giovedì 30 giugno 2016

Parole: reato e diario


Titolo: In nome della formica

“Il reato che ha commesso è grave, gliel’ho detto, si dichiari colpevole.”
“E’ serio?” Chiese sorpreso.
“Certo”, risposi, “serissimo”.
In quel momento lo invitarono ad entrare in aula.
Il giudice pose la domanda di rito: “Di fronte all’accusa di formicicidio, l’imputato come si dichiara davanti a questa corte?”
Esitò, poi ironicamente rispose: “Colpevole”
Dall’aula un sonoro segno di disapprovazione, e qualcuno disse: “Perché’? sono così belle” e qualcun’altro “E così utili”.
Lui sbigottito.
“Per il poter a me conferito dalla legge umana e secondo l’articolo secondo del codice della giustizia, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili di tutti gli esseri viventi, e,
visto che le cause dell’uccisione della suddetta formica non sono attribuibili ad altra motivazione che ad un gesto di incomprensione alla bellezza 
questa corte la dichiara colpevole e la condanna,
visto che il metodo punitivo non è più in vigore dal 2118, 
ad un corso sull’importanza degli insetti nel nostro ecosistema,
seguendo il diario dell’Università di ecologia,
augurandoci che questo possa aprirle il cuore su un mondo a lei adesso sconosciuto.
Inoltre,
vista la sua posizione di padre,
la invitiamo a coinvolgere i suoi figli, che nella forza della loro sensibilità sapranno aiutarla in questa emozionante scoperta.

Parole gentilmente suggerite da Mara Iodice.
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole Clicca qui!.

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