lunedì 30 maggio 2016

Parole: Gallo e marmellata


Titolo: Lettera ai nonni

Cari nonni, 
presto prenderò l’aereo, i due treni e l’autobus che mi riporteranno da voi. Quindici ore di viaggio per raggiungere quel luogo incantato, abbandonato dagli uomini ma non dalla vita, per festeggiare i vostri 60 anni di matrimonio. Un numero che suona un’illusione. 
Ricordo le vacanze insieme: il momento più bello. Ci si svegliava con il canto del gallo e ci si addormentava presto, sereni. La sera si usciva raramente, il primo paese distava 4km e bisognava raggiungerlo a piedi, nel buio del cielo stellato. Ricordo la nonna tutto il giorno in cucina con le sue galline. Si nonna, sono sempre state le preferite, dicevi che davano pace alle giornate. Dalla cucina facevi uscire di tutto: pane, biscotti, marmellata, formaggi, ortaggi e uova delle tue amate. Tutto poteva nascere e crescere nella “nostra terra”. 
Ricordo anche i pianti quando ripartivo. 
Ho pensato a lungo a cosa la tecnologia avesse inventato come regalo perfetto, ma tutto sembrava inutile. Avete l’un l’altro, noi e la “vostra terra”: avete tutto. 
Il mio regalo: Grazie! per avermi mostrato la differenza tra essere e sembrare, tra necessario e superfluo, tra continuità e mutevolezza ed essere stati colonna. 
Presi l'areo, ma non arrivai mai.

Parole gentilmente suggerite da Serena Campanile
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole, Clicca qui!.

Parole: Fiore e oceano

fiore - oceano

Titolo: Un fiore nell'oceano

Ero in viaggio da qualche ora ed iniziavo ad avere fame. Ad un tratto in lontananza vidi qualcosa che somigliava ad un pesce, notai però che aveva una forma strana e che si muoveva in modo diverso dai pesci che predavo di solito. Decisi di avvicinarmi lentamente: è importante mostrare delicatezza quando si va incontro a qualcosa di sconosciuto. Si trattava di un fiore. Cosa ci facesse un fiore nel mezzo dell'oceano, era un mistero, e come fosse sopravvissuto così a lungo, un mistero ancora più grande: lontano dalla costa, ancora intatto nel suo bellissimo aspetto, disteso, quasi dormisse, cullato dalle onde del mare.
Incantato da tale bellezza feci la sola cosa possibile: mi posai lentamente al suo fianco, e lo osservai.
Ad un tratto qualcuno si lanciò in picchiata contro di noi, probabilmente in cerca di uno spuntino, senza sapere a cosa stesse andando incontro e senza pianificare un incontro elegante.
Non mi mossi.
Quando fu quasi sul punto di toccarci, mi guardò, guardò il fiore, e finalmente con forza virò ed volo' via. Credo avesse capito non si trattasse di cibo, che quello era solo un fiore che dormiva dolcemente sul cuore dell’oceano, nulla di importante, solo una splendida eccezione.

Parole gentilmente suggerite da Luciana Santos de Assis
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole, Clicca qui!.

domenica 29 maggio 2016

Parole: Fumare e mare


Titolo: L'inizio senza una fine

Ero in un bar sul lungomare. La calma del luogo ed il mare piatto poco si intonavano al colore del mio umore: ero nervoso. Aspettavo quel messaggio come se ancora qualcosa potesse cambiare, ma cosa? Iniziai a fumare nella sciocca illusione che la tensione volasse via insieme al fumo.
Così non fu.
Continuavo a vedere visi rilassati e bambini sorridenti, ma non riuscivo a farmi contagiare dall’euforia. Controllavo lo schermo ogni secondo, poi… 

 “Ciao, la coppia che ha comprato la casa è stata molto gentile, dicono che se ne sono innamorati subito…come non capirli. Dopo il divorzio e la vendita del nostro appartamento credo tu sia finalmente libero. A presto.”
 “Bene, grazie” 
“Ho solo terminato ciò che avevi iniziato”
“Ti avevo tradita” 
“Lo so”
“Mi sentivo stretto” 
“Lo so”
“Perché’ non mi hai fermato?” 
“Non si può fermare il vento, solo cercare di ripararsi da esso”
“E cosa rimane dopo il vento?” 
“Si resta senza casa e instabili, ma vivi.”
“Torna da me”. 
“Io non me ne sono mai andata”.

