giovedì 16 giugno 2016

Parole: ulivo e aeroporto


Titolo: L'attesa

Era partito da cinque mesi. Aveva detto: “vado al sud della Spagna a cercare la nostra grotta”. Non aveva aggiunto altro. Era già stato lontano, ma mai tanto a lungo. 
In aeroporto, mentre lo aspettavo, ero nervosa, mi chiedevo: “e se qualcosa fosse cambiato?, se quando arrivasse non ci riconoscessimo?”.
“Paure da attesa”, mi dissi.
Mi venne incontro, sorridendo. Stemmo qualche minuto a guardaci, poi mi porse una piantina. Come non riconoscere un ulivo: piccolo, e già forte.
Iniziò: 
“Mentre viaggiavo, ho sentito di una piantagione di ulivi. Gli anziani proprietari, qualcuno mi ha detto, avrebbero voluto tramandarla ad una nuova generazione. Li ho contattati e sono andato a vederla: è quello che cercavamo.
Hanno posto una sola condizione se ci trasferissimo lì: rispettarla e curarla come loro prima di noi, per sempre. Hanno detto: “ogni giorno, non importa se sarete stanchi, stufi, annoiati, alla ricerca di altro o di una fuga, dovrete esserci e sostenerla, sostenendovi. Lavorerete molto, guadagnerete il giusto. Le penurie arriveranno, ma passeranno se saprete aspettare con fiducia. E' un grande impegno, l'unico possible per raggiungervi.”" 

Si mise in ginocchio… piansi. 
 “Vuoi piantare questo ulivo con me per imparare insieme l'arte dell'attesa?”

Parole gentilmente suggerite da Simona Lodato
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