venerdì 27 maggio 2016

Parole: Virus e ammaccatura


Titolo: Il tempo

La giornata era iniziata malissimo. La più piccola delle nostre figlie non era riuscita a dormire, e a farci dormire, per colpa di un virus. Mia moglie era esausta e nervosa. Io, in ritardo e di corsa per arrivare in ufficio, avevo trovato un’enorme ammaccatura sull’auto. Nessun indizio sul colpevole, ma un biglietto sul parabrezza con scritto: 

 “mi spiace molto, ma non avrei potuto ripagare il danno per problemi economici” 

Come se non bastasse: traffico a perdita d’occhio. Venti minuti fermo su un cavalcavia. Iniziai ad urlare da solo nell’abitacolo, una crisi di nervi in piena regola, aprì il finestrino, pronto ad inveire contro il mondo intero, e fu allora che lo vidi. Uscì dall’auto di corsa dimenticandomi del resto, ma era troppo veloce. Corsi allora più forte e lui si rifugiò sotto un parafango. Porsi la mano, ma mi graffiò con un morso, ne porsi due e finalmente si lasciò prendere. Tornammo indietro.
Il traffico era sparito.
Mi diressi al parco più' vicino, parcheggiai, lo posai delicatamente dietro un cespuglio ed aspettai. Quando se ne andò, passeggiando, chiamai mia moglie per chiederle se lei e la piccola avessero voglia di pizza e presi un giorno libero. 

Parole gentilmente suggerite da +Luca Merola 
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