pensarci iniziai ad arrampicarmi anche io: era facile, pensai. A volte ci poniamo limiti senza neanche provare. Arrivai in cima all'albero e mi guardai intorno: l'elfo era scomparso, ma da quel punto vedevo tutta la foresta. Una distesa infinita. Iniziai a domandarmi come sarei sceso, ma proprio in quel momento vidi un'aquila puntare verso di me: ecco la fine della storia, mi dissi. L'aquila invece si poso' su un ramo vicino al mio e mi chiese se desideravo un passaggio a fondo valle. Non bisogna diffidare troppo, pensai, di chi non si conosce. Accolsi l'invito ed insieme volammo. Salutata l’aquila mi incamminai pian piano verso casa, pieno di sensazioni. Passeggiando, però, mi venne molto sonno e mi addormentai disteso sotto un tulipano. Quando mi svegliai ero di nuovo nel mio letto. Qualcuno deve avermi accompagnato, mi dissi. 
Riposato uscii dal mio guscio e mi incamminai verso una nuova avventura.

Parole gentilmente suggerite da Silvana Mannato.
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domenica 10 luglio 2016

Parole: stella marina e sabbia



Titolo: indelebile

“Mamma, facciamo colazione insieme?” 
Mi preoccupai all’istante: qualcosa non andava e lo diceva in modo semplice. 
“Certo tesoro, tutto bene?” 
“Si. Volevo raccontarti una storia.” 
“Una storia?” Ero sempre più preoccupata. 
“Si. C’era una volta, si inizia sempre con un c’era una volta, una famiglia di ricci di mare. Erano una famiglia molto unita, si volevano bene. Vivevano in un mare bellissimo e passavano molto tempo insieme. Un giorno, il figlio più piccolo iniziò a sentirsi un po’ strano, diverso dal resto della famiglia. Dopo scuola, aveva incontrato, per la prima volta nella sua vita, nascosta sotto la sabbia, una stella marina: bellissima, sinuosa e molto forte. Se n’era innamorato all’istante. Non pensava ad altro. Sapeva che il loro sarebbe stato un amore difficile, e che insieme sarebbero a stento riusciti ad abbracciarsi, ma questo era quello che gli era destinato da sempre, e lui lo sapeva, lo aveva sempre saputo. La stella ricambiò il suo amore fin da subito, ed insieme costruirono un nuovo concetto di famiglia e di speranza e vissero insieme per sempre. Fine.” 
“Beh è una storia dolce.” Dissi sollevata, ma confusa. 
“Grazie! Ieri ho fatto un piccolo tatuaggio alla caviglia: è una stella marina.”

Parole gentilmente suggerite da Mila Catello.
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sabato 9 luglio 2016

Parole: candela e sbaglio


Titolo: la cena

Entrando, spensi la luce per sbaglio, ma non ebbi alcun desiderio di riaccenderla. Rimasi, invece, al buio, un istante, ad osservare le ombre sui muri: qualcuno danzava. 
Vidi Blu sul nostro divano rosso, ma il buio non aiuta la vista, così, pigro, accesi una candela. Tutto divenne romanticamente seppia e, nonostante non ci fossero piu’ tracce di Blu sul divano arancione, notai la tavola ordinatamente apparecchiata. 
Due piatti, due bicchieri, due forchette, due coltelli e due tovaglioli. 
Immaginai l’ospite che non mi aveva invitato ed il suo sorriso avvolgente. Mi sedetti al tavolo, composto, dopo aver ben disteso la giacca sul pavimento. 
Quando lei entrò nella stanza sussultò di felicità. Le sorrisi con gli occhi, lei rispose coi suoi. Quando a un passo l’una dall’altro, spegnemmo la fiamma. 
A che serve la luce quando il buio già brilla? 
Iniziammo a ballare al ritmo di una musica silenziosa: respirammo i nostri sorrisi, abbracciamo i nostri pensieri, e baciammo il nostro tempo. Dimenticammo le sequenze e camminammo al contrario. I piedi galleggiarono, ma nessuno si preoccupò di riportarli per terra. Non dicemmo nulla, ma ci ascoltammo profondamente, e fu cosi' per sempre.


