sabato 25 giugno 2016

Parole: giostra e ghiaccio


Titolo: la giostra.

Tutto quel girare mi porta sempre mal di testa a fine giornata, di notte, quando io ed i miei colleghi troviamo finalmente il momento per riposare. Amo il mio lavoro, soprattutto amo che i clienti mi scelgano sempre: sono molto vanitosa.
L’unico problema e’ che con tutto questo girare, non mi sono mai chiesta se questo movimento, su questa giostra, sia davvero cio’ che voglio. Non e’ facile porsi grandi domande quando la giostra ha iniziato a girare, bisognerebbe fermarla, far scendere tutti, chiedere una pausa, ma chi ha il coraggio?. Cosi’, inconsapevole, mi consolo con i complimenti giornalieri. Si’, lavoriamo tutti i giorni, non importa piova o ci sia il sole. Ricordo che una volta ero ricoperta di ghiaccio dopo una nevicata. Quando mi svegliai, pensai che quel giorno avremmo riposato e avrei avuto tempo per pensare…sbagliavo! Continuavano a salire e scendere: “prossimo giro, prossima corsa”. Quel giorno però capii che dovevo utilizzare il tempo di ogni giro per comprendermi, e cosi’ feci: pensai.
Cosi’ oggi, stanca di girare, fermo la giostra e vado per la mia strada, come una cavalla indipendente. Gli altri continuino pure sulle loro giostre, se felici, io ne ho abbastanza di realtà confezionate per creare illusioni.

Parole gentilmente suggerite da Marco Lugaresi.
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