lunedì 27 giugno 2016

Parole: felicita' e vagabondo


Titolo: essere o non essere

“Quello che non ho capito è che cosa sia successo tra voi?”

“Tutto ebbe inizio quando vendemmo la Picasso: una macchina bellissima. Il nostro era un modello vecchio, azzurro come il cielo: era spaziosa, alta, ti aiutava a vedere il mondo da un’altra prospettiva.” 

“Vi siete lasciati perché’ avete venduto una vecchia automobile?”

“No, no di certo, però tutto ebbe inizio in quel momento. La vendemmo perché’ pensammo fosse arrivato il momento di avere un’auto nuova, più grande, più seria. Purtroppo avevamo inconsapevolmente iniziato a cercare la felicità nell’avere e non nell’essere. 
Su questi due verbi si dovrebbe posare più attenzione, non credi?. Quanta differenza c’è tra un io ho avuto ed un io sono stato?.” 

Il mio amico non rispose, cosi continuai.

“Noi iniziammo ad avere e dimenticammo di essere. Fu l’iniziò della fine: per colpa degli ausiliari e della Picasso. Non ce ne rendemmo conto, almeno non in quel momento, e per un lungo periodo io camminai come un vagabondo nella nostra stessa casa. Poi presi la decisione, ed andai via, silenziosamente.” 

“E adesso sei felice?” Mi chiese.

“Non lo so, però uso i mezzi pubblici”.

Cominciammo a ridere e poi ci abbracciammo forte.

Parole gentilmente suggerite da Mauro Giaccio.
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