Parole gentilmente suggerite da Roberto Vela.
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Parole: altruismo e tolleranza


Titolo: Spegnendo la tv


“Sono stanco di leggere news di guerre e razzismo. Nessuno ricorda come essere altruista?”

“Ma lei sa cosa sia l’altruismo?” Chiese una voce nella mia mente. Mi davo del lei quando parlavo a me stesso.

“Certo, essere disposti ad aiutare gli altri.” Mi dissi.

 “Ma lei lo sa cosa gli altri vorrebbero e cosa li renderebbe felici, o lo immagina solo rispetto a quello che desidererebbe per lei, con la sua testa…” 

“In effetti credo di immaginarlo principalmente secondo quello che penso io” 

“Beh, allora non crede che dovrebbe iniziare col capire cosa gli altri vorrebbero?”

“Si, aiuterebbe ad aumentare la tolleranza.” 

“Non usi questa parola, per favore, significa sopportazione delle differenze, lei non deve sopportare, deve comprendere, rispettare, amare.” 

“Vabbè, insomma…vorrei pace.” 

“La cultura e la conoscenza portano da quelle parti, e l’amore anche. Non sia stanco di leggere le news, non le legga e basta. Legga un buon libro invece, smetta di crescere la rabbia, il dispiacere dentro di le, aumenti la gioia, la serenità, sarà contagiosa anche per gli altri, finche’ il mondo non sarà libero.” 

“Succederà?” Chiesi a me stesso. 

“Lei sarà in grado di ridurre la rabbia ed aumentare la gioia nella sua vita?” 

“Ci proverò.” 

“Allora potrebbe accadere.”


Parole gentilmente suggerite da Fortuna Marigliano.
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giovedì 7 luglio 2016

Parole: bontà' e sincerità'



Titolo: Il salto



“Cosa ci facciamo in questa cassa di legno?”
“In tutta sincerità, non lo so”
“Fa caldo, si sta un po’ stretti…e poi cos’è questo odore fortissimo?"
“Sarà il nostro sudore, ma quante siamo?"
“Uno, due, tre, quattro… ne conto più di cento solo qui vicino, siamo tantissime!”
“Sarà una festa”
“Che bontà!”
“Che bontà cosa?”
“E’ quello che ha detto quella donna mentre ci indicava”
“Attenta, attenta, qualcosa si muove…aiutooooo”
“Chi ha spento la luce? Non vedo niente”
 “Non io”
“Ci stanno muovendo”
“Lo sento”
“Ma il nostro albero? L’aria fresca, il vento?”
“Io ricordo solo la caduta libera come al luna park, ma con atterraggio morbido. Tu ricordi qualcosa di quando abbiamo lasciato casa?”
“No, stavo dormendo”
“Secondo te dove stiamo andando?”
“Io credo che siamo dirette ad un albero nuovo, più bello, più grande…hai visto quante siamo? Il nuovo albero sarà tre volte più gande di quello di prima”
“Che bello, non vedo l’ora di arrivare”
“Anche io. Sarà tutto nuovo, ci piacerà…"
“Magari stavolta io sarò quella più in alto di tutte…che poi chi è che decide l’ordine delle cose?” 
“E chi lo sa!”

 "Per favore oltre alle ciliegie, potrei gentilmente avere anche un kilo di arance?"



Parole gentilmente suggerite da Jennifer Gentilesca.
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Parole: consapevolezza e riscoperta


Titolo: lo spettacolo

Qualcosa era fuori posto: in disordine. Non di quel disordine che caratterizzava le mie case, gli uffici, o i luoghi in cui avevo per qualche tempo vissuto. 
No. 
Questo era un disordine diverso, una sensazione, una consapevolezza di non essere nel momento, nel luogo o con le persone giuste. Mi sentivo…come quando ci si dimentica di lavarsi i denti al mattino: ero decentrata, fuori contesto, mi sentivo scomoda. Il disordine però era interiore, non esteriore, e non sapevo perché’. 
Quella sera ci sarebbe stata la prima dello spettacolo: una commedia su cui avevamo lavorato per mesi. Uscii di casa pronta ad affrontare pubblico e verdetto. La protagonista, me medesima, era una donna sui quarantacinque, single ed in carriera con varie disavventure amorose. 
Lo spettacolo fu un successo: sembrava che il personaggio mi calzasse perfettamente, eppure quella sensazione… 
Terminati gli applausi però lo vidi: il punto. 
Avevo recitato decine e decine di ruoli diversi in passato, ma questo personaggio… mi assomigliava, troppo, e mi stava scomodo, stretto. Riscoprirmi attraverso occhi di altri mi aveva messo a nudo: fu al contempo una riscoperta ed una visione.
Tornando a casa, colsi quella sensazione e la rielaborai.
Lentamente ripresi a plasmare colei che avrei voluto più caldamente come me stessa.