Presi le chiavi dell’auto e tornai verso la non-nostra casa e verso un nuovo noi. Tutto non aveva senso, ma mi sembrava, invece, di averlo ritrovato. 

 Parole gentilmente suggerite da Concezione Merola.
 Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole, Clicca qui!.

venerdì 27 maggio 2016

Parole: Virus e ammaccatura


Titolo: Il tempo

La giornata era iniziata malissimo. La più piccola delle nostre figlie non era riuscita a dormire, e a farci dormire, per colpa di un virus. Mia moglie era esausta e nervosa. Io, in ritardo e di corsa per arrivare in ufficio, avevo trovato un’enorme ammaccatura sull’auto. Nessun indizio sul colpevole, ma un biglietto sul parabrezza con scritto: 

 “mi spiace molto, ma non avrei potuto ripagare il danno per problemi economici” 

Come se non bastasse: traffico a perdita d’occhio. Venti minuti fermo su un cavalcavia. Iniziai ad urlare da solo nell’abitacolo, una crisi di nervi in piena regola, aprì il finestrino, pronto ad inveire contro il mondo intero, e fu allora che lo vidi. Uscì dall’auto di corsa dimenticandomi del resto, ma era troppo veloce. Corsi allora più forte e lui si rifugiò sotto un parafango. Porsi la mano, ma mi graffiò con un morso, ne porsi due e finalmente si lasciò prendere. Tornammo indietro.
Il traffico era sparito.
Mi diressi al parco più' vicino, parcheggiai, lo posai delicatamente dietro un cespuglio ed aspettai. Quando se ne andò, passeggiando, chiamai mia moglie per chiederle se lei e la piccola avessero voglia di pizza e presi un giorno libero. 

Parole gentilmente suggerite da +Luca Merola 
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole, Clicca qui!.


Parole: Dottore e rasoio.


Titolo: Di fronte allo specchio

Entrai nel suo studio in punta di piedi, dopo un suo cenno delicato. Mi guardava con sorriso rassicurante.
Non parlava.
Mi sedetti su una sedia di fronte a lui, ma non troppo vicina. Lui era lì, fermo.
Dottore, ho paura dei rasoi” dissi d’un fiato.
Distolse un momento lo sguardo, come per riflettere sulla mia affermazione
“di alcuni tipi di rasoio o di tutti in generale?” chiese.
Ci pensai un momento e risposi “di tutti… ho paura di tagliarmi, di perdere molto sangue e di morire.”
“Una paura comprensibile” rispose “ne ha molti in casa?” chiese.
“No nessuno, mio marito sa che ne ho paura”.
“Capisco” disse. “e di solito quando va in albergo o da qualche amico, ne trova spesso?”
Ci pensai un attimo: “no di solito non ce ne sono, e poi non e' mia abitudine dormire in case altrui.” “Bene. vuole aggiungere altro?” chiese.
“No, credo di aver gia’ detto molto”.
“Credo anche io” rispose “e’ stata una lunga conversazione, magari la prossima volta.”
“Perfetto”. Mi alzai per uscire, ma poi mi voltai: “lei li usa spesso?” chiesi.
“Io preferisco quelli elettrici” e sorrise.
“Perfetto”, ed uscii. 

Parole gentilmente suggerite da Andrius
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue due parole, Clicca qui!.


giovedì 26 maggio 2016

L'inizio

Questo viaggio inizia qui, oggi, in questo momento...ops e' gia' iniziato, ne fai gia' parte...
Ho riscoperto da poco l'amore per la penna e la passione per la scrittura, che purtroppo silenziosamente avevo rinchiuso nel buio. Con questo blog voglio dare spazio alla fantasia ed ai racconti, i miei racconti, che pero' scrivero' prendendo in prestito parole vostre.
Andiamo con ordine:
voi mi suggerite due parole, qualsiasi parola, di qualsiasi tipo (in italiano): le prime che vi vengono in mente leggendo questo post e
io scrivo un racconto (di 200 parole max) includendo le vostre due.
Tutto chiaro? (Se avete domande scrivetele nei commenti)
Si parte
Buon cammino

domenica 1 maggio 2016