venerdì 21 luglio 2017

Sottosopra (libertà e fiducia)



Titolo: Sottosopra

“Dai, fai in fretta che sono quasi le quattro!”
“Non ho ancora finito!”
“Non importa! Sono quasi le quattro dobbiamo andare, abbiamo un appuntamento…”
“Non puoi semplicemente spostare le lancette un’ora prima? Così avremo più tempo.”
Lei rise. “Non si può spostare il tempo. Anche se io cambiassi le lancette al mio orogologio, saranno sempre le quatto per il resto del mondo…”
“No, se lo faranno tutti!”
“Se ognugno spostasse l’orario come preferisce nessuno riuscirebbe mai a incontrarsi nel momento corretto e tutto sarebbe in enorme disordine!”
“O forse in perfetto ordine! Perché dobbiamo seguire un ritmo che non è lo stesso per tutti? Un giorno per me non dura ventiquattro ore e una notte non ne dura otto…Io credo che ci siamo rinchiusi in una definizione del tempo che il tempo stesso non vorrebbe. Se lo sapesse si dispiacerebbe, ne sono sicura! Gli facciamo perdere la sua libertà, lo rinchiudiamo in uno strano stereotipo, credimi! 
Cambia le lancette, dammi fiducia
Lascia passare il tempo quando deve: lascia che le persone si incontrino quando sia giusto che lo facciano.”
“Sono quasi le quattro, sbrigati!”
“Nel mio di tempo sono le due e mezza, e tra circa tre delle "tue" ore saranno le quattro: che ti piaccia o no questo è il mio tempo!”

Alle quattro meno cinque minuti madre e figlia erano già fuori casa, in perfetto orario "materno".


Parole suggerite da Romina Mattoni
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

lunedì 17 luglio 2017

La favola (impegno e passione)


Titolo: La favola

Era un villaggio molto silenzioso quello in cui Carolina viveva. Le poche persone che vi abitavano infatti non avevano avuto il dono della parola, così come era successo a lei e agli animali che condividevano con loro quel dolce silenzio. Gli unici a parlare lì erano il vento, insieme alla pioggia, e il mare insieme alle sue onde. Il resto era per lo più un’oasi ovattata.
Nessuno sentiva la mancanza delle parole, anche perché non le avevano mai conosciute, e tutto era perfetto, fin quando un giorno fu proprio il vento a trasportare con passione una piccola imbarcazione attraverso il mare. La barca era molto danneggiata e i pochi abitanti si avvicinarono cauti, pensando che con un po’ di impegno avrebbero potuto facilmente ripararla. 
Quando furono sul punto di toccarla sentirono una voce provenire dall'interno, in realtà più che una voce si trattava di un lamento, un pianto. 
Quando videro il bambino, sorridendo chiamarono Carolina. 
Lei lo prese tra le mani, ma comprese subito l’enorme differenza tra loro: lui emetteva suoni, lei silenziosamente ascoltava…
Quel bambino aveva rotto il silenzio e lei era diventata madre…


Parole suggerite da Splitit
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

domenica 16 luglio 2017

Pensieri in un bar (riscatto e sconfitta)


Titolo: Pensieri in un bar 

“Ma quanto tempo ci mette? Perché non arriva? Sono qui da più di venti minuti...”
“Questa sconfitta non ci voleva, eravamo messi bene in classifica e adesso, guarda qui…”
“Il bagno sarà in fondo? Uffa! Non ho voglia di alzarmi e chiederlo. Perché devo far sapere a tutti che devo andare in bagno?”
“Un biscotto al cioccolato! Ha anche i confetti colorati! Devo dire alla mamma che voglio questo.”
“Questo menù non lo capisco! Hanno primi, secondi e…le pizze? Dove sono le pizze? Non le trovo! Eppure all’ingresso c’era il disegno!”
“Sarà come pagarle un riscatto! Mai possibile? Solo per poter vedere il mio cane ogni tanto…”
“L’aria condizionata è troppo forte! Mi sto congelando.”
“Quante volte dovrò girare il cucchiaino per essere sicura che lo zucchero si sia sciolto?”
“Adesso glielo dico: - È la quarta volta che lo chiedo, ma ancora non mi avete portato il sale!… ”
“Questo quadro è orrendo! Perché hanno lasciato spazio a un artista così oscuro in un bar tanto affollato?”
“Lo so, sono a dieta, ma ho una fame…”
“Chissà se anche qui fanno disegni sulla schiuma del cappuccino come in Giappone…”
“Pesto o panna e noci?”





Parole suggerite da Sara Gasparinetti
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

sabato 15 luglio 2017

Il viso (mamma e figlia)


Titolo: il viso

"Il mento è spigoloso, appuntito: proprio come il mio. Le labbra carnose e hanno la consistenza di una pesca matura. Le guance sono paffute, rotonde; la pelle è liscia, setosa. La sento tendere solo quando, ascoltando la mia descrizione, sorridi, e i tuoi muscoli si contraggono in una sorta di abbraccio. 
Il naso è simmetrico, non come il mio, con una piccola protuberanza all’attaccatura, ma molto lieve. La pelle qui è più ruvida, più severa.
Gli zigomi sono ossuti, poco scoprgenti e l’incavo degli ochi è molto grande: hai gli occhi grandi mamma! Anche se non così grandi da contenere le lacrime che nascono mentre mi ascolti. 
Le ciglia sono doppie, robuste, sicure e le sopracciglia folte, decise. La fronte è ampia, spaziosa e poche incrinature la percorrono. Il tuo respiro è forte, rapido. Profumo di crema e rossetto…
Sei bellissima mamma! E anche se sono tua figlia e non ti ho mai visto nel modo che intendi tu, ti vedo! 
Non piangere quindi, per favore, perché anche al buio si vedono i colori! Almeno io con te li vedo..."