Parole gentilmente suggerite da Claudia Capocotta.
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mercoledì 6 luglio 2016

Parole: ombra e bolle di sapone


Titolo: Uomini

Scendevo le scale dell’università, intenzionata a tornare a casa dopo aver ritirato il mio diploma di laurea.
Quella mattina però, tante cose accaddero in pochi attimi. Dapprima vidi un’ombra, accompagnata da un forte suono, poi un’immagine irreale: le case ed i palazzi tutt’intorno si trasformavano in bolle di sapone
Uno spettacolo stravagante per gli occhi, ma tremendo per il cuore. 
Tutto velocemente divenne confuso: vidi persone correre. Corsi anch’io. Non andai verso casa, capii che la mia casa, quella dove ero nata e cresciuta, e dove i miei genitori avevano per anni preparato la mia colazione, non doveva esserci più. 
“Un’altra bolla di sapone”, pensai. 
Ci furono lacrime e urla, una pioggia surreale e molto, molto rumore. 
Ci fu paura. 
Corremmo, anche quando la speranza aveva finito di sperare.
Stemmo nascosti a lungo.
Poi iniziammo il nostro viaggio tra sconosciuti. Scappavamo dall’odio pensammo, ma ci dissero ne avremmo trovato dell'altro. 
E così fu. 
Il nuovo posto era freddo, “altre” persone guardavano, giudicavano, le tende erano piccole e troppo confuse, come noi. Decisi di lasciarmi andare, non valeva la pena lottare per questo…ma poi accadde un miracolo: nessuno ricordò più come fare guerra all’altro e neanche il perché’.

Parole gentilmente suggerite da Tina Russo.
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martedì 5 luglio 2016

Parole: roccia e frutta


Titolo: Nella frutta

Ero stanca, stanca come in quei giorni in cui non vuoi alzarti dal letto e sono già le tre, o quando il caffe è finito e devi ancora completare quel lavoro. Così aprii la finestra per vedere il cielo: sereno. Preparai una borsa con un po’ di frutta e mi misi in auto. Pensai e viaggiai e pensai. Sognai e guidai e sognai ancora un po’ perché’ i sogni disegnano la strada. Arrivai al mio angolo di paradiso, l’unico luogo dove so immaginarmi quando triste. Mi avvicinai alla grande roccia sul fondo della spiaggia. Era inverno: non c’era nessuno. Nessuno quel giorno si sentiva tanto stanco da dover uscire di scena un momento. “Meglio”, pensai ed i miei pensieri entrarono in acqua. Vidi una sirena e due delfini. Un gabbiano rideva dicendo: “Non ha freddo? E’ Gennaio!”. In effetti freddo lo faceva, ma i sogni avevano bisogno di risvegliarsi, era troppo che dormivano. Uscita dall’acqua la stanchezza era diminuita. Nulla era cambiato, ma avevo rallentato. Inutile correre quando non si è sicuri della direzione in cui si sta andando. Tornata a casa, dopo una doccia, stanca di una stanchezza pulita andai a letto felice di aver rubato tempo al tempo.