Parole suggerite da Fillide Mazzoleni. Dedicata ad @alexbritti e @checov
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

giovedì 13 luglio 2017

O forse no? (autocontrollo e curiosità)


Titolo: o forse no?

Erano anni che la osservavo ogni mattina svegliarsi e mettersi in cammino. 
Erano anni che la vedevo ogni sera tornare stremata e riprendere il suo soffice riposo.
A volte era sola: spesso era sola!

Vivevamo vicine noi due, molto vicine: in pratica io abitavo solo qualche ramo più in alto di lei.
Vivevamo però anche lontane, molto lontane: io infatti possedevo le ali e per questo facevo percorsi molto diversi dalle sue lunghe e rapide corse sulla terra ferma.
Da sempre però avevo nutrito una grandissima curiosità per la sua vita: perché correre era quello che  più sognavo nelle notti fredde, quando le ali scaldano poco.

Però…
Però, tutti mi avevano sempre ripetuto di evitarla, per la nostra diversità credo… o forse no?
Avevo perciò forzatamente imparato un certo autocontrollo e seguito il consiglio degli altri. 

Poi accadde che quel giorno era freddo e io avevo voglia di volare. La vidi svegliarsi e decisi, senza pensare, di seguirla: che eleganza! A un certo punto la vidi nascondersi nell’erba alta, immobile, e poi iniziare i suoi balzi e la sua corsa meravigliosa. 
Non raggiunse il topo che si era nascosto veloce, e triste di voltò per tornare verso casa.
Ero ammaliata! Così decisi imprudentemente di volare a bassa quota, proprio vicino a lei. 
Quando mi vide, fece un balzo.


Parole suggerite da Effetto
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!

martedì 11 luglio 2017

Ci sono occhi in cui ci si tuffa trattenendo il fiato



Titolo: Ci sono occhi in cui ci si tuffa trattenendo il fiato

Un tuffo… a occhi aperti. Non il suo viso, non il sorriso, solo lo sguardo.
Uno di quegli sguardi in cui salti senza pensare, in cui inciampi senza volere. 
Perché ci sono persone così, il cui sguardo è così: intenso. Ti ci perdi dentro, trattenendo il fiato e il cuore. Si perché non senti più nemmeno quello: diventi sordo, perso nell’abisso, connesso all’energia dell’universo. Ti sembra anche di capirlo l’universo in quell’istante: quando ancora nemmeno sai di chi siano quegli occhi, a chi appartengano…

Ci sono occhi in cui ci si tuffa trattenendo il fiato. È solo un attimo, il cuore non ha tempo per battere, la testa non ha tempo per pensare: vedi l’infinito, senti l’infinito e credi che esista, sai che esiste!
Ci inciampi sulla strada per il lavoro, su quella che ti riporta a casa; ci inciampi al supermercato, all’uscita di scuola. Ci inciampi quando non sai che accadrà, ed è proprio per questo che avrà avuto un senso...


Ci sono occhi in cui ci si tuffa per caso: ci sono occhi buoni, occhi che sorridono, occhi che ti portano altrove, per ricordarti che, anche se non ti girerai per guardarli di nuovo, l’amore è connessione…al mondo!

venerdì 7 luglio 2017

La fine (musica e radio)



Titolo: la fine

Il ronzio dei pensieri è assordante stanotte.
L’aria è ferma, immobile e non aiuta il silenzio.
Il tempo mi osserva lento, asciutto e fastidioso mentre tento disperatamente di ignorarlo.
Mi alzo, e mi risiedo.
Mi siedo, e mi rialzo.
Mi avvicino alla porta.
Non riesco ad aprirla!
Ho male al petto.
Le scale! Quelle scale che ti hanno aiutata a lasciarmi, adesso pesano tra i ricordi, schiacciandoli come petali di biancospino.
Un dolce candido biancospino.
Sfiorito tra le tue mani e tra le mie.  
Parole non dette.
Parole non viste.
Parole non ascoltate.
Un brivido insicuro mi percorre la schiena.
Accendo la radio e alzo il volume: ho bisogno di silenzio, ho bisogno di far sanguinare la ferita fin quando il corpo non l’avrà ricucita. Ho bisogno di aspettare che arrivi domani a spiegarmi cosa sia successo oggi.
Intanto la musica copre tutto: copre il freddo,  copre i pensieri, copre le mani che tremano, copre anche la paura. Chiudo gli occhi e quando li riapro non mi accorgo di averti lì, davanti a me, che balli come se fossi trasportata dal vento.


Parole suggerite da Riccardo Castro
Se anche tu hai voglia di inviarmi le tue 2 parole Clicca qui!