Parole gentilmente suggerite da Marisa Fino.
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domenica 3 luglio 2016

Parole: ragazza e magica


Titolo: La vita

Sette anni, ed ogni mattina seguivamo sempre lo stesso ordine. 
Io e te, soli per colpa di un incauto destino, ci facevamo forza cercando di bastarci.
Avevo lottato per comprendere responsabilità e gioie che la vita insieme ci avrebbe regalato ed avevo vagato nella definizione che tutti, tu compresa, mi attribuivano, ma che mi suonava più come una costrizione, reclusione, forzatura alla libertà conosciuta. 
Quel giorno però avevi una festa. 
Si, c’era sempre una festa per te, così come un buon motivo per vestire da principessa. Ti legai quindi i capelli in una piccola coda, in un gesto a volte odiato ed altre richiesto. Quel giorno però eri concentrata e quasi non ti accorgesti di quel mio quotidiano movimento. 
“Non trovo la bacchetta magica, mi aiuti a cercarla per favore?” chiedesti seria. 
“Come non aiutarti” pensai, “a ritrovare qualcosa in questo caos di vita in cui ci siamo reinventati?” “Eccola qui” dissi gentilmente. 
Un sorriso e scappasti davanti allo specchio. Ti osservai guardarti, e per un secondo, un momento soltanto ti vidi: non eri più la mia bambina, ma una ragazza che guardava al suo futuro. 
Per un attimo, un dolce istante, capii. 
E fui. 
Divenni padre e ti ritrovai figlia.

Parole gentilmente suggerite da Roberta Consoli.
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Parole: castellana e canile



Titolo: il mercante in fiera

“Amore a che ora stasera?”
“Credo la festa inizi alle nove, magari vieni il pomeriggio, cosi ci vestiamo insieme”
“Ok, da cosa ti vesti?”
“Da castellana e tu?”
“Castellana?”
“Una donna che vive in un castello.”
“Ah! Io volevo portare Bach e vestirmi da “volontario di canile.”
“Non esiste un volontario di canile al mercante in fiera.” Scoppiò a ridere. “Hai letto la mail?”
In realtà solo l’oggetto. “Non tutta” aggiunsi, “chi è questo mercante?” Chiesi perplesso.
“E’ un vecchio gioco di carte con su dei personaggi. Devi vestirti come una delle carte.” Continuava a ridere. “Magari potete vestirvi da dalmata tu e Bach, il dalmata è una carta.”

Dovevo vestirmi come una carta…
“Vada per il dalmata” Presi un lenzuolo bianco, lo riempii di macchie e feci dei buchi per la mia faccia e la coda di Bach.
Non avevo mai compreso il fascino di fingersi qualcun altro, a me piaceva essere me’ stesso. Quella sera però passai tutto il tempo a quattro zampe e compresi la prospettiva e le difficoltà dell’essere un cane.
E’ importante indossare i panni degli altri, pensai, ci aiuta a comprenderli e a non giudicarli.
Con un po' di male alle ginocchia andai a dormire sereno.



Parole gentilmente suggerite da Greta Berteselli.
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sabato 2 luglio 2016

Parole: anatra e befana



Titolo: Il cerchio


“No, nonna per favore, ogni volta che ci vediamo per un mio compleanno mi mostri le foto di famiglia” la rimproverai sorridendo. 

“Tesoro, sai bene che le origini sono importanti, servono a conoscerti meglio, ed anche se questo non ti rende un petalo diverso dagli altri, ti aiuta a ritrovarti nei momenti di smarrimento.” 

“Perché’ poi mi mostri sempre per prima questa foto di te a 15 anni dove più che una ragazzina sembri una befana?” 

“Questa ritrae il giorno in cui mia madre morì” 

“Oh, non lo sapevo, mi spiace. Il luogo alle tue spalle è molto bello, c’è anche un’anatra, guarda che carina…” 
Sorrisi per smorzare la tristezza nei suoi occhi. 
“Nonna?” 
“Dimmi tesoro mio” 

“Quale è la cosa bella dell’invecchiare?” 

“Quando ero bambina ridevo spesso, leggera, senza motivo. Da adulta avevo cosi tante cose da fare da dimenticare a volte anche di ridere. Ora che sono vecchia mi sento come un’esploratrice. Tutto è molto più raro ma più intenso, il mondo è diventato lento, ed inizio a farmi culare da lui finche’ non arriverà il momento di addormentarmi tra le sue braccia. Mentre aspetto, mi godo voi, il mio futuro, ed i vostri sorrisi. Buon compleanno nipotina.”

Parole gentilmente suggerite da Raffaele Natale.